La prima edizione di Art Days – Napoli Campania si tenne dal 13 al 19 dicembre 2021 e rappresentò il primo evento diffuso dedicato all’arte contemporanea in Campania.
L’iniziativa coinvolse gallerie, spazi indipendenti, studi d’artista e diverse istituzioni culturali con l’intento di creare un dialogo tra i protagonisti della scena artistica locale.Gli eventi organizzati per aree geografiche animarono le città di Napoli, Caserta, Salerno, Benevento e Sorrento, con mostre, performance, talk, visite guidate e progetti site-specific, per un totale di 51 eventi.
Art Days pose le basi per una rete di collaborazione tra enti pubblici e privati, con uno sguardo aperto al panorama nazionale ed internazionale, valorizzando il territorio e promuovendo la partecipazione attiva della comunità e degli operatori del settore.

La seconda edizione del 2022 si svolse nel solco del Patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Matronato della Fondazione Donnaregina – Museo Madre.
I quattro talk tematici, i due premi e le cinque residenze d’artista furono curate dal team di Attiva Cultural Projects, arricchendo il programma e stimolando il dialogo tra i protagonisti del settore.
Gli obiettivi principali di quella edizione furono la valorizzazione della scena artistica campana, l’ampliamento della rete dei partecipanti e il posizionamento dell’iniziativa nell’agenda culturale nazionale. Inoltre, l’evento promosse un forte coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, con gli studenti in attività di supporto e mediazione.
Diversi furono i talk organizzati, dalla “Sostenibilità e accessibilità nel sistema dell’arte” agli “NFT & Crypto Arte: sfide, rivoluzioni e paradossi”, dal “Collezionismo italiano: i nuovi mecenati del XXI secolo”, incentrato sul ruolo del collezionismo e del mecenatismo nel Belpaese, all’ “Arte e aziende a confronto: modelli ed esperienze per nuove prospettive di dialogo”, che esplorò il rapporto tra arte e impresa.

La terza edizione di Art Days – Napoli Campania, 2023, confermò il suo ruolo di evento diffuso e collettivo per l’arte contemporanea nella regione.
Il concept scelto fu “Crossing Layers”, che rifletteva la stratificazione culturale e identitaria del territorio campano, cercando di favorire connessioni fertili e di sviluppare uno sguardo multidisciplinare che attraversa le diverse realtà locali.
Evento cardine del Public Program fu l’incontro che presentò due panel tematici che posero l’attenzione sulla formazione degli archivi, in particolare quelli d’artista e museali, proponendo un confronto tra prospettive accademiche e istituzionali, affiancate dalle esperienze territoriali.
Una riflessione su un dispositivo che ha cessato di essere un luogo circoscritto e accessibile solo agli addetti ai lavori, ma che torna in auge nel discorso culturale: nel primo panel si discusse sulle “Metodologie e pratiche dell’archiviare tra ritorno, decostruzione e possibilita”; nel secondo, invece, “Esperienze d’archivio del territorio” affrontò questa tematica nelle zone culturalmente situate tra Campania e Mediterraneo.
Il workshop dal titolo “Mediare il futuro: memoria e archivi nella didattica museale” venne organizzato presso il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli).
Diviso in tre parti, ci si immerse in diversi archivi di educazione museale, alla ricerca di cio’ che le generazioni precedenti hanno conservato per noi e da cui possiamo imparare; la seconda parte fu incentrata in un kit di strumenti pratici per l’archiviazione da una prospettiva prestabilita; la terza, fu un incontro per riflettere sulle domande chiave che guidano la ricerca archivistica e le pratiche della gestione documentale partecipativa.
Il talk si svolse presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, qui si affrontò le opportunità di formazione in ambito artistico-manageriale per delineare il contesto attuale in cui si muovono le nuove professioni dell’arte.

La quarta edizione, del 2024, intitolata La Foresta di Fili, nacque da una rilettura critica e contemporanea de Lo Cunto de li Cunti, o Pentamerone, di Giambattista Basile (1583-1632).
Pubblicato a Napoli tra il 1634 e il 1636, il Cunto rappresenta una sofisticata architettura letteraria che fonde il racconto orale con la tradizione colta, e costituisce una delle radici della fiaba europea.
Questa raccolta di racconti, cinquanta fiabe distribuite su cinque giornate, è narrata in un linguaggio popolare, intessuto di riferimenti al dialetto napoletano e lucano, e abitata da personaggi fantastici che si muovono tra foreste, castelli, periferie e paesaggi familiari.
Art Days 2024 si è ispirata a questa pluralità narrativa e alla struttura del Pentamerone per trasformarsi in un dispositivo collettivo di narrazione: una piattaforma aperta all’ascolto, alla partecipazione e alla costruzione di un racconto corale dell’arte contemporanea sul territorio.
Napoli e le province campane divennero il contesto per accogliere le storie, le visioni e le pratiche di artisti, spazi indipendenti, gallerie, istituzioni e operatori culturali che animarono il panorama dell’arte contemporanea regionale e non solo.
In linea con il concept La foresta di fili, la manifestazione si articolò in sette linee narrative che intrecciarono mostre, performance, inaugurazioni, interventi partecipativi, premi, residenze, public program, progetti speciali e collaborazioni.
Come nel Cunto, la molteplicità di prospettive geografiche, estetiche e metodologiche fu al centro della proposta curatoriale: l’obiettivo fu di costruire una rete di connessioni e alleanze tra pratiche artistiche e territori, promuovendo scambio, contaminazione e ascolto.
Presso Casa Morra – Archivi d’Arte Contemporanea a Napoli, si svolse la Giornata di Studi sugli Archivi d’Arte Contemporanea, seconda edizione realizzata in collaborazione con Fondazione Morra, nell’ambito del Public Program di Art Days – Napoli Campania.
L’evento offrì uno speciale approfondimento sui percorsi e sulle esperienze di Lia Rumma e Peppe Morra, figure di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale degli ultimi 50 anni. La giornata si sviluppò in due panel: il primo ospitò una conversazione tra Lia Rumma, collezionista e fondatrice della galleria omonima e Peppe Morra, collezionista e mecenate.
Nel secondo panel, Francesca Gallo, responsabile dell’Archivio di Galleria Lia Rumma, e Linda Tatafiore, responsabile degli Archivi di Fondazione Morra, affrontarono le metodologie e le sfide nella gestione degli archivi di arte contemporanea.
Il talk Il place branding culturale attraverso i festival d’arte contemporanea, fu incentrato su come i festival di arte contemporanea possano promuovere e valorizzare l’immagine e l’identità dei territori ospitanti.
La quinta edizione riparte da dove tutto ha avuto inizio: la città. “Voci dall’alveare” è il suo titolo, in programma dal 1 al 7 dicembre 2025: ispirandosi al racconto “Freddo a Napoli”, di Italo Calvino (1923-1985), pubblicato nel 1949 su “L’Unità” e oggi incluso nei Meridiani Mondadori.
Art Days ha scelto l’immagine dell’antichissimo alveare promuovendo un’esplorazione collettiva, un intreccio di storie che diventano metafora del tessuto urbano in cui perdersi e ritrovarsi, dove ogni celletta diventa una “voce” che rappresenta una storia diversa, una prospettiva specifica, una particolare memoria.
Queste voci si intrecciano e si sovrappongono creando un mosaico di esperienze, storie e visioni contraddittorie che si diramano nella città “diafana” che fa da sfondo al racconto calviniano, incanalandosi nei vicoli, tra i quartieri e i bassi, per poi aprirsi su stradoni, giardini e palazzi.
Con “Voci dall’Alveare” si suggerisce l’idea di un viaggio esplorativo attraverso i mille volti di una città al limite tra visibilità e invisibilità, in una dimensione di scoperta continua, dove ogni “voce” emette un frammento di un’umanità complessa e in costante evoluzione, simile all’alveare che cambia e cresce con ogni sua parte.
Creato da Martina Campese, Raffaella Ferraro e Letizia Mari, di Attiva Cultural Projects, la manifestazione è supportata dal Comitato Scientifico composto da Fabio Agovino, Teresa Carnevale ed Adriana Rispoli.
Novità di questa edizione è la Open Call gratuita dell’Agenda dell’Arte, fino al 3 novembre, un invito aperto alla partecipazione corale di spazi indipendenti, gallerie, istituzioni pubbliche e private, artisti, curatori, progettisti, attivi in modo continuativo nel settore delle arti contemporanee sul territorio.
Per gli artisti emergenti si riconferma l’Open Call WineWise – Metodologie della trasformazione, aperta fino al 24 ottobre. WineWise alla sua IV edizione, mette in palio un premio produzione aumentato a 7.000 € e una residenza artistica di tre settimane.
L’open call è rivolta alla selezione di un artista, duo o collettivo artistico, senza limiti di età, chiamati a realizzare un’opera scultorea/installativa e site-specific, che si collocherà tra i vigneti e gli spazi esterni che circondano l’azienda vinicola Agricola Bellaria, di Roccabascerana (AV), proiettandosi verso la creazione di un parco di sculture-installazioni.
Il Premio dimostra l’attenzione che Art Days riserva all’arte emergente e alle giovani generazioni di artisti.
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Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.


























