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James Cherry – Split second a Napoli

di Luca Del Core

Un nuovo format, una nuova programmazione e tre spazi espositivi. Questa volta a ospitare l’esibizione, dopo i successi di Spazio Nea, nella storica piazza Bellini e la Luigi Solito Galleria Contemporanea, ubicata nella zona dell’ex Lanificio, in piazza Enrico De Nicola, è lo spazio S3, la terza sede delle Gallerie SOLITO (Luigi), sita all’interno di Palazzo Partanna, in piazza dei Martiri, a Napoli, un luogo famoso per essere stato l’epicentro dell’arte contemporanea di Lucio Amelio (1931-1994) e che oggi appartiene alla galleria d’arte Casamadre.

Sono tre location che hanno un comune denominatore: promozione e offerta culturale, ognuna con le sue specificità e i suoi distinguo, quasi come se fossero “gemelle dizigote”.

Proprio nell’ultimo spazio espositivo, la S3, ospita la mostra personale dal titolo Split second, dell’artista James Cherry (1996, Chicago, Illinois, USA) laureato in Belle Arti al Bard College nel 2018, curata da Vincent Vanden Bogaard, fino al 15 luglio 2023, in cui il tema centrale è la dualità, nello specifico l’essere gemello e il suo rapporto con l’altro, condizione che l’artista vive andando oltre questa natura e analizzandola dal punto di vista psicologico e sociale.

Egli esamina la relazione tra informazione personale e pubblica attraverso la manipolazione della materia, operando principalmente mediante scultura e disegno. Processi meditativi e ripetitivi della mano sono usati per presentare e nascondere contemporaneamente simboli intimi dell’esperienza umana. Trasforma oggetti riciclati e ritrovati per rivelare e persino fornire una funzione a verità riservate.

L’artista vive e lavora a Los Angeles ed è presente con 4 sculture luminose e, specularmente, altrettante grandi opere disegnate su tavola, oltre a 4 disegni di piccolo formato che rappresentano gli “appunti di viaggio” che ha realizzato durante il suo percorso a tappe dalla California al capoluogo campano.

Alla creatività e alla indagine artistica di Cherry, un approccio completamente diverso sui gemelli è quello in ambito scientifico. Dal 2001 esiste in Italia il Registro Nazionale Gemelli: raccoglie i dati di oltre trentamila individui, di età compresa fra 0 e 92 anni.

È un progetto dell’Istituto Superiore di Sanità con finalità di ricerca, che ha molti corrispettivi in Europa e nel mondo. Le coppie di gemelli si iscrivono al registro e poi partecipano ai vari screening su base volontaria: sono strumento di studio, più che oggetto di studio.

Il Registro si basa sul cosiddetto “metodo gemellare”, che confrontando le correlazioni e le differenze in diversi tipi, permette di capire quanto una determinata caratteristica sia influenzata da una componente genetica e quanto da una ambientale, cioè, quanto sia presente già alla nascita e quanto sia, invece, causata dall’ambiente in cui viviamo o dal nostro stile di vita.

La Storia pullula di esempi in cui il rapporto fra gemelli è sia pacifico, sia conflittuale. Ne è un esempio, nella mitologia greca e latina, Càstore e Pollùce, due inseparabili gemelli, protettori e maestri delle arti, che presero parte alle leggendarie imprese, tra cui la spedizione degli Argonauti, alla conquista del Vello d’Oro e la guerra contro Atene, in seguito al rapimento di Elena da parte di Teseo.

Il legame che li univa era così forte che alla morte di Càstore, Pollùce, che invece era eterno, scelse di rinunciare a metà della propria immortalità in favore del fratello. Da quel momento i due gemelli vissero insieme alternativamente un giorno nell’Olimpo e uno nell’Ade.

Sono diversi i casi in cui il rapporto gemellare è conflittuale. René Girard (1923-2015), filosofo francese, esprime una sintesi del motivo di questo dissidio:

“… l’identità e la differenza hanno sempre la tendenza a sprofondare nella reciprocità, nell’indifferenziato. In molte comunità arcaiche dell’Africa si uccidono i gemelli dalla nascita, perché si confonde la loro somiglianza fisica con la reciprocità del conflitto: si ha paura che i gemelli siano come un batterio, che contaminerebbe tutta la comunità creando una crisi sacrificale.

Ci sono molte culture, tra cui quella dell’antica Grecia – dove troviamo gemelli tragici – che vedono essi in questo modo. Non solo sul piano simbolico, ma anche su quello reale si può prevedere che i gemelli si trovino in una situazione di rivalità.

Romolo e Remo sono identici e nessuno può sapere chi sia l’erede legittimo del padre, in caso si creda al diritto del fratello maggiore. Eteocle e Polinice sono sempre in lotta e non riescono a riconciliarsi, e alla fine diventano dei supergemelli.

Si uccidono a vicenda nello stesso momento. L’ispirazione tragica mette sempre in luce le similitudini al di sotto delle differenze. In realtà il significato dei gemelli sta nella mancanza di differenza. La cultura ha talmente paura dell’identità che non ne parla mai...”.

Ritornando al rapporto con “l’altro sé”, con il proprio doppio, la riflessione di James Cherry si manifesta attraverso una narrazione visiva. Trasposizione delle sue idee sono le installazioni in mostra, le lampade Fission 1, Fission 2 e Fission 3, in cui si assiste alla graduale suddivisione di un unico ovulo fecondato (gemelli monozigoti).

Le sculture luminose sono vivaci e a forma di bulbo, apparentemente delicate come schiuma del mare, sono similmente composte da una polpa organica: una combinazione di residui spazzati dal pavimento del suo studio mischiati a segatura, carta e gusci di cocco. Le loro sfumature sono realizzate attraverso reti di tessuto recuperate, tese su forme e dipinte con strati di resina. I corpi luminosi attirano l’artista per la loro capacità di condizionare la lettura dell’ambiente circostante. Alterando leggermente i toni e i contorni dello spazio in cui si trovano, mantengono un certo controllo sugli ambienti in cui sono inseriti.

Queste opere rappresentano il Bing Bang della vita, la scintilla che darà concretezza alla vita umana e sono messe in correlazione con i quattro disegni Thin shell, Split shell, Cracked shell e Empty shell, in cui sono raffigurati in due casi su quattro, ovuli nel palmo di una mano, artefici del grande mistero dell’esistenza, da custodire come se fossero dei semi da cui germogliano fiori.

Sulle tre pareti adiacenti si stagliano una serie di lavori realizzati con grafite su gesso e su pannelli di legno. In Winter swim, due gemelli dizigoti sono ritratti mentre nuotano in acque apparentemente tranquille.

Ciò che emerge dalla composizione è la reazione dei due soggetti al contatto con l’acqua. Entrambi mostrano similitudini psicologiche caratterizzate da volti tesi e occhi chiusi. E’ una immagine di sé stessi in cui si evince la stessa reazione idrofobica.

L’opera in grafite Literally same, presenta due gemelli monozigoti, raffigurati al centro di un letto mentre dormono, in una posizione quasi simmetrica. Cherry rafforza ed enfatizza le sue idee mostrando un “raddoppio in una replica”.

I suoi disegni appaiono come ricordi estratti da blocchi da disegno, in cui sviluppa una struttura grafica costituita da un segno densamente intrecciato e sovrapposto, come quello di un bambino, per impedire agli altri una facile lettura. L’artista afferma che l’essere gemelli è un’unità di tempo divisa in due, le cui parti vivono per sempre in parallelo, in cui esplora due prospettive dello stesso argomento: un istante nel tempo, una immagine, una persona, un pensiero.

Queste due diverse prospettive si caratterizzano reciprocamente. La dualità che ne concerne è stata fonte di riflessione già in precedenza sia nella fotografia e sia nel cinema: basti pensare alle Identical Twins del 1967 fotografate da Diane Arbus (1923-1971), che ne fece un humus semantico speculare, immortalando ciò che la società non voleva o non riusciva a vedere, e, successivamente, riprese dal regista Stanley Kubrick (1928-1999) nella celebre sequenza del film Shining, incentrata non tanto sull’aspetto psicologico delle due sorelle gemelle, ma alla proiezione emotiva di inquietudine percepita dal protagonista della pellicola alla visione delle stesse.

Questo concetto del doppio o del multiplo riporta alla memoria il dipinto Decalcomania, (che consisteva nella trasposizione di un’immagine da un foglio a un’altra superficie) di René Magritte (1898-1967), dove l’uomo, privo di identità e di spalle, rappresentato sulla sinistra, non è nient’altro che il risultato del ritaglio della sua stessa silhouette, come se fosse il suo gemello, sagomata sul drappo rosso.

Una sagoma che permette di scorgere il cielo e il mare verso cui anche l’individuo a sinistra sta guardando. Ci pone davanti a una scena surreale: forse un sogno, ma una visione capace di suggerirci alcune riflessioni circa la ricerca e la realizzazione della nostra identità.

L’indagine di Cherry va oltre il genere umano e si sofferma anche sul mondo animale. Nell’opera intitolata Runner, realizzata sempre in grafite, due cani gemelli corrono su un prato a pochi distanza l’uno dall’altro. L’attenzione è rivolta al comportamento dei due, che a differenza degli individui, rende ancora più difficile la loro interpretazione (in alcuni casi si procede al test del DNA).

Mascherare e l’occultare sé stessi o un oggetto possono essere usati come mezzi per mimetizzarsi e non disturbare o interrompere. I gemelli possano essere in sintonia con questa idea, perché sono spesso considerati come un’unità, soprattutto all’inizio della vita.

La loro identità e quella che gli altri percepiscono si forma attraverso il confronto tra l’uno e l’altro, osservando le caratteristiche che li contraddicono e in parte li contraddistinguono. Essi rendono tutto ciò molto difficile: nascono con una qualità indistinguibile l’uno dall’altro.

Cherry parte da questa condizione per confluire il tema dello sdoppiamento anche nell’ampio e complesso mondo dei “generi”, specificamente nella sua appartenenza al mondo gay, riflettendo sulle assonanze con tutta la comunità LGBTQIA+. Gioca con l’idea della libera interpretazione, come si evince in tutti i lavori esposti nello spazio espositivo.

Egli non esprime una posizione netta, perché è più interessato a smuovere un confronto lasciando che lo spettatore si autodefinisca a seconda della propria percezione o volontà. Lo sdoppiamento, può anche essere visto come una suddivisione.

Gli stessi temi da punti di vista differenti possono apparire azioni in cui toglie o aggiunge, divide o moltiplica. Sembra volerci porre una domanda per cui tutte le risposte sono giuste, ma allo stesso tempo tutte possono essere sbagliate.

Info mostra James Cherry Split second

immagine per Luca Del Core
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Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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