Giacomo Montanaro – Interior Landscapes a Napoli

Dopo il successo della Summer Exhibition, la mostra che ha invaso le strade del centro storico napoletano, la Shazar Gallery ospita all’interno dei propri spazi, fino al 9 novembre 2019, la mostra intitolata Interior Landscapes dell’artista di Torre del Greco (Napoli), Giacomo Montanaro, allievo del maestro Augusto Perez all’Accademia di Belle Arti di Napoli: notevole scultore che sapeva imprimere dinamismo e vitalità alle superfici, specialmente nei bozzetti, manipolando la materia con studiata consapevolezza.

Tutte queste attitudini appartengono anche alla sensibilità di Montanaro che le ha sapute trasferire dalla scultura alla pittura, fatta con acidi su carta fotografica.

La sua produzione artistica si sviluppa seguendo un duplice binario: trascrivere il pensiero in una visiona acida. E’ un modus operandi che ricorda il genio di Michelangelo Buonarroti quando sosteneva che: “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla”.

In effetti, Montanaro mescola l’immagine mentale con l’operazione gestuale. Si tratta di una pittura veloce e liquida, sfrutta la luce come elemento che definisce i contorni e le forme di una figurazione sintetica. Tutto avviene con un cortocircuito tra corpo e mente che innesca l’atto creativo: forme elettriche, ripetizione di alcuni soggetti e velocità rievocano l’arte futurista del Novecento.

Egli lavora in maniera repentina senza affidare l’esecuzione al caso. Concentrazione, tensione e impulso generano l’azione, il movimento e l’estensione degli acidi su carta fotografica.

L’attenzione è rivolto al processo, al rituale, forme improvvise emergono sulla superficie come in una creazione alchemica, tutto avviene per sottrazione. Già nelle prime opere si evidenzia l’eliminazione del superfluo, di liberare le figure, l’architettura e il paesaggio dalla stratificazione pittorica.

Ogni gesto non è di impeto, non è disordinato o casuale, ma segue una logica ben precisa, una intuizione lucida caratterizzata da un hic et nunc che fonde le leggi della natura, della conoscenza, della fantasia e della immaginazione.

Il risultato enfatizza l’atto fisico della pittura stessa. Diversi sono i rimandi ai grandi artisti del passato: dalla tecnica del dripping di Jackson Pollock agli ambienti spaziali di Lucio Fontana.

La creatività artistica di Montanaro ha attraversato nel corso del tempo tre fasi: la prima è caratterizzata da una pennellata acida, resa assoluta e copre l’intera superficie, in cui indaga sul corpo umano con i suoi dinamismi e i rapporti tra le figure.

Nella seconda, aumenta la gamma cromatica con una riduzione dell’elemento figurativo, in cui si nota la netta separazione tra il piano di fondo e il soggetto raffigurato. Una produzione caratterizzata dall’attenzione sull’ambiente urbano e sulla costruzione architettonica intesa come aggregato volumetrico. Il colore bianco dello sfondo sostituisce il nero e la pittura si è come convertita, dal positivo al negativo.

Nella terza, invece, le opere visibili all’interno del percorso espositivo proiettano i visitatori in un mondo indefinito. Il processo di sottrazione, in questo caso, sembra risentire delle scosse elettriche e del dinamismo dei lavori precedenti.

L’estensione degli acidi creano ambientazioni in cui mancano coordinate spazio-temporali, sembra di assistere a paesaggi lunari o vulcanici, al crepuscolo o al tramonto, in cui emerge una atmosfera metafisica priva di qualsiasi elemento organico. Gli acidi vengono fatti scivolare su una superficie che indirizza in uno scorrere fluido avanzando in un percorso che man mano acquista un suo senso preciso.

Dosa le intensità, decide le sovrapposizioni, calcola i tempi che gli permetteranno di creare attente composizioni. Paesaggi che nei toni più decisi del blu a quelli più delicati dell’azzurro ricordano le antiche e delicate tecniche orientali usate nel disegno e nella pittura. Montanaro dimostra di essere un artista versatile con eccellenti competenze chimiche, oltre ad essere un pittore, fotografo e compositore musicale, dove le note sono i colori. Sono opere in cui alla delicatezza estetica corrisponde una grande intensità d’animo.

Info mostra

  • Interior Landscapes | Giacomo Montanaro
  • fino al 9 novembre 2019
  • Shazar Gallery
  • Via Pasquale Scura, 8
  • 80134 Napoli
  • Orari: mar alle ore 14:30 Telefono: 081 1812 6773
Luca Del Core

Luca Del Core

Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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