ultimi articoli dell'autore

Cinque secondi, di Paolo Virzì

di Daniela Trincia

Cinque secondi, di Paolo Virzì (2025)

#lascenapiùbella: quando, all’arrivo della seconda raccomandata, Adriano esce per ritirarla.

In questi ultimi tempi non si possono non notare una certa ricorrenza di certe tematiche e di determinate tecniche di ripresa. Queste ultime, seppur giustificate da una certa libertà di movimento della macchina di ripresa e, probabilmente, di contenimento dei costi, iniziano a stancarmi, perché ’st’inquadrature tremolanti, mi fanno venire il mal di mare.

Detto questo, il film è di una delicatezza infinita.

Pur trattando un tema veramente complicato e difficile. E, qui, sta la ricorrenza delle tematiche: la morte, la malattia, i rapporti familiari (troppo spesso conflittuali), i rapporti genitori/figli.

Ovviamente, poi, a rendere unica una pellicola, è il regista. E gli attori. E, in questo caso, entrambi ci sono riusciti. E c’è la grande verità: che a volte, a fare la differenza, a tracciare una netta linea tra un prima e un dopo, possono essere cinque secondi.

Brevi e interminabili cinque secondi. La Valeria conferma la sua bravura, come il Valerio riconferma la sua capacità di interpretare ruoli non proprio leggeri. Solo Galatea, per me, è un po’ troppo sopra le righe, sicuramente forte del suo lignaggio, ma un filino meno non avrebbe guastato.

Triste è triste. Ma un certo tono disincantato, lo rende molto più affrontabile. E, comunque, sfido chiunque a non porsi la domanda: io cosa avrei fatto?

Molto carino.

  • Sul Film: qui

immagine epr Cinque secondi, di Paolo Virzì
Cinque secondi, di Paolo Virzì
immagine per Daniela Trincia
+ ARTICOLI

Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *