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Arles, Les Rencontres de la Photographie. Nicolas Floc’h e il Mississippi a colori

di Daniela Trincia

Ci sono tanti modi per parlare di ambiente, senza parlare di ambiente. Di pittura, senza dipingere. Di rappresentazione, senza rappresentazioni. E uno di questi lo ha mirabilmente trovato Nicolas Floc’h attraverso il poderoso progetto Ocean Rivers, presentato nella Chapelle Saint-Martin du Méjan di Arles, nell’ambito de Les Rencontres de la Photographie.

Pur vivendo a Parigi, insegna presso l’École Européenne Supérieure d’Art de Bretagne (EESAB) di Rennes, dove è nato nel 1970.

Seppur il suo media principale sia la fotografia, oltre ad aver partecipato a numerose mostre personali e collettive, ed essere presente nelle collezioni di diversi paesi, al suo attivo ha anche molte residenze e workshop (tra cui quello presso la Fondazione Antonio Ratti con Allan Kaprow), borse di studio, nonché la partecipazione a parecchi festival cinematografici con i propri video, e la realizzazione di performance in differenti teatri, gallerie e musei.

Attività, quella di Nicolas Floc’h totalmente centrata nel mettere in discussione l’attuale era di transizione, fortemente segnata dalle modifiche e devastazioni praticate dall’uomo ai danni dell’ambiente.

Come è riuscito Nicolas Floc’h a parlare di ciò, senza realmente parlare di ambiente? Attraverso una modalità spiazzante. Mediante i colori. E quelli che sembrano dei monocromi che, messi insieme, appaiono come pantoni, sono delle fotografie. Fotografie dei colori del fiume che il Mississippi acquisisce mentre oltrepassa gli innumerevoli paesaggi toccati durante il suo interminabile percorso.

È dal 2022 che Nicolas Floc’h è impegnato in tale progetto, che lo ha portato a documentare gli spartiacque di questo lunghissimo fiume; anziché nel terreno, con la sua macchina fotografica ha compiuto una sorta di carotaggi nell’acqua, 224 “colonne d’acqua” (fotografie subacquee in linea retta fino al fondo), realizzate in altrettanti siti, attraverso ben trentuno Stati.

Ogni colore è una condizione ambientale specifica, che corrisponde a una peculiare situazione creatasi dalla diversa combinazione di minerali, pigmenti, elementi organici e biologici, dalla quantità di luce solare, dalle temperature, e così via.

Colori che sono in grado anche di indicare lo stato di salute di quel determinato luogo ma, anche, al contempo, quello generale: ogni sfumatura indica la formazione e trasformazione del territorio.

Nicolas Floc’h non è nuovo a simili avventure. Perché analoghi progetti li ha realizzati altresì “sopra l’acqua”, con Landscape con i quali ha seguito i corsi del Rodano, della Loira, della Senna.

Così, questi colori, ci parlano dei cambiamenti, delle combinazioni, dei paesaggi senza paesaggio, di pittura senza pittura. Ci parlano di distese di terra, di montagne, di rocce, di alberi, di piante, di pesci, animali, senza che niente di tutto ciò sia visibile. Ci raccontano delle differenti interazioni tra i numerosi elementi che vivono nell’acqua.

Ecco allora il rosso dell’affluente Red River, il bianco dell’affluente White River, l’arancione del Mississippi stesso, il verde del Tiger Lake o il blu del Golfo del Messico, dove il Mississippi conclude il suo cammino.

Quindi, ad essere chiamata in causa, è l’immaginazione di ognuno che, immergendosi nelle silenziose dieci colonne d’acqua esposte, può vedere interminabili paesaggi nella moltitudine delle infinite sfumature di colore.

Fotografie che raccontano, dunque, la costante interazione dei singoli fattori, i flussi, l’interdipendenza degli ambienti, e la complessità del sistema dell’acqua. Riflettono, cioè, come afferma lo stesso Floc’h:

“la connessione tra spazio, terra, oceano, atmosfera, ghiaccio, e come tutti lavorano insieme, e noi siamo immersi in tutto questo. Ovviamente, noi abbiamo cambiato, modificato tutto questo, ma queste cose sono permanenti e consentono di capire tutto questo dal nostro passato, nel nostro presente e per il nostro futuro, attraverso i colori dell’acqua”.

E, per magia, rende visibile ciò che è invisibile.

Info mostra

  • Nicolas Floc’h | Ocean Rivers, il paesaggio del Mississippi a colori
  • Arles, Chapelle Saint-Martin du Méjan
  • fino al 29 settembre 2024
immagine per Daniela Trincia
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Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.

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