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Da Fabio Sargentini c’è Mario Nalli

di Maria Arcidiacono

Immergersi nei paesaggi immaginifici di Mario Nalli significa percorrere la storia di una lunga ricerca pittorica che l’artista ha coltivato in solitudine, approdando a quella linea che sfuma tra ciò che è ancora figura mentre si appresta a diventare astrazione.

La sua motivazione all’agire pittorico parte dall’osservazione del quotidiano, dalla capacità percettivo-sensoriale, persino olfattiva, di catturare ciò che lo circonda.

La trasformazione avviene grazie a una sapiente ricerca cromatica, con passaggi di tonalità che definiscono volumi e profondità, aggiungendo lumeggiature a metà tra il naturale e l’artificiale.

Nalli si misura con la grandezza della tela senza esitazione, mentre la sicurezza e il vigore delle sue pennellate destano sorpresa, perché corrispondono a una personalità mite, schiva e generosa, aliena all’egocentrismo vorticoso che avvolge e in parte inquina il mondo dell’arte.

Una trentina d’anni fa il gallerista Fabio Sargentini ne individuò talento e potenzialità, e oggi ha voluto esporre le sue opere più recenti in una mostra personale in corso a Roma dal 16 maggio presso L’Attico, il proprio storico e conosciutissimo spazio espositivo.

Dipinti ad olio medio-grandi e oltre 20 tele di dimensioni più contenute, le opere in mostra sono circa una trentina anch’esse, un numero casualmente celebrativo degli anni di stima reciproca tra l’artista e il gallerista e il loro legame di profonda amicizia.

La riservatezza di Mario Nalli, per chi lo conosce, confligge con la potenza espressiva del colore, con la sorprendente facilità mediante la quale costruisce spazi e orizzonti, dando vita a una pittura che sembra a fatica contenersi in una tela.

Sebbene l’artista sia perfettamente in grado di farci ‘ascoltare con gli occhi’ il rumore del mare, è stata opportuna la scelta di collocare una delle sue opere, L’Onda, tra le quinte del palcoscenico, evocando un sonoro scroscio di salsedine che, come un coup de théâtre, ci riporta al mondo reale.

Il linguaggio dell’artista si ostina a essere quello eterno della pittura, con i tratti distintivi di chi sa osservare e percepire l’essenza dei luoghi e delle forme, riconducendo il tutto a gamme cromatiche sospese tra realismo e invenzione.

L’invito di Mario Nalli è quello a varcare una soglia, ad attraversare la superficie pittorica per esplorare piani prospettici in successione, senza aspettarsi risposte, abbandonandosi al viaggio.

Informazioni Mario Nalli | mostra personale

  • a cura di Fabio Sargentini Elsa Agalbato
  • con testi di Fabiana Sargentini e Jacopo Ricciardi
  • fino al 20 giugno, e dopo la pausa estiva dal 15 settembre al 15 ottobre
  • Associazione culturale L’Attico di Fabio Sargentini – Via del Paradiso, 41 – Roma
  • dal lunedì al venerdì – h. 17:00-20:00
  • Tel. +39 066869846
  • info@fabiosargentini.it
immagine per Mario Nalli, personale
Mario Nalli
immagine per Maria Arcidiacono
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Archeologa e storica dell'arte, collabora con autori e case editrici per ricerche iconografiche, editing e coordinamento redazionale. Dal 2010 scrive su artapartofculture.net e, occasionalmente, elabora testi critici e cura progetti espositivi. Nel 2023 ha pubblicato C'era una volta il bar di Vezio (Iacobelli).

3 risposte

  1. Congratulazioni Maria Arcidiacono per questa splendida recensione sull’opera di Mario Nalli e sulla installazione scenica di Fabio Sargentini che ne amplia semanticamente il successo. Cordiali saluti Vincenzo Sanfilippo

  2. Gentile Vincenzo Sanfilippo,
    la ringrazio molto per le sue cortesi parole, un saluto cordiale anche a lei,
    Maria Arcidiacono

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