ultimi articoli dell'autore

Psychopomp. Guida delle anime di Patrick Jacobs a Napoli

di Luca Del Core

Gli psicopompi (dal greco ψυχοπομπός, psychopompós, che letteralmente significa “guida delle anime”), sono creature, spiriti, angeli e demoni, o divinità in molte religioni, la cui responsabilità è quella di scortare le anime dalla Terra nell’aldilà.

Il loro ruolo non è quello di giudicare i defunti, ma semplicemente di guidarli. Apparendo frequentemente nell’arte funeraria, gli psicopompi sono stati raffigurati in epoche e culture diverse come entità antropomorfe o come animali: cavalli, cervi, cani, corvi, cornacchie, avvoltoi, gufi, passeri e cuculi.

Nel caso degli uccelli, questi sono spesso visti in grandi masse, in attesa fuori dalla casa del morente. Ricorrente è nella storia la presenza di divinità psicopompe: l’antico dio egizio Anubi, Pushan nell’Induismo, il traghettatore greco Caronte, la dea Ecate e il dio Hermes, il dio romano Mercurio, le Valchirie norrene, l’azteco Xolotl, la dea slava Morana e l’etrusco Vanth.

Questo desiderio psicologico di avere una guida sicura nel periodo successivo alla morte è stata fonte di riflessione per l’artista Patrick Jacobs (1971), laureato in Belle Arti con specializzazione in scultura alla School of the Art Institute of Chicago nel 1999, che ha focalizzato l’attenzione sul mondo reale e irreale, sul corpo e sull’anima.

Un esempio concreto delle osservazioni dell’artista newyorkese è visibile nella mostra d’esordio, dal titolo Psychopomp, allestita nelle sale della Andrea Nuovo Home Gallery, Napoli, fino al 15 gennaio 2025.

Da tempo conosciuto per le installazioni di mondi immaginifici e per la ricerca estetica dal valore metafisico, ha intrapreso un percorso di esplorazione e di reinterpretazione di soggetti e di temi collegati ai termini come la concretezza e l’immateriale, alle pulsioni umane primitive e, di come esse trovano una corrispondenza visiva ed emotiva nella realtà.

L’esposizione comprende 24 lavori inediti tra cui sculture, monotipie “viscose”, diorami e carte da parati realizzate a mano.

Noto per le sue installazioni “oblò”, Jacobs attinge alle tradizioni religiose, ma le rielabora in chiave pagana, mostrando i suoi psicopompi come elementi ibridi: umana, animale e vegetale. Le ambientazioni realizzate sono un luogo dove trovare risposte alle nostre domande, per comprendere i desideri che ci guidano inconsciamente.

Nell’exhibit, l’artista presenta opere caratterizzate da un evidente ossimoro visivo. Realizza una narrazione fantastica e rilassante, ma al tempo stesso inquietante. Stampe, carta da parati e sculture, appaiono in tre dimensioni distinte.

Ad accogliere i visitatori al piano terra è la “galleria dei ritratti di fantasmi” di psicopompi su carta da parati, precedute da una loro trasposizione tridimensionale in sculture in bronzo che provengono dalla foresta infestata.

Stampe viscose dai colori brillanti su carta di riso contraddistinte da figure spettrali attingono al mondo naturale e sono interpretate in chiave personale: ne è un esempio Swamp Thing che, nel nome e nella “consistenza fisica” rimanda al personaggio “viscoso” e “palustre” dei fumetti statunitensi pubblicati dalla DC Comics, della serie antologica House of Secrets, realizzata da Len Wein (1948-2017) e da Bernie Wrightson (1948-2017).

immagine per Swamp Thing (Blue) viscosity monotype 30x 28cm_43x40cm(frame) 2024
Swamp Thing (Blue) viscosity monotype 30x 28cm_43x40cm(frame) 2024

L’autore che però segnerà più di ogni altro l’epica e la mitologia di questo personaggio fu lo scrittore britannico Alan Moore (1953), con il suo ciclo di storie sulla serie The Saga of the Swamp Thing, pubblicata dal 1984 al 1987.

Della stessa caratura è un’altra opera in mostra, Moss Man, la quale riprende l’uomo fatto di muschio, protagonista immaginario della popolare serie Masters of the Universe, del 1981, che vive in armonia tra animali e piante.

immagine per Moss Man viscosity monotype 30x 28cm 43x40cm(frame) 2024
Moss Man viscosity monotype 30x 28cm 43x40cm(frame) 2024

La produzione artistica di Jacobs mostra degli elementi ascrivibili alla Pop Art, per la colorazione audace e la realizzazione di stampe simili a quelle di Andy Warhol (1928-1987), con alcuni dettagli che rievocano un’altra corrente, il gotico soprannaturale, in cui le creature inquietanti e latenti portano in auge i personaggi tipici della letteratura gotica, sviluppatasi dalla metà del XVIII secolo nei paesi anglosassoni.

Se la figura blu di Yves Klein (1928-1962), Swamp Thing, ha gli occhi fissi e la bocca spalancata, realizzato su uno sfondo giallo acido, esprime la stessa angoscia esistenziale dell’Urlo, di Edvard Munch (1863-1944), Coral Boy presenta una combinazione vivida simile, ma diversa, di fucsia/giallo/verde menta.

immagine per Coral Boy viscosity monotype 30x 28cm 43x40cm(frame) 2024
Coral Boy viscosity monotype 30x 28cm 43x40cm(frame) 2024

Analogo alle precedenti è Moss Man, su cui si staglia un ritratto giallo e viola, amplificando le caratteristiche gotiche: spire di serpenti e rami secchi di alberi si propagano sulla superficie del volto dalle sembianze umane, i piccoli frammenti di muschio triturato sul viso sembrano “escrescenze cutanee” che si estendono gradualmente.

Altri psicopompi della serie appaiono, invece, più amichevoli, o almeno leggermente meno inquietanti. Green Flower Power e Tulip Head sono intrisi di emotività. Nel primo, il fiore raffigurato è apparentemente innocuo; nel secondo, invece, sono visibili degli “arti” di un tulipano in primo piano, imprigionato nella cornice.

Ma il lavoro più allarmante dell’artista è il Fungo Atomico che, con il suo rosso abbagliante, rimanda alla forma naturale dei miceti e all’atmosfera surreale e pericolosa che rievoca la famosa bomba Little Boy, sganciata il 6 agosto del 1945 su Hiroshima, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per creare degli effetti particolari sulle stampe, Jacobs utilizza un’incisione su lastra di rame, combinata con inchiostri di diversa viscosità. La stratigrafia dell’inchiostro crea un alone gassoso o vaporoso che, combinato con l’uso di colori vivaci, restituisce una immagine elettrica, vibrante.

Ogni stampa ha una cornice personalizzata che genera un continuum visivo che va oltre la composizione di ogni singolo psicopompo. Anche le cornici sono ispirate alla natura: sono rami e legnetti trovati e raccolti dall’artista, vengono tradotti in stampe 3D, riconfigurate e dipinte su misura, in tonalità contrastanti che valorizzano ogni pezzo.

Alla produzione bidimensionale degli psicopompi, si alternano alcune sculture dipinte come Melting Head, dove è evidente l’effetto tangibile, raccapricciante e melmoso delle “guide delle anime”. Una testa antropomorfa plasmata dalle mani dell’artista sembra riemergere in superficie dagli abissi, dall’oscura profondità degli inferi, di ritorno dall’aldilà.

immagine per Swamp Thing bronze 36x42x30 cm 2024
Swamp Thing bronze 36x42x30 cm 2024

Deforme, privato degli occhi e con un volto segnato dai liquami organici vegetali, svolge silenziosamente il suo compito di “traghettatore delle anime”, supportato da una comprovata esperienza e consapevolezza.

Una delle metafore visive che incarna lo psicopompo è Owl Head, un gufo ricorrente nell’esposizione, sia come scultura di fango, sia come stampa nel diorama. Nella mitologia greca, il gufo era legato alla dea Atena, la dea della saggezza, e da allora è stato associato all’apprendimento e all’intelletto, ma a distanza di millenni, questo animale ha assunto altri significati.

immagine per Owl Head mud, epoxy, glue 18x16x17 cm 2024
Owl Head mud, epoxy, glue 18x16x17 cm 2024

Nel diorama, il volatile è molto più simile, concettualmente, a quelli presenti nel dipinto I compagni della paura di René Magritte (1898-1967), che: “sono in grado di vedere tutte le cose che di solito sono nascoste. Nella magìa, nei sogni e nella chiaroveggenza, gufi e civette vedono senza osservare e ascoltano ciò che non è detto”.

Qui, l’artista rende omaggio alla sede della Galleria a Napoli, inserendo oltre al gufo, il vulcano, il Vesuvio, che funge da “memento mori”, immobile e silenzioso all’interno della composizione.

Questo microcosmo cristallizzato restituisce apparentemente un mondo ameno e lussureggiante e una bellezza estetica che ricorda il Giardino delle Delizie (in cui è presente la figura di un gufo), di Hieronymus Bosch (1453-1516) e presenta delle similitudini paesaggistiche e psicologiche, visibili in alcune sequenze del film Melancholia, di Lars von Trier (1956), di un qualcosa che sta per accadere. Si avverte nel diorama, il presentimento di una eruzione inaspettata che crea tensione nella narrazione.

Nell’altro diorama, invece, i colori sgargianti della foresta restituiscono un senso di quiete, stroncata dalla presenza di uno psicopompo che si mimetizza nella Natura, in attesa di svolgere il suo compito.

L’artista crea non solo un bosco, ma qualcosa di spettrale. A dialogare con questo manufatto artistico, nella sezione finale, sono gli psicopompi nel giardino all’aperto della Galleria, che si mimetizzano, anche loro, nel paesaggio verdeggiante.

In definitiva, Psychopomp è uno studio sul pensiero umano, sulle infinite dimensioni ed elucubrazioni che risiedono all’interno dell’individuo.

Le opere di Jacobs sono la ricostruzione delle nostre speranze e delle nostre paure. Sono la dicotomia della nostra vita: da una parte quello che vorremmo essere e avere (armonia con la Natura) e, dall’altro, il timore per tutto ciò che è incerto, indefinito (psicopompi e presagi).

 

Info mostra Patrick Jacobs | Psychopomp

  • fino al 15 gennaio 2025.
  • Andrea Nuovo Home Gallery – via Monte di Dio 61, Napoli

 

immagine per Luca Del Core
+ ARTICOLI

Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *