Gian Marco Montesano, Visto da qui. Souvenir d’Italie (Naples) Grazie dei fiori

La Galleria Umberto Di Marino di Napoli, si è presentata al pubblico con una nuova programmazione, a partire dalla fine di aprile del 2019, fino a comprendere un arco temporale che raggiunge tutta l’estate.

Se l’obiettivo dei galleristi è stato per molti anni quello di essere luogo di ricerca e di sperimentazione artistica con singole esposizioni, questo tipo di attività si interrompe a favore di una ridefinizione dei propri scopi, aprendo al confronto con il pubblico.

Questa simbiosi con i fruitori è stata ancora più evidente grazie alle collaborazioni tra l’omonima galleria e le istituzioni locali che si sono tradotte in una forma di partecipazione democratica e di dibattito culturale, un esempio fra tutti è stato il ciclo ten more ten e la recente monografica di Jota Castro.

Una particolare attenzione è rivolta al Sistema dell’arte, alla sovrapproduzione dei processi artistici che stanno intaccando l’aspetto qualitativo di questo mondo. Ciò che emerge è un recupero del passato che agisce sul presente, partendo da opere provenienti dai depositi che attraverso una rilettura storica, ci introducono ad una riflessione sulla contemporaneità. Curatori, collezionisti, galleristi, critici d’arte e addetti ai lavori possono dare un notevole contributo a tale causa.

L’esito di questi ragionamenti troveranno fondamento nell’elaborazione di un catalogo co-progettato, condiviso e fruibile da tutti coloro che ne avvertono la necessità, segnando il passaggio da galleria d’arte a centro studi. Ogni quindici giorni gli allestimenti e gli artisti in mostra varieranno a rotazione continua ed il pubblico sarà parte attiva di questo processo culturale.

Ad accogliere i visitatori e a generare i primi spunti di riflessione è la mostra personale di Gian Marco Montesano (Torino nel 1949), dal titolo Visto da qui, divisa in due aree tematiche distinte e correlate allo stesso tempo, allestite nelle tre sale dello spazio espositivo:Souvenir d’Italie (Naples) e Grazie dei fiori.

Nella prima parte una serie di immagini riproducono i luoghi simbolo della città di Napoli, dalla classica veduta del golfo a piazza del Plebiscito, dal Maschio Angioino a piazza del Gesù, tutti dipinti olio su tela che, in realtà, anziché restituire una visione che rientra nell’immaginario collettivo, nascondono un significato recondito, quella di una critica radicale del valore arte, intesa come svalutazione dell’estetica e del sistema dell’arte. Queste considerazioni dell’artista prendono spunto da parallelo 42_06, L’Esilio di Giacinto di Pietrantonio.

Nelle sale successive, i due dipinti, Grazie dei fiori, uno per ogni sala, riprendono una iconografia classica della storia dell’arte, i fiori. La semplicità del tratto rimanda alle origini della creatività artistica, utilizzata per esprimerne l’essenza e attribuendone, in questo caso, un valore economico. Interessante ed eloquente è l’estratto del catalogo della mostra Grazie dei fiori del 1995, in cui ci sono diversi riferimenti che vanno dalla musica alla filosofia, dalla politica alla “critica culturale”, che hanno come tema centrale il significato del termine e del valore dell’arte.

Le diverse metafore utilizzate inducono il fruitore a non classificarla come una disciplina precostituita, chiusa in schemi fissi e stabili, anzi, ne emerge un sistema complesso  basato sulla imprevedibilità e sulle differenti valutazioni.

Non a caso, nella parte finale dell’estratto si parla di una pittura lecita che non deve essere obbligatoriamente ascrivibile ad un linguaggio modernista, post-povera, post-concettuale, post-umana e minimale, con lo spazio e la materia, l’oggetto e la percezione, la fenomenologia e la Storia, ma semplicemente dei fiori dipinti. In sintesi, i processi tipici del capitalismo si sono insediati anche nel mondo dell’arte, ribaltando completamente la percezione e il valore di tale materia.

Info mostra

  • Gian Marco Montesano | Visto da qui 
  • www.gianmarcomontesano.it
  • fino al 3 maggio 2019
  • Galleria Umberto Di Marino
  • via Alabardieri 1, Napoli
Luca Del Core

Luca Del Core

Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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