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La Parola al Teatro #66. Aggiungi un posto a tavola. La favola senza tempo dell’arca dell’accoglienza

L’arca è ormeggiata al Teatro Brancaccio per la quarta volta.  Aggiungi un posto a tavola, la commedia musicale nata tra il 1973 e il 1974 dalla penna di Pietro Garinei, Sandro Giovannini e Jaja Fiastri e musicata da Armando Trovajoli, torna, infatti, in scena nel teatro di via Merulana ed ha il volto e la voce di Gianluca Guidi che torna a vestire i panni di don Silvestro.

immagine per Aggiungi posto tavola

«Aggiungi un posto a tavola è lo spettacolo di tutti: bambini, grandi, vecchi. È impossibile non andarlo a vedere, continuerà sempre», ha dichiarato Enzo Garinei, che in questa edizione è La voce di Lassù, dopo ben 500 repliche nei panni del sindaco Crispino, ruolo che cede in questa edizione a Marco Simeoli.

Impossibile dargli torto almeno quanto all’invito a riempire i teatri perché «non si può stare senza teatro e senza un palcoscenico con dei signori che ballano, cantano e recitano per voi. Il teatro è la nostra ma anche la vostra vita».

Aggiungi un posto a tavola è una favola senza tempo che non invecchia e non passa mai di moda, perché del resto, come ricorda l’incipit, “c’era una volta, anzi c’è o meglio ci potrebbe essere… un piccolo paese di montagna che sta qui, sta lì, sta dovunque piaccia a chi sta ascoltando, il paese che io da quassù ho scelto per questa favola…”.

Una commedia per tutte le stagioni, un’eccellenza italiana tradotta in circa dodici lingue e portata in tournée, con oltre 30 edizioni, nei teatri di tutto il mondo, con circa 15 milioni di spettatori entusiasti in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela e Finlandia.

In coincidenza con la domenica di Pasqua, il 17 aprile, Gianluca Guidi ha celebrato la 500esima replica nel ruolo di Don Silvestro. Un ruolo che dal 21 novembre 2009 al Teatro Gentile di Fabriano, eredita dal padre, Johnny Dorelli (al secolo Giorgio Domenico Guidi) che lo ha interpretato sin dalla prima edizione, quella che debuttò al teatro Sistina di Roma, dopo settanta giorni di prove, l’8 dicembre 1974 e restò in scena per ben 6 mesi.
In scena, con Dorelli, attori e attrici del calibro di Bice Valori, Paolo Panelli, Daniela Goggi, nella prima edizione e successivamente in quella del 1977 e del 1990.

Liberamente ispirata al romanzo After me, the Deluge (Dopo di me il diluvio, ndr) di David Forrest, resta nella storia come una tra le più amate commedie musicali italiane tanto da fare il tutto esaurito ad ogni stagione.

A contribuire a non far perdere lo smalto all’opera, oltre all’energia e al carisma dell’interprete dell’iconico protagonista dell’immortale commedia, i messaggi positivi e i valori universali come quelli dell’accoglienza e della solidarietà, incarnati dal parroco incaricato da Dio di costruire un’arca per mettere in salvo i suoi concittadini in vista del secondo diluvio universale ma anche nella scelta di ospitare in sala durante la prima, grazie alla collaborazione con la Caritas romana, una cinquantina di bambini ucraini, in fuga dal conflitto, accompagnati dalle mamme.
A loro, dal palco, al termine dello spettacolo Guidi ha rivolto un grande applauso e parole di saluto e benvenuto in inglese.

«Sembra di recitare davanti ad un’enorme equipe chirurgica ma se i teatri hanno riaperto a noi va bene così», ha poi ironizzato con il pubblico, in sala rigorosamente con la mascherina, rivolgendo proprio agli spettatori i suoi ringraziamenti oltre che a tutti i suoi compagni di viaggio, attori e tecnici.

«Sarà il mio ultimo Aggiungi un posto a tavola», ha dichiarato recentemente Gianluca Guidi annunciando che, dopo il 30 aprile, appenderà la tonaca al chiodo. «Stop. Chiudo un’epoca! Non voglio che questo ruolo diventi una sorta di macchietta e poi comincio a non avere più l’età. È giusto smettere dopo tempo e tanto successo, va bene così. Abbiamo registrato il tutto esaurito in tante città. Siamo andati benissimo, questa commedia musicale piace ancora tanto», ha spiegato l’attore che ha curato la ripresa teatrale scegliendo di riprendere la regia originale, con le storiche coreografie di Gino Landi e la scenografia di Giulio Coltellacci, «per una questione di rispetto, perché il contrario sarebbe stato da megalomane».

Ad affiancarlo sul palcoscenico – insieme ad un ensemble composto da 16 artisti, cantanti e ballerini che completa il cast – una frizzante Camilla Nigro, nei panni della giovane e innamorata Clementina e Lorenza Mario, nei panni di Consolazione. È, invece, Renato Crudo ad interpretare Toto. Imponente e allo stesso tempo agile la scenografia che lo scenografo Gabriele Moreschi ha adattato dal progetto originale di Giulio Coltellacci con il doppio girevole e la grande arca corredato dal disegno luci di Umile Vainieri e i contributi video di Claudio Cianfoni.

La colomba della pace si è posata di nuovo sulla commedia musicale italiana portando un  messaggio di pace e una dedica speciale, quella rivolta da parte del cast e di Enzo Garinei ad Antonio Caggianelli di Bisceglie, Giampiero Giarri di Tivoli e Nicolas Esposto, agrigentino di origini francesi, tre ballerini che facevano parte del cast dello spettacolo scomparsi lo scorso 16 ottobre in un drammatico incidente nel deserto di Riad, in Arabia Saudita, dove si trovavano per partecipare all’evento di inaugurazione di un nuovo teatro.
Omaggio accolto da un grande applauso da parte del pubblico.

immagine per Valentina Ersilia Matrascia
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Classe 1987. Romana di nascita, siciliana d’origine e napoletana d’adozione. Giornalista professionista, comunicatrice e redattrice freelance. Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale e in seguito, presso l’università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d’inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ha poi conseguito un master in Giornalismo (biennio 2017 – 2019) presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Giornalista per caso e per passione, ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame – Festival dei libri sulle mafie e per Save the Children Italia (2022). Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all’antimafia sociale passando per l’immigrazione, il mondo Lgbtqia+ e quello dei diritti civili). Vincitrice della borsa di studio del premio “Giancarlo Siani” per l’anno 2019.
Fotografa, spesso e (molto) volentieri.

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