Walead Beshty. Aggregato, alla Thomas Dane Gallery di Napoli

La Thomas Dane Gallery di Napoli apre le porte alla prima mostra personale di Walead Beshty in Italia, dal titolo Aggregato (in corso fino al 22 dicembre 2018). E’ una esposizione che mette in evidenza la natura composta delle opere, basata su metodi di combinazione e di accumulo, reimpiegando lavori preesistenti per creare nuovi manufatti artistici.

Essi sono composti da vari strati che formano un archivio quasi archeologico, restituiscono al fruitore una nuova chiave di lettura, una storicizzazione e una valutazione della sua produzione artistica. Ad accogliere i visitatori nella prima sala della mostra ci sono i Copper Surrogates, surrogati di rame grezzo lucidato a specchio.

Sono oggetti che raccontano la storia attraverso il tatto, le superfici toccate dall’artista, dal gallerista, dal curatore o dallo staff, sono testimonianze dirette del contatto fra oggetto e uomo, fra spazio e tempo. Ogni segno lasciato è esperienza e ne racchiude tutta l’essenza, non a caso, la base di un tavolo non poggia sulla struttura portante, ma è appeso alla parete come opera muraria.

I FedEx Boxes, invece, sono realizzati in vetro trasparente stratificato, costruiti secondo le scatole di spedizione standardizzate FedEx. Osservando le singole opere si potrebbe pensare ad una ripetizione dei ready made di Marcel Duchamp.

In realtà, l’elemento che accomuna l’artista francese e Beshty sono le crepe dei rispettivi lavori, entrambi ridotti in frantumi durante il trasporto. Quest’ultimo si sofferma sul volume dell’oggetto che occupa lo spazio circostante, sul fatto che l’azienda è proprietaria di quella forma, egli è interessato a come l’opera d’arte assume un significato attraverso il viaggio e la loro collocazione in un determinato contesto. Il movimento, il trasporto e la destinazione incidono sulle proprietà fisiche dell’oggetto, come i Coppers Surrogates, raccontano una storia, hanno sulla propria superficie i segni dell’esperienza. E’ un processo che attraversa tre fasi: il loro stato iniziale, (partenza), la fase di transizione, (trasporto), e, infine, l’archiviazione, (destinazione).

immagine per Walead Beshty
Walead Beshty ph. FSqueglia

Proseguendo con il percorso espositivo, le ceramiche dalle geometrie sinuose sono state realizzate presso la Ceramica Suro a Guadalajara, in Messico, con materiali di scarto, ed esibite al All the World’s Futures alla 56° Biennale di Venezia nel 2015. Sono una serie di sculture che esplorano le condizioni della terracotta infornata ad altissime temperature. L’artista mette in relazione le fabbriche di ceramiche messicane e gli affreschi nella cappella dell’Hospicio Cabanas di Guadalajara, dipinta da Jose Clemente Orozco.

Le immagini multicolor, invece, sono di notevole impatto visivo, i fotogrammi sono stati realizzati stendendo oggetti sopra la carta fotografica ed esponendoli alla luce. Avviene con questa prassi, una interazione tra la luminosità, il tempo, la tecnologia e le persone, è una narrazione di tutto il processo creativo. L’osservatore si trova di fronte non ad una fotografia astratta, bensì ad una ”conversazione” fra diversi elementi all’interno di uno spazio ben definito.

immagine per Walead Beshty
Walead Beshty ph. FSqueglia

Sul tavolo nella sala centrale della galleria si trovano i sette volumi Prologue, 2013, tratti dall’opera commissionata per The Curve presso il Barbicane Centre di Londra, intitolata A Partial Disassembling o fan Invention without a Future: Helter-Skelter and Random Notes in which the Pulleys and Cogwheels are Lying around at Random Al lover the Workbench.

I libri ottenuti da quest’opera sono suddivisi nei volumi Prologue e Opus, formati da pagine stampate fronte retro, sono stati realizzati quasi 10000 stampe in cianotipia e una serie di fotogrammi per l’esposizione, affissi al muro dei The Curve.

Thomas Dane Gallery di Napoli, in via F. Crispi 69, apre le porte alla prima mostra personale di Walead Beshty in Italia, dal titolo Aggregato, fino al 22 dicembre 2018. Prologue è un archivio con ben 1230 cinotipi.

Le opere di Beshty attingono, sovvertono e ridefiniscono le forme d’arte tradizionali, evidenziando le fasi del lavoro e del processo di creazione dell’opera d’arte. Dall’atto di produzione dell’oggetto attraverso l’interazione con la forma, il colore, il tatto e il tempo, giunge a noi, la ricezione finale del prodotto artistico.

Info mostra:

Luca Del Core

Luca Del Core

Luca Del Core, lavora nella grande distribuzione organizzata, vive a Napoli. Laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli, ho collaborato con la rivista Arskey Magazine, Teknemedia.net.

Commenta

clicca qui per inviare un commento