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Won’t you not see? (Non vuoi non vedere?). Alessandro Costanzo & Anna Guillot

di Maria Arcidiacono

Nella sede di Palazzo Mazzone-Alessi a Caltanissetta, On the Contemporary presenta la mostra Won’t you not see? (Non vorrai non vedere?) capitolo C. che si avvale della curatela di Emmanuel Lambion, ed è incardinata nel progetto già in corso nella sede catanese di OtC in piazza Manganelli: Urpflanze des Mittelmeers.

immagine per Won’t you not see? (Non vuoi non vedere?) capitolo C. Alessandro Costanzo & Anna Guillot
Alessandro Costanzo, Anna Guillot, 2024; intervento nell’arredo. Credits Studio Mōrf

Un titolo, quest’ultimo, che cita Goethe ed evoca un fiore primordiale del mediterraneo, una sorta di modello condiviso che si presta a letture creativo-interpretative ricche di variabili.

Un progetto dal respiro internazionale, per il tema scelto che racchiude in un’ideale congiunzione il cuore dell’Europa e il Mediterraneo, per la presenza in mostra di libri d’artista dello scozzese Ian Hamilton Finlay, che mise il giardino al centro della sua poetica.

Ma soprattutto per aver coinvolto nella curatela il belga Lambion (già vicedirettore dell’Académie royale des Beaux-Arts di Bruxelles, e fino a pochi anni fa, direttore del Centre de la gravure et de l’image imprimée, del quale abbiamo avuto occasione di parlare qui qualche anno fa).

In Won’t you not see? Anna Guillot e Alessandro Costanzo, attraverso le loro diversissime installazioni inserite nel giardino e nell’arredo dell’appartamento nisseno, con testimonianze scritte o sonore, inseguono tracce di memoria del recente passato.

Il buio, Oscuru in siciliano, nell’opera di Alessandro Costanzo prende la forma di ciò che resta delle zolfatare: materiale abbandonato che diventa cassa da risonanza per il racconto dei “carusi” che vi lavoravano.

Un buio metaforico, d’incertezza e di angoscia, vissuto anche dai migranti dal destino incerto, giunti oggi a Caltanissetta, le cui voci si mescolano a quelle dei coetanei sfruttati fino allo stremo nelle cave dell’entroterra siciliano.

Lingue diverse che risuonano dallo spazio interno e dal giardino della sede espositiva fino al profondo delle nostre coscienze, denunciando la sopraffazione violenta tra esseri umani che non fa altro che reiterare se stessa, ignorando stagioni e latitudini.

Orientata verso un approccio filosofico e legata al pensiero scientifico, la ricerca di Anna Guillot che per questo progetto è anche intrisa di rimandi alla memoria, rigorosamente depurati da ogni sfumatura retorica.

Nella sua installazione, Nucleus (Cor), il processo della fotosintesi, nel suo significato generativo, è associato a del materiale costituito da pagine, autografe e non, riguardanti le scienze agrarie, la botanica, la chimica e altre discipline scientifiche, documenti appartenuti al padre dell’artista, agronomo di professione.

Grazie a questa intuizione, in una rincorsa di significati connessi al tema della mostra, Guillot aggiunge un altro tassello al proprio percorso d’artista.

Un’attività di ricerca che si somma, è doveroso sottolinearlo, al ruolo di ideatrice e curatrice di eventi culturali imperdibili.

A manifestazione conclusa sarà realizzato un libro con testi critici e saggi di Paolo Emilio Antognoli, Emmanuel Lambion, Luciana Rogozinski e di alcuni artisti.

La documentazione fotografica sarà curata da Studio Mōrf.

Info mostra Won’t you not see? (Non vorrai non vedere?) capitolo C. | con Alessandro Costanzo & Anna Guillot

  • un progetto a cura di Emmanuel Lambion, Bn Projects
  • nell’ambito di Urpflanze des Mittelmeers
  • promosso da On the Contemporary/ KoobookArchive; Patrocinio del Comune di Caltanissetta; 20ᵃ Giornata del Contemporaneo AMACI; Sponsor Torronificio Geraci
  • OtC — in the Garden, Palazzo Mazzone-Alessi
    Via Camillo Benso conte di Cavour, 29
    I- 93100 Caltanissetta
  • mostra aperta su appuntamento fino al 07.12.2024
  • info: onthecontemporary.com onthecontemporary@gmail.com
  • koobookarchive.it
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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