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Cammela e il gruppo delle mamme. Chiara Ancito dal web al palcoscenico con la stessa vivace ironia

In pochi minuti la platea si riempie di bambini e di mamme.  Quelle del “gruppo delle mamme” tanto caro a Cammela, la mamma di Paternò che con i suoi video ha conquistato il web.

Uscita dalla finestra perché i bambini non se ne accorgessero, il personaggio nato dalla fantasia di Chiara Anicito, attrice e artista poliedrica vincitrice ‘Premio Charlot 2022’, ha raggiunto il teatro Parioli (o “il Pariollo”, per dirlo alla Cammela) per una serata all’insegna delle risate.

Dopo Milano, Modena, Catania e Palermo, Cammela e il gruppo delle mamme sbarca nella Capitale. Avvistati qua e là, in sala, anche qualche insegnante e qualche papà.

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Chiara Ancito

Mamma di Agatuccia di 2 anni e Santino di 9 anni – come ci tiene a ricordare quando orgogliosa da rappresentante (con reperibilità h24) manda i suoi messaggi al gruppo delle mamme esordendo con il suo inconfondibile «Gruppo delle mamme, sono Cammela, mamma di Santino» – e moglie di Placido, Cammela (o meglio, come ama puntualizzare lei, “Cammela con due M come mammellata”) è una donna semplice alle prese con l’educazione dei figli, i compiti, il mondo della scuola e i mille impegni della vita familiare che guarda alla vita in modo pulito e ingenuo, senza sovrastrutture e con una visione tutta sua delle cose.

Personaggio nato – come racconta la stessa Anicito – quasi per gioco in una chat di famiglia cinque anni fa, Cammela è un concentrato di personalità di donne diverse tra cui anche sua madre.

Da un’improvvisazione casalinga, video dopo video grazie alle condivisioni e al passaparola tra parenti, amici e conoscenti è nato un fenomeno social. Cammela inizia ad avere una sua personalità, con dialoghi e battute sempre più definiti e caratteristici ed è sempre più coadiuvata dal resto della famiglia.

Ecco quindi comparire nei video Santino, Agatina e Placido, al secolo Marco, Sara e Francesco rispettivamente figli e marito dell’attrice.

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Cammela e il gruppo delle mamme. Chiara Ancito

E il risultato è vincente, lo confermano i numeri delle visualizzazioni, dei commenti entusiasti e dei followers sempre in crescita sulle varie piattaforme ma anche le presenze in teatro in tutte le date.

Per non parlare del numero di persone in fila prima e dopo lo spettacolo per fare un selfie con Chiara Anicito e/o con suo marito Francesco (che coadiuva la regia durante lo spettacolo).

Il passaggio dalla virtualità al palcoscenico è a tratti spiazzante, sia per il dilatarsi dei tempi che per il medium diverso, ma non per questo negativo. Sul palco una enorme scritta ricorda sin da subito chi sta per arrivare in scena, CAMMELA è la star.

È lei che interagendo con il suo pubblico, anche con l’improvvisazione e con il lancio dei panini, per oltre un’ora regala risate e sorrisi a suon di monologhi, canzoni, balletti e parodie con cui ci porta nel suo mondo di comicità mai volgare e sempre coinvolgente.

Lo spettacolo è interattivo, il pubblico viene coinvolto nelle gag e a qualcuno capita anche in sorte di essere portato sul palco per prendere lezioni di stiro dalla protagonista.

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Cammela e il gruppo delle mamme. Chiara Ancito

Tra i protagonisti dei monologhi c’è, oltre a scuola e famiglia, anche Paternò, cittadina nel catanese dove abita Cammela e dove è nata Chiara trasferitasi a Milano e poi a Monza da diversi anni.

Un paese dove non c’è un teatro e dove «le case sono brutte fuori ma belle dentro». Orgogliosamente siciliana («Lo dico sono siciliana, non si sente, vero? Perché io c’ho sto brutto vizio che, ogni volta che vengo qui a Roma, prendo subito il vostro accento, è proprio una cosa ca mi piace»), sul palco e in molti video ha come spalla a cui rivolgere i propri quesiti il valido “Guggo” (Google, ndr), l’assistente vocale “maladucato” le tiene testa spesso anche con toni irrispettosi e impertinenti.

Quella di Cammela è una comicità semplice, non per questo meno godibile, che non cerca – a maggior ragione per il target di riferimento – la volgarità o il doppio senso a tutti i costi.

Il punto di forza del personaggio è proprio questo, la capacità di raccontare una realtà in cui il pubblico può riconoscersi. C’è un po’ di Cammela in tutte le mamme, i papà, gli/le insegnanti e gli/le rappresentanti di classe.

L’ispirazione, del resto, confessa Chiara Anicito in diverse interviste, arriva dalla vita quotidiana e dagli incontri occasionali davanti alla scuola o tra gli scaffali del supermercato. Una potenzialità che, però, rischia alla lunga di diventare un limite confinando il personaggio in un determinato spazio e ad un determinato target. Quel che è certo, al momento, è che il fenomeno Cammela è in ascesa e sembra destinato a crescere.

Cosa c’è da aspettarsi per il futuro? A rivelarlo in anteprima durante la trasmissione di TV2000 “L’ora solare” è la stessa Ancito: Cammela ha scritto un libro per genitori e bambini che potrà accompagnarli nelle vacanze, un mix tra consigli e divertimenti in famiglia.

immagine per Valentina Ersilia Matrascia
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Classe 1987. Romana di nascita, siciliana d’origine e napoletana d’adozione. Giornalista professionista, comunicatrice e redattrice freelance. Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale e in seguito, presso l’università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d’inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ha poi conseguito un master in Giornalismo (biennio 2017 – 2019) presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Giornalista per caso e per passione, ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame – Festival dei libri sulle mafie e per Save the Children Italia (2022). Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all’antimafia sociale passando per l’immigrazione, il mondo Lgbtqia+ e quello dei diritti civili). Vincitrice della borsa di studio del premio “Giancarlo Siani” per l’anno 2019.
Fotografa, spesso e (molto) volentieri.

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