Dressing – Flavia Albu all’Atelier Alifuoco di Napoli

Mood|project porta il formale concetto di galleria in una dimensione più leggera e sperimentale. Una temporary gallery o traveling gallery che accoglie i progetti di giovani artisti che hanno aderito all’idea di un confronto comune. Fa parte di questo circuito l’Atelier Alifuoco, a Napoli, ubicato in un edificio di fine Ottocento, dove per anni hanno vissuto Dora e Fausta Alifuoco.

Questo luogo ospita la prima mostra personale, Dressing, della giovane artista italo-rumena Flavia Albu (1991, Suceava, Romania), fino al 21 marzo 2020.
Il progetto tiene conto della specificità del posto, e in questo caso si tratta dell’interno di un appartamento.

Buona parte delle opere esposte consistono in una serie di pitture nate nel contesto della residenza tenutosi a Roma nell’Atelier#1 del Museo Macro, durante il 2019, all’interno del cosiddetto “glass cube“; si tratta di un lavoro non solo pittorico, ma anche di installazione e performativo.

Flavia Albu, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, è attiva con mostre personali e collettive a Roma, Milano e Palermo in Italia, a Timisoara, in Romania e a Londra, in Inghilterra. La sua produzione artistica è caratterizzata da un’interrogazione del campo visivo, focalizzando l’attenzione sulle possibilità di rappresentazione tra aleatorietà e messa in scena, e attuando un continuo interscambio tra oggetti e soggetti.

In questo interno abitativo fatiscente vedono la loro comparsa quattro dipinti, un video e l’installazione di drappi caduti, schemi nei quali aleggia il filtro. Sono grandi tele ad olio che esprimono tensione, dove la gamma cromatica non mostra certezze, ma si divide fra l’incognita e l’aleatorio. L’artista indaga il visibile facendo emergere l’invisibile.

E’ un processo creativo che si basa sulla genesi dell’immagine nella sua evoluzione, da embrione lentamente diventa visione, la forma diventa materia organica, imprevedibile ed enigmatica. Non vi è una volontà di rappresentazione o di imitazione della realtà, di appartenere ad una corrente artistica o filosofica; è un approccio eterogeneo alla pittura che si proietta su sé stessa e sulle sue capacità intrinseche.

E’ un punto di partenza e non di arrivo, in cui la Albu proietta la sua arte nel campo delle ipotesi, innescando nello spettatore una continua riflessione, evitando una qualsiasi identificazione o raggiungimento di significato. Un modus operandi che si avvale di una costante sperimentazione, di filtri che si sovrappongono e di superfici generative.

I dipinti in mostra e il drappo sul pavimento rimandano ad una messa in scena, ad una scenografia teatrale. Sono delle tele su cui sono raffigurate delle tende, simili a quelle di un sipario. Esse presentano una serie di differenze l’una dall’altra, si va da una figurazione statica a quella dinamica, quasi a voler ripetere l’apertura del tendaggio.

Una prassi lontana da qualsiasi tipo di trasposizione teatrale in un ambiente domestico, l’intento è di sviluppare una serie di idee sulla trama, sul movimento e sulle forme della superficie pittorica, dei filtri verticali che come tende di una finestra, permettono di scrutare, ma allo stesso tempo limita la visuale e impedisce all’osservatore di disperdersi. Esse non rappresentano una soglia, un confine, ma uno strumento visivo e concettuale, un dispositivo ottico su cui riflettere. Della stessa caratura è anche l’installazione video, in cui l’impercettibilità del movimento della tenda è trasposto in maniera tridimensionale.

Atelier Alifuoco
via Domenico Cirillo, 18, 80100 Napoli
atelieralifuoco@gmail.com
https://www.facebook.com/Atelier-Alifuoco-783906651795681/

Luca Del Core

Luca Del Core

Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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