Colori delicati, materiali grezzi, alcune tecniche e, infine, anche l’età. Sono queste le principali particolarità che affiorano come denominatore comune nei lavori esposti nel primo dei quattro appuntamenti della galleria 1/9unosunove di Roma. Sotto il titolo di | c/o – an alternate correspondence, curate da Marianne Derrien (1981), fino a febbraio 2015, si succederanno, per l’appunto, quattro mostre nelle quali saranno esposte le opere di due artisti individuati per le loro affinità. Per quest’occasione è Dan Shaw-Town (1983) che invita Josh Tonsfeldt (1979) a condividere lo spazio espositivo.
Così, disseminando la galleria di lavori site specific affiancandoli con altri di più recente produzione, i due artisti si confrontano e si giustappongono, evidenziando immediatamente le relative contingenze spesso molto stringenti, come il calco e il transfer, e la conseguente ricerca sulle relazioni fra scultura e spazio architettonico. Una ricerca che si sviluppa in uno sguardo estremamente ravvicinato a quelle che sono le componenti strutturali degli ambienti, fino ad impossessarsene per farne oggetto di ribaltamento dell’usuale punto di vista. Una crepa del pavimento della galleria diventa una scultura, attraverso il suo calco. Così un elemento orizzontale, com’è il pavimento, Josh Tonsfeldt lo trasforma in elemento verticale che sembra propagarsi nello spazio, sulle pareti, rovesciandone l’abituale percezione; non più di delimitazione ma di sconfinamento e travalicamento spaziale. La crepa, che potrebbe avere un significato di violenta rottura di un equilibrato ordine, acquista una certa connotazione estetica attraverso un calco realizzato con colori tenui, castellati, che virano sul rosa, trasformando quelle crepe in una sorta di burriana crettatura. Ribaltamento attuato anche tra interno ed esterno, perché approntando un lavoro sulla tenda di una finestra, sconfina nella strada antistante svelando la natura dei singoli oggetti, all’interno solo macchie di colore che danno la sensazione che possano caleidoscopicamente incastrarsi in svariate forme geometriche. Cui fa da contraltare Dan Shaw-Town, quasi per sottrazione di colore fino ad giungere al bianco e nero, la scacchiera di fogli di giornale che attraverso la tecnica del transfer al caldo altera le superfici di alluminio già trattate. Di pari passo anche lui procede allo stravolgimento della percezione dell’ambiente, perché taglia pareti e pavimento con barre/tubi metallici, generando uno spazio ulteriore, confondendo nuovamente la bidimensionalità con la tridimensionalità. Una mostra dove è necessario perdersi per scoprire, a volte anche con sorpresa, quello che in realtà sono i diversi pezzi e dove hanno trovato collocazione.
- Josh Tonsfeldt c/o Dan Shaw-Town | c/o – an alternate correspondence
- 1/9unosunove, Via degli Specchi 20 – 00186 Roma
- orari: martedì – venerdì dalle 11.00 alle 19.00; sabato dalle 15.00 alle 19.00 (o su appuntamento)
- ingresso libero
- info: tel. +39 06 9761 3696 – gallery@unosunove.com – www.unosunove.com
Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.














