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La città dei vivi, di Edoardo Gabbriellini

di Daniela Trincia

La città dei vivi, di Edoardo Gabbriellini (2026)

#lascenapiùbella: quando Giuseppe Varani chiede agli infermieri dell’obitorio «ma non si può fare qualcosa per salvarlo?».

È asfissiante. E angosciante. Sotto tutti i punti di vista. Dalla storia dolorosamente vera. Alle riprese, generalmente con poca luce, con inquadrature strette, raramente primi piani, scarsissime panoramiche, tanto che è difficile riconoscere in quali parti della città si trovino i protagonisti. Solo alla fine, quasi come segno di liberazione, si vede un’apertura sul paesaggio.

Una storia raccontata per frammenti, dettagli, senza un preciso prima e distinto poi: un costante nel mentre. Sta poi allo spettatore ricostruire il flusso e l’intera narrazione.

Anche (e in questo caso, per fortuna) il momento più drammatico, accennato per dettagli, senza ricorrere assolutamente al sensazionalismo, è mostrato per singoli frammenti, capaci però di fornire lo strazio delle ultime ore cui è stato sottoposto l’angelico Luca Varani.

Un’inspiegabile uccisione, la cui assurdità e inaccettabile verità sapientemente sono descritte nella telefonata di Marta Gioia a un vecchio compagno, che non vede e non sente da sei anni.

Quella stessa assenza di movente, se non il mero gusto di vedere una persona morire per capire cosa si provi, che già Trumane Capote in A sangue freddo cercò inutilmente di capire.

Un’irragionevolezza che si ritrova nell’uccisione di Marta Russo e in quella di Maria Campai, delitti compiuti solo con lo scopo capire cosa si prova ad uccidere.

Doloroso.

Sul Film: QUI

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La città dei vivi, di Edoardo Gabbriellini

 

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Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.

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