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La parola al Teatro #107. Amanti. Amori contemporanei fra fragilità e comicità

Due matrimoni in crisi e una terapeuta che tenta di tenere i fili delle loro sorti, almeno fin quando il caso non ci mette lo zampino. C’è l’amore al centro di Amanti, commedia in due atti scritta e diretta da Ivan Cotroneo, in scena fino al 19 maggio al Teatro Ambra Jovinelli. Giulio (Massimiliano Gallo) e Claudia (Fabrizia Sacchi), entrambe sposati e con un matrimonio problematico, s’incontrano per caso nell’androne di un palazzo davanti all’ascensore che, scopriranno solo poi, li porta a distanza di un’ora uno dall’altra ogni mercoledì alla seduta con la terapeuta (Orsetta De Rossi).

immagine per Amanti, commedia in due atti scritta e diretta da Ivan Cotroneo
ph. Anna Camerlingo

Se entrambe frequentano lo studio della dottoressa Gilda Cioffi per cercare di salvare la propria relazione coniugale. A sparigliare le carte, però, è proprio il loro incontro da cui nasce un rapporto clandestino che taceranno, oltre che ai rispettivi partner (Eleonora Russo e Diego D’Elia), anche alla terapeuta. Quella che nasce come un’avventura, infatti, diventa in poco tempo una relazione e rimette in discussione ogni certezza, anche quelle di infelicità esistenziali oltre che di coppia.

Proprio l’ascensore galeotto campeggia inizialmente al centro della scena che è sapientemente divisa in due parti che si “ravvivano” a turno: lo studio della dottoressa Cioffi, in cui si alternano le sedute singole e di coppia dei protagonisti, da una parte e la camera d’albergo che ospita gli incontri clandestini dei due amanti dall’altra.

La colonna sonora, che riempie la sala già prima dell’inizio dello spettacolo, spazia per la produzione cantautorale italiana degli anni Sessanta e Settanta con brani di Sergio Endrigo e Gino Paoli ma anche di Luigi Tenco e Ornella Vanoni.

Il ruolo del mattatore all’interno della messa in scena, soprattutto dal punto di vista comico, spetta senza dubbio a Massimiliano Gallo (che, quando il suo personaggio si rende conto dei sentimenti per Claudia, si esibisce anche in una versione a cappella di Mi sono innamorato di te) – il cui nome spicca anche al centro della locandina e nei “titoli di coda” proiettati su un trasparente, quasi a voler richiamare quel contesto cinematografico tanto caro all’autore/regista – che non sarebbe, però, possibile senza il valido supporto degli altri attori che interagiscono con lui mettendo in luce, spesso estremizzando, aspetti del carattere umano decisamente universali in cui riconoscersi e identificarsi facilmente.

Altrettanto degna di nota è il personaggio della terapeuta, costretta a destreggiarsi – non senza momenti di comicità spiazzante – tra le crisi e le stranezze dei suoi pazienti che le causano non poco stress tanto da portarla in diversi momenti quasi al limite di una crisi di nervi.

Una commedia sull’amore – fatto di equivoci, di sotterfugi ma anche di fragilità e tenerezza – sul matrimonio, sulle relazioni, sul tradimento e sulla ricerca della felicità che spesso prende strade profondamente diverse da quelle che avevamo immaginato.

Materia, quella dell’indagine dell’animo umano e dei sentimenti, non nuova per Cotroneo, già autore per la tv di Tutti pazzi per amore e La compagnia del cigno (di cui ha curato anche la regia) e per il cinema de La kryptonite nella borsa.

Al centro di Amanti c’è l’amore di coppia ma anche quello per i figli. Se per Claudia – di professione pediatra – la ricerca della maternità è forte tanto da diventare un’ossessione che incrina il rapporto coniugale, per Giulio i tre figli sono una delle cause della crisi matrimoniale (oltre al non troppo conciliante carattere della consorte).

Tra traditori e traditi, sulla scena lo spettatore trova in ognuno dei personaggi un po’ di se in una commedia che, pur rimanendo volutamente leggera e che si avvale di una comicità molto immediata e che non cerca frasi ad effetto, mette in ballo una parte molto profonda del vissuto di ciascuno di noi.

«È un testo – spiega Cotroneo in un’intervista –  che mi rispecchia molto. Parla di un amore contemporaneo, clandestino ed extraconiugale. Ma è una scusa per parlare di temi che mi sono molto a cuore quindi il rovesciamento dei cliché del maschile e femminile, la forza dell’amore che è capace di devastare qualunque cosa e l’idea che pensiamo di avere tutto sotto controllo e invece un inciampo o un incontro fortuito davanti ad un ascensore ti cambia la vita».

 

immagine per Valentina Ersilia Matrascia
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Classe 1987. Romana di nascita, siciliana d’origine e napoletana d’adozione. Giornalista professionista, comunicatrice e redattrice freelance. Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale e in seguito, presso l’università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d’inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ha poi conseguito un master in Giornalismo (biennio 2017 – 2019) presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Giornalista per caso e per passione, ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame – Festival dei libri sulle mafie e per Save the Children Italia (2022). Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all’antimafia sociale passando per l’immigrazione, il mondo Lgbtqia+ e quello dei diritti civili). Vincitrice della borsa di studio del premio “Giancarlo Siani” per l’anno 2019.
Fotografa, spesso e (molto) volentieri.

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