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BUS 47, di Marcel Barrena

di Daniela Trincia

BUS 47, di Marcel Barrena (2025)

#lascenapiùbella: ovviamente, verrebbe da dire quando Manolo porta il suo autobus nel suo quartiere, se non altro per l’immenso pathos che suscita; ma, per il significato, preferisco quando Manolo, seduto su una sedia della sala d’attesa, aspetta di essere accolto dal responsabile del municipio.

Sebbene, per alcuni versi, ha qualche buco, perché, iniziando alla fine degli anni 50, per la precisione nel 1958, catapulta direttamente al 1978, salta a pié pari, non solo la descrizione degli ultimi anni franchisti (se non con un veloce cenno, a spiegazione del perché si ritrovano in quel luogo), ma anche gli strascichi di quella dittatura che, in un quartiere, dapprima con le baracche dei migranti costretti a fuggire dalle loro terre nella provincia di Valencia, e poi in un vero e proprio paesotto arroccato sui fianchi delle colline dei dintorni di Barcellona, devono essere stati sicuramente incisivi e di un certo peso. Tanto che, tutt’ora, Torre Barrio soffre della carenza di servizi e assistenza.

Alcune bizzarrie narrative si accettano solo per il fatto che è ispirato a una storia vera, perché, altrimenti, difficilmente sarebbero digeribili dato che sembrano riflettere degli inflazionati cliché. Che, ahinoi, purtroppo, sono ancora parecchio attuali: una politica sorda, che si muove solo se vede un tornaconto elettorale; un quartiere lasciato a sé stesso, che mette a dura prova, fisica e psichica, chi ci abita; le richieste semplici degli abitanti, come quella di avere, finalmente, un autobus che consenta loro di raggiungere la città; persone che non sanno neanche dell’esistenza di quel quartiere e che vivono l’esperienza come un viaggio verso un luogo esotico. Inoltre, aver inserito immagini dell’epoca, rende il tutto ancora più coinvolgente.

La delicata descrizione delle difficoltà quotidiane che ognuno deve purtroppo affrontare, consente una certa identificazione.

Mi è piaciuto molto. 

Sul Film: qui

immagin per BUS 47, di Marcel Barrena
BUS 47, di Marcel Barrena – poster

 

immagine per Daniela Trincia
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Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.

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