Si è appena concluso con Un Quinto Corpo, installazione e performance di Ginevra Napoleoni & Massimiliano Siccardi, il ciclo DUENDE//l’oscura energia dei corpi, ideato e curato da Lori Adragna presso la MondrianSuite Gallery di Roma.
Ad aprire la serie di appuntamenti, il 3 settembre, è stata Tiziana Cera Rosco, con In principio era il volto: un lavoro intenso, una sequenza rigorosa e nitida, la narrazione di un impulso emotivo e generoso a moltiplicarsi, non solo fisicamente, anche interiormente. Le opere dell’artista, di elaborata e raffinata fattura, hanno accompagnato la performance Butterfly, in un’atmosfera sospesa, quasi sacra. Ricavare attraverso un calco il proprio doppio, privo d’identità, negando quindi un volto al corpo stesso, simulacro di dolore e di contraddizione è come una resa dei conti rinviata all’infinito, un viaggio emotivo dove il divino viene evocato proprio nella concretezza dell’esperienza umana.
In Memorie Apocrife, Francesca Romana Pinzari ha voluto seguire un filo conduttore, quello dei suoi ultimissimi lavori che hanno visto protagonista l’interazione attiva con il pubblico. La mostra, cominciata il 23 settembre, si è inaugurata e conclusa con la performance dal titolo “All of me”, una condivisione intima di esperienze, segreti e sentimenti inconfessabili che, nella riservatezza dell’artista, si sono mescolate tra loro. Maestosa, ieratica e solenne, Francesca Romana Pinzari custodisce silenziosamente rivelazioni anonime, senza scomporsi, perché di nulla si può stupire. Così come sa tessere sapientemente capelli e crini che poi ripone in piccole teche, così accoglie frammenti di esistenza presenti o irrimediabilmente perduti.
Le multiformi visioni che partono dal mondo del teatro e della danza, accompagnate dal risultato di due anni di lavoro hanno fatto da sfondo a Un Quinto Corpo, terzo e conclusivo appuntamento della rassegna. Metamorfosi, passaggi, rinascite e iniziazioni nel sorprendente allestimento che ha letteralmente trasformato lo spazio espositivo. Un gioco sincronico di proiezioni, sottolineate da un intervento sonoro originale live di Luca Longobardi. Notevolissima la presenza scenica dei due protagonisti: Ginevra, che fluttua con libertà oltre ogni gabbia, reale e convenzionale, che la vorrebbe claustrofobica; Massimiliano, che misura lo spazio con gesti armoniosi, talora sofferti o ironici, è il rivoluzionario uomo vitruviano che rompe con i canoni e supera ogni costrizione fisica e psicologica.
Il ciclo Duende ha avuto al centro il corpo, le sue infinite azioni, le sue antinomie, declinate con passione e generoso furore creativo da artisti diversissimi tra loro, accomunati dalla volontà di formulare un invito rivolto a tutti: quello di avventurarsi nelle profondità interiori di percorsi emotivi a noi stessi ignoti.
Altre info:
Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).





















