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Zweigstelle Capitain V – C. A. S. A. Palazzo Degas, Napoli

di Luca Del Core

Due artisti diversi, Kristi Cavataro (1992) e Seth Price (1973), accomunati dalla stessa esigenza: trasformare le proprie esperienze ed emozioni in opere d’arte che possano ispirare e coinvolgere il pubblico. Entrambi sono i protagonisti delle due mostre allestite nelle sale della Zweigstelle Capitain V, in Calata Trinità Maggiore 53, nel Palazzo Degas, a Napoli, fino al 4 maggio 2024.

Ad accogliere i visitatori nella prima sala della galleria d’arte tedesca sono le opere di Kristi Cavataro (1992), artista americana che vive e lavora a New York: ha conseguito il BFA presso la Cooper Union for the Advancement of Science and Art, nel 2015.

In una fusione tra artigianalità e profondità concettuale, un gruppo di sculture poste al centro della sala riecheggiano l’eredità del Minimalismo. Attraverso un processo meticoloso di tracciatura a mano di tessere di lastre di vetro arrotolate, avvolte in fogli di rame e saldate con stagno e piombo, Cavataro dà vita alle sue idiosincratiche e voluminose sculture.

Le sue opere in vetro colorato emanano un’aura di sintetica alienazione e necessità artistica, rifuggendo dall’eccesso ornamentale ed espressivo a favore di una precisione ermetica.

Nonostante l’impiego di componenti modulari, ogni scultura è una forma singolare ed articolata. Un’opera monocromatica in vetro verde opaco con tre tubi ramificati potrebbe suggerire una struttura difensiva; un’altra, invece, in vetro viola screziato, installata sulla parete, assomiglia ad una sorta di particella microbiologica.

La scultura più grande, nelle tonalità del blu e del rosa, evoca la visione di diverse strisce di Möbius intrecciate.

Le sue opere sono definite dalla compressione e dall’espansione della materia, come se una forza gravitazionale fosse incorporata ed emanata dal loro centro. Ogni manufatto presenta un approccio unico alla forma, allo spazio, al colore e alla sua interazione con la luce.

Cavataro utilizza una vasta gamma di vetri colorati di varie opacità che bloccano o permettono allo sguardo di penetrare all’interno delle sculture.

Questi lavori sono costituiti da poligoni a 16 lati che funzionano come componenti quasi modulari. Ogni forma base del poligono viene combinata in modi sempre nuovi, consentendo all’artista di creare corpi rigidi, ma fluidi, che richiamano un design e una presenza particolari. Traccia una linea sottile tra una risoluzione “alta e bassa” delle forme possibili, spingendo le sue sculture verso una chiarezza e un illusionismo ascetico.

In questo senso si rifà al linguaggio della Minimal Art e della Concept Art. Ritornano alla mente scultori come Charlotte Posenenske (1930-1985), la cui pratica era caratterizzata dalla semplicità e dal rigore concettuale, in quanto impiegava il sistema modulare come mezzo per produrre arte. Il radicalismo era espressione di coerenza e metodologia.

La riconosciuta limitazione artistica coincideva con la produzione industriale di molte delle sue opere che, alla fine, si traduceva in una devozione a metodi di serialità e uniformità. Così, l’oggetto, in apparenza non toccato dalla mano dell’uomo, esalta un’apparenza che detesta il gesto personale dell’artista.

L’opera di Cavataro non si impegna in questa assenza artistica e si oppone a qualsiasi mezzo di intangibilità, riportando in studio un nuovo tipo di vocabolario astratto.

Continuando con il percorso espositivo, ci si imbatte, nell’altra sala, nella mostra intitolata Before and after writing, con le opere di Seth Price (1973), artista post-concettuale e multidisciplinare che vive e lavora a New York. Ha frequentato la Brown University a Providence, dove ha conseguito la laurea nel 1998.

L’installazione ruota intorno ad un libro leporello realizzato a mano che si dispiega dalla sua custodia in una serie di picchi e valli. Le pagine contengono fotografie a 360 gradi di scene naturali scattate con una fotocamera sferica.

Questo tipo di istantanea, chiamata HDRI, è uno strumento tecnico utilizzato per conferire agli oggetti 3D un aspetto realistico, mediante un HDRI open-source, visibile negli oggetti presenti in mostra: ne è un esempio, la proiezione di un’immagine sferica su un piano che crea delle distorsioni.

Con un testo dettagliato che accompagna l’esposizione, Price esamina come poteva essere la vita umana circa 20.000 anni fa, prima dell’invenzione della scrittura e di tutto il resto del mondo. Il contenuto è stampato su una serie di fogli di carta di riso impressi nel libro e serigrafati su blocchi di vetro indipendenti.

Sulle pareti, i dipinti sono stati realizzati mediante la stesura di strati e scie di gesso grezzo su una superficie ruvida di fibra di legno, simile alla carta.

Alcune di queste opere sono state scansionate con un software 3D e rimandano visivamente al tessuto del corpo umano. Lungo le pareti, si susseguono due serie di lavori su carta: dieci disegni a inchiostro del 2015, intitolata Startup Era, e disegni a matita realizzati durante il periodo della pandemia nel 2020.

Il testo e le immagini del libro leporello compaiono nuovamente in una pubblicazione separata e più piccola, esposta in una sala adiacente.

Qui, i visitatori possono anche ascoltare la musica: un nuovo vinile che Price ha composto in contemporanea alle opere in mostra e che propone come colonna sonora e, infine, un cofanetto appena rimasterizzato che comprende delle vecchie registrazioni, una playlist e dischi di musicisti locali.

Info mostra Kristi Cavataro e Seth Price

  • fino al 4 maggio 2024
  • Zweigstelle Capitain, Palazzo Degas, Calata Trinità Maggiore 53 – Napoli
immagine per Luca Del Core
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Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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