Monica Maggi, la libraia felice che dona libri nei mercati rionali

Tra i banchi del mercato del Tufello, nel terzo municipio della Capitale, ogni sabato mattina accanto a verdura e frutta si vendono – anzi, si regalano – libri. A rendere possibile questa insolita “vendita” è lei, Monica Maggi meglio nota come la “libraia felice”, colei che regala libri e regala una nuova vita ai libri.

Dal 2013, infatti, con la sua associazione “Libra” porta avanti l’attività di bookcrossing all’interno dei mercati rionali. «In quell’anno – racconta – dopo aver chiuso la mia libreria con migliaia di debiti sospesi, ho capito che la lettura è pane, respiro e vita. Ma spesso succede che questi bisogni necessari siano negati a molti. Ho pensato “raccolgo tutto quello che molti buttano per tanti motivi e lo offro a chi non ha i mezzi”».

Alcuni giorni fa, però, lo scontro con la burocrazia ha messo in crisi questo progetto con il rischio di uno sfratto. All’assegnazione del banco, pur essendo approvata dal consiglio municipale, non è mai seguita una delibera ufficiale.
La libraia felice occupa quindi quello spazio abusivamente e i vigili sarebbero potuti arrivare a sgombrare il suo banco di libri.

Ha ottenuto per ora un’assegnazione temporanea di otto settimane dal Presidente del Municipio in attesa della regolarizzazione definitiva. «Mettiamo tutto in regola e completiamo e formalizziamo la bellezza di questa iniziativa che voi come Municipio avete voluto», chiede Monica Maggi al minisindaco Giovanni Caudo.

La libraia felice non perde la speranza né la caparbietà. «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo», ripete spesso citando Gianni Rodari. Conosciamola meglio.

Giornalista, scrittrice, insegnante, libraia, animatrice di gruppi di lettura con gli anziani di Tor Bella Monaca? Tante identità per una sola persona. Chi è Monica davvero?

immagine per Monica Maggi
Monica Maggi

Una ragazzina di dodici anni innamorata dei libri. Una studentessa che ascoltava in cuffia i Pink Floyd per ore e ore e ore. Una liceale che protestava in piazza per l’aborto libero e il divorzio.

Come nasce la tua passione per i libri e le parole?

Credo di essere stata fortunata. Pur essendo figlia di un uomo laureato a fatica subito dopo la guerra, sono nata nel 1958 in una casa già piena di libri (acquistati a rate). Crescendo ne sono stata circondata.

E invece “Pagine Viaggianti”?

Nasce dalla mia esperienza di libraia a Morlupo, dal 2009 al 2012. Ho capito, guardandomi intorno nel mio spazio sempre pieno di gente, che il libro è davvero tanto amato ma poco “possibile”.

Qualità scadente spesso, costi proibitivi, luoghi che sembrano santuari impossibili. E dall’altra parte decine e decine di libri abbandonati spesso nei cassonetti, per strada, al macero. E quindi perché non far incontrare i desideri mai realizzati con l’esubero non voluto?

Ecco Pagine Viaggianti: raccolta e salvataggio libri che vengono offerti gratuitamente. Una sorta di Robin Hood culturale.

Tra le altre attività c’è quella del recupero di libri che sarebbero altrimenti destinati al macero. Come funziona?

All’inizio di questo progetto (siamo nel 2013) e fino a qualche tempo fa ero io che, con la mia macchinina, giravo in lungo e in largo Roma e Provincia per il recupero dei libri.

Oggi me li spediscono o me li portano nei tre mercati dove sono. Poi chiedo permessi di giornate una tantum per distribuirli o, come nel caso di Riano o Roma, giornate fisse nei mercati settimanali.

Il libro come oggetto da recuperare e a cui ridare vita. Quanto conta in questa fase storica l’oggetto libro e la lettura? Cosa significa ‘salvare un libro’?

Moltissimo, nonostante si pensi il contrario. Il libro diventa un oggetto di condivisione e di grande compagnia, in questo periodo di isolamento fisico e affettivo.

L’umano e l’umanità stanno tutte lì, tra le pagine di un libro. Salvare un libro significa evitare che finisca al macero, che faccia spazzatura o che diventi un reperto impolverato in qualche casa.

Perché libri gratis? E perché nei mercati rionali insieme a frutta e verdura?

Perché la gente non può acquistarli. Gli italiani leggerebbero molto di più se i libri fossero accessibili come prezzo e reperibilità, se ci fossero più classici a disposizione, se potessero “incontrare” un libro durante la loro giornata.

Ecco la scelta del mercato rionale. C’è anche il desiderio di rivalutare e rilanciare il senso del mercato, piccola comunità aggregante e non dispersiva come il centro commerciale.

Chi sono i tuoi ‘clienti’? Tracciamo insieme un identikit?

Donne, soprattutto. Donne dai 50 ai 90 anni, piccole famiglie, mamme con bambini piccoli, uomini anziani. Pochissimi i giovani, ma soprattutto perché non vanno ai mercati rionali. E tante donne straniere.

immagine per Monica Maggi e il banco dei libriQuesti ultimi giorni hanno visto la presenza della Libraia felice nel mercato Tufello a rischio. Cosa è successo e come possiamo aiutarti?

È successo quello che accade spesso in Italia. Un’iniziativa parte, decolla, riscuote successo ma… mancano i pezzi di carta che la legittimano. Almeno quelli definitivi.

La burocrazia spesso taglia le gambe alle cose più belle e io, che davvero amo Pagine Viaggianti, non sono stata così meticolosa e rigida come invece avrei dovuto. Ho detto “partiamo” e invece dovevo aspettare l’ok definitivo.

In questi casi poi arriva anche la politica, e in questo caso è arrivata con le obiezioni sacrosante di alcune persone. Non ha i permessi, hanno osservato. Ed è vero. Quindi è stata una specie di “fuitina” che ha smosso le acque.

Ora ho un permesso provvisorio fino ai primi di aprile, poi si vedrà. L’aiuto è nel sostegno all’iniziativa: venite al mercato, scrivete al Municipio III e al suo Presidente Giovanni Caudo, chiedete la messa in regola definitiva anche attraverso la petizione che si può firmare anche sulla piattaforma Change.org

Tra le tante attività che svolgi c’è anche l’insegnamento dell’italiano alle mamme migranti. Come hai iniziato e cosa ti dà questa attività?

Nella distribuzione gratuita di libri a Riano sono stata avvicinata spesso da donne che mi hanno chiesto libri per imparare la lingua italiana.

Alla quarta richiesta ho capito quanto fosse un’esigenza sentita ma non ascoltata dalle istituzioni. Per questo ho dato vita al laboratorio che è iniziato con 5 donne e arrivato a 15. Sono felice.

Che altro posso dire? Che la loro dignità nel sedersi in piccole sedie davanti a tavolini minuscoli per bambini dell’asilo è per me di grande insegnamento.

Negli ultimi mesi sei stata anche ideatrice e protagonista, insieme ad altre donne, di un calendario senza veli contro il body shaming il cui ricavato è stato devoluto all’associazione BeFree per la lotta alla violenza, alle discriminazioni e alla tratta.

Sì, la lotta per un cambiamento (o per un tentativo di.) del mondo passa attraverso tante strade. Anche quella di un calendario di donne over 60.

Valentina Ersilia Matrascìa

Valentina Ersilia Matrascìa

Classe 1987, romana di nascita e siciliana d'origine. Comunicatrice e addetta stampa free lance. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale (curriculum Operatori della comunicazione interculturale) e in seguito, presso l'università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d'inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame - Festival dei libri sulle mafie e per l'agenzia di stampa Omniroma. Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all'antimafia sociale passando per l'immigrazione, il mondo Lgbtqi e quello dei diritti civili). Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole.

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