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La parola al Teatro #49. Terremoto Dentro. Trema la terra, trema la normalità

Non è niente, non fa niente. È solo il vento”. Il vento, quel moto perpetuo e senza fine che muove e smuove senza sosta. Come un terremoto, come quello che nel 1980 scosse profondamente l’Irpinia e gran parte dell’Italia centro-meridionale e che dà inizio alla narrazione di Terremoto dentro, spettacolo prodotto dalla Compagnia Fuori Contesto, scritto e diretto da Emilia Martinelli e interpretato da Tiziana Scrocca con l’accompagnamento voce e chitarra di Fabio Amazzini, andato in scena al Teatro Sala Umberto.

Trema la terra ma trema anche l’anima. L’anima irrequieta e indomita di Vesuvio, il protagonista che appare soltanto nei ricordi, nei racconti di sua figlia e negli inserti musicali coinvolgenti e avvolgenti. In scena, infatti, soltanto Tiziana Scrocca, l’accompagnamento musicale di Amazzini e un piccolo tavolino bianco che di volta in volta diventa un elemento scenografico sempre nuovo e diverso insieme alle animazioni digitali e fotografie proiettate sul fondale.

Un viaggio che dagli anni 80 ci porta agli anni 50 e 60 e poi di nuovo agli anni 90 e alle vacanze di famiglia con la macchina da caricare con precisione certosina perché possano trovare spazio anche le prelibatezze cucinate dalla mamma.

La voglia di vivere a pieno, senza farsi mai fermare dalle difficoltà che non riescono a spegnere il suo fuoco dentro, la sua smania di campare andando oltre i limiti imposti dalla malattia che lo ha colpito nel pieno dell’infanzia. Un racconto di una vita e di una vitalità senza limiti che si respira episodio dopo episodio, che ora ha l’odore del mare, i suoni e le voci del mercato del pesce e ora quelli di una corsia di ospedale alle prese con una patologia che crea vergogna e di quello scuorno che avvolge come un mantello nero il bianco candido della normalità e lascia i segni visibili sul corpo.

Da una parte c’è Vulcano che non si lascia spegnere, che vive e si lancia e della sua disabilità, che secondo i medici lo avrebbe dovuto costringere a letto o ad una non-vita, fa la molla per conquistarsi attimo dopo attimo la vita senza curarsi di occhiatacce e prese in giro. Quelle che a nove anni su una spiaggia della Calabria racconteranno a sua figlia, come una lama inflitta nella carne viva, che dovrà misurarsi con le categorie sociali di “abili” e “disabili”, “normali” e “diversi” e che chi non rientra nelle prime è messo al bando, deriso e insultato. Scherno al quale lei reagisce con rabbia mentre suo padre, troppo occupato a vivere, con disinteresse.

Dall’altra parte, sua figlia. Una donna in equilibrio, perennemente in bilico e sul punto di tuffarsi ma poi frenata dalla paura, intrappolata dai suoi limiti e dalle sue ‘disabilità’, quelle invisibili agli occhi, non fisiche ma interiori. Lei resta ferma, vacilla, trema nel suo terremoto vitale. Una donna ‘terremotata’ che non crolla ma non si muove e non vive e si scopre la vera “disabile”, quella meno abile alla vita. “Io non sono come te, io non sono forte come te”, risponde a quel padre che la invita a vivere, a buttarsi e a non sopravvivere.

Intensa e sentita l’interpretazione di Tiziana Scrocca che si cimenta, in maniera convincente, con il dialetto napoletano. Lo spettacolo è realizzato all’interno del Fuori Posto. Festival di Teatri al limite 2021, nona edizione, ideato, prodotto e organizzato dall’Associazione Culturale Fuori Contesto grazie al contributo della Regione Lazio e dell’Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi), in collaborazione con il Municipio Roma I Centro Storico e Hubstract – Made for Art.

immagine per Valentina Ersilia Matrascia
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Classe 1987. Romana di nascita, siciliana d’origine e napoletana d’adozione. Giornalista professionista, comunicatrice e redattrice freelance. Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale e in seguito, presso l’università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d’inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ha poi conseguito un master in Giornalismo (biennio 2017 – 2019) presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Giornalista per caso e per passione, ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame – Festival dei libri sulle mafie e per Save the Children Italia (2022). Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all’antimafia sociale passando per l’immigrazione, il mondo Lgbtqia+ e quello dei diritti civili). Vincitrice della borsa di studio del premio “Giancarlo Siani” per l’anno 2019.
Fotografa, spesso e (molto) volentieri.

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