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La voce di Hind Rajab, di Kaouther Ben Hania

di Daniela Trincia

La voce di Hind Rajab, di Kaouther Ben Hania (2025)

#lascenapiùbella: quando Omar scrive col pennarello rosso, sul vetro del responsabile della Mezzaluna Palestinese Mahadi, il numero 8.

Perché anche quel semplice numero, pieno di curve, rotondo, che fa simpatia, è un grande protagonista di tutta la tragicamente triste storia. Da alcuni tristemente bollata come incidente di percorso, e che nelle serie crime cinicamente definiscono “vittima collaterale”.

La bellezza del film, appunto come film, sta tutta nella grande capacità di aver ricostruito, con una precisione pressoché chirurgica, la situazione in e con tutta la sua assurdità.

L’immensa abilità di aver dato forma, immagine, a quella che, alla fine, potrebbe essere un’asettica traccia audio. Non c’è giudizio. Non c’è pietismo. C’è un fatto. E c’è un’irrazionalità che travalica il 7 ottobre. Che fa emergere quanto altro c’è dietro al 7 ottobre.

Un vero pugno allo stomaco.
Immenso.

Sul film: qui

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La voce di Hind Rajab, di Kaouther Ben Hania
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Daniela Trincia nasce e vive a Roma. Dopo gli studi in storia dell’arte medievale si lascia conquistare dall’arte contemporanea. Cura mostre e collabora con alcune gallerie d’arte. Scrive, online e offline, su delle riviste di arte contemporanea e, dal 2011, collabora con "art a part of cult(ure)". Ama raccontare le periferie romane in bianco e nero, preferibilmente in 35mm.

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