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Malizia Christi di Davide Cortese è un universo variegato e affascinante.

di Maria Arcidiacono

Avete presente un viaggio in un luogo mai esistito? Un luogo magico, dove nulla è scontato: i libri di cui si parla non sono mai stati scritti, c’è un bambino di cinque anni elegantissimo, il signor Babelsberg, che si dimostra più saggio del suo amico centenario, c’è un pittore di ombelichi, un’incantevole e caustica diva del cinema, una fioraia chapliniana, ci sono anche un ventriloquo generosissimo, un’aristocratica concertista e due gemelli in procinto di sposarsi.
Tra atmosfere quasi circensi, in una vagheggiata età dell’oro velata appena di rimpianto, quello che si spalanca percorrendo le pagine di Malizia Christi(ed. Croce), nuova parentesi in prosa nel percorso poetico di Davide Cortese, è un universo variegato e affascinante.

immagine per Malizia Christi di Davide Cortese - Edizioni Croce
Malizia Christi di Davide Cortese – Edizioni Croce

C’è anche del Cinema nell’immaginario dell’autore, non solo perché alcuni personaggi fanno parte di quel mondo, ma anche perché la scrittura di Cortese sembra talvolta scomporsi in fotogrammi, e i luoghi, gli oggetti e gli stessi personaggi sembrano così anelare a una sceneggiatura che dia loro vita e voce in un set vero e proprio. A volte ci si ferma con un improvviso desiderio di fare un “intervallo” ascoltando la Passacaglia di Händel, per poi trovarsi costretti a prendere appunti:

“Non so come io riesca a farlo, ma governo milioni di cellule nel mio corpo. Coordino tutte le mie attività che fanno di me un vivente. Non dimentico mai di respirare, di cicatrizzare le mie ferite, di fare scorrere sangue in tutto il mio corpo e ossigeno in tutto il sangue. Ho una conoscenza antica di cui sono del tutto all’oscuro. Ho una saggezza di cui ignoro tutto.”.

È come se Cortese avesse deciso di farsi creatore di un paradiso da bibliofili ubriachi, sfidando se stesso e noi a colpi di libri dai titoli bislacchi e dai plausibilissimi nomi di autori e autrici (come Fate le fate di Ashley Sorowa o La lista della spesa di Zeus di Magdalena Grimorska).

Un esercito gioioso di allegri e colti bugiardi, pronti a tutto, meno che a farsi la guerra tra loro, perché è una compagine che più mista e solidale non si può e perché i volumi, nella biblioteca del centenario Marradi, stanno bene così: inesistenti, ma stretti uno sull’altro in pile altissime dall’equilibrio precario.

Non manca nulla all’immaginaria località britannica chiamata Debrama: c’è anche un cimitero attraversato da corvi che ricorda la collina di Spoon River; nella casa di Babelsberg, invece, c’è una stanza misteriosa (anzi se-Greta) ma nulla è pauroso, tutto è avvolto dall’ammiccare poetico-giocoso di Davide Cortese, che, soffiando bolle di sapone, restituisce all’infanzia una breve stagione di consapevolezza.

Quella saggezza innocente che possedevamo, della quale nessuno parla e che non ricordiamo né quando, né perché sia andata inesorabilmente perduta; una saggezza di cui ormai ignoreremmo tutto, se non ci fosse ogni tanto, per nostra fortuna, qualche poeta a rammentarcela.

immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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