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Fil Rouge. L’orizzonte creativo di Betty Salluce

di Maria Arcidiacono

Geografie umane, paesaggi lucani ricostruiti attraverso trame e ricami, un filo rosso che indaga itinerari nascosti tracciati sulle mani: questo è l’orizzonte creativo di Betty Salluce in Fil Rouge, la mostra personale curata da Sabino Maria Frassà, in corso a Milano, nello Showroom Gaggenau DesignElementi fino al 4 dicembre 2026.

immagine per Betty Salluce, Mano Ale dal ciclo Fil Rouge, Gaggenau, 2026_©Emanuele Campidoglio, Courtesy Cramum, Gaggenau
Betty Salluce, Mano Ale dal ciclo Fil Rouge, Gaggenau, 2026 ©Emanuele Campidoglio, Courtesy Cramum, Gaggenau

L’evento espositivo si inserisce nel ciclo Punti di contatto, ed è promosso sia dalla storica azienda tedesca che lo ospita nella sua sede milanese, che dal progetto no-profit Cramum, il cui premio annuale è stato assegnato all’artista.

Nello spirito del progetto che intende valorizzare la genuinità del lavoro degli artisti, bypassando le scorciatoie tecnologiche che finiscono talvolta per trasformarli in influencer, le opere di Salluce mostrano i processi creativi che si sviluppano concretamente sulla materia.

A partire dalla scelta delle inquadrature dei suoi scatti, a quella della similpelle come supporto per stampa e infine a quella del ricamo, che unisce il paesaggio alla superficie corporea, la prassi esecutiva dell’artista si dispiega nella sua naturale raffinatezza.

Il concetto che sottende a questo contatto creato dall’artista ha a che fare con l’empatia che non è, secondo la lettura del curatore, «…solo un gesto tra persone, ma un modo di abitare il mondo».

Un autentico fil rouge è anche quello che si sviluppa nell’allestimento in uno spazio che non è cornice, né luogo sacrale asettico, ma un ambiente legato all’abitare e al design.

Uno spazio dove le radici antiche della Foresta Nera e della cittadina di Gaggenau, che vide nel Seicento la nascita dell’omonima officina metallurgica, si incontrano con i calanchi della Basilicata e i suoi territori silenziosi percorsi da memorie ancestrali.

Due realtà lontane e misteriose che l’esercizio rigoroso nei rispettivi ambiti di arte e design riesce a mettere armoniosamente in relazione.

Informazioni: Fil Rouge, Betty Salluce

  • a cura di Sabino Maria Frassà
  • fino al 4 dicembre 2026
  • Showroom Gaggenau DesignElementi Hub
    Corso Magenta 2 (cortile interno citofono 33), Milano
  • Ingresso solo su appuntamento, previo contatto e-mail o telefonico – (lun/ven 10-18:30) – Chiuso dal 6 al 26 agosto 2026 compresi.
  • Contatti: gaggenau@designelementi.it T. +39 02 29015250 (interno 2)
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

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