Il successo stellare della Festa del Cinema di Roma 2019

Per misurare il successo della Festa del Cinema di Roma 2019 occorre partire dall’importante red carpet dell’ultimo giorno. Dopo 10 giorni intensi, elettrizzanti ed adrenalinici si doveva percepire una certa stanchezza sia sulla passarella che nel pubblico assiepato.

Invece si è vista la migliore esibizione della Festa con la presenza del Premio alla carriera Viola Davis, in una stupefacente interpretazione da grande attrice, nel ruolo di sincera amica del cuore delle tantissime fans adoranti. Viola Davis è stata la prima attrice afro-americana nell’aggiudicarsi i premi Oscar, Emmy e Tony dopo tante candidature più volte. E lo merita.

Poco prima Vittorio Cecchi Gori, accompagnato dai suoi attori, registi e maestranze ha presentato il film Una famiglia Italiana di Simone Isola e Marco Spagnoli, documentario con materiali inediti dove lo stesso produttore si è raccontato ripercorrendo l’ascesa del più grande gruppo di produzione e distribuzione italiano.

Padre e figlio (Mario e Vittorio) intellettuali lungimiranti che hanno inventato e seguito con professionalità grandi capolavori (le loro foto sul set sono in mostra nel foyer della Sala Sinopoli) come Il sorpasso, L’armata Brancaleone, L’arcidiavolo, Johnny Stecchino, Acqua e sapone, Altrimenti ci arrabbiamo, Una pura formalità nonché il premio Oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores, lavorando con registi ed attori come Dino Risi, Mario Monicelli, Carlo Verdone, Roberto Benigni, Bruce Willis, Danny De Vito, Robert De Niro ecc.).

Ma il Red carpet con le migliaia di sfilanti e migliaia di fans mostra solo l’apparenza di quello che questo particolare, ineguagliabile Festival rappresenta, nel non essere la ripetizione di un ennesimo Festival qualsiasi.

Il suo successo ormai riconosciuto dalla stampa ed ogni tipo di media internazionali è dato non solo dalla qualità dei film scelti ed attori invitati (molti film sono diventati poi Oscar o cult-movie) ma dal dialogo intenso con il mondo dell’arte, della letteratura, della musica, dell’architettura, della moda e del design, e della varietà di eventi offerti. Merito certo della direzione artistica quinquennale di Antonio Monda che gli ha dato, pian piano, una identità complessa e multiforme senza seguire troppo le mode ma attenta al pubblico di ogni tipo.

Merito anche della Presidente della Fondazione del Cinema per Roma, Laura Delli Colli, per la sua competenza cinematografica (Presidente dei giornalisti cinematografici) ed organizzazione serrata degli eventi.

Un bilancio positivo che ha portato ad incrementare i numeri delle frequenze, degli incassi, e dei passaggi in ogni genere di media (quasi un 40% in più rispetto ai primi 10 anni).

Con echi in ogni settore della vita culturale di Roma. Le proiezioni, le conferenze, i dibattiti, i duelli, le rappresentazioni e le trasposizioni di film e le retrospettive, al Maxxi, al Macro, a Palazzo Altemps, alla Casa del Cinema, a palazzo Merulana, al Palladium, a Rebibbia, al Gemelli, con richiami nelle vie principali della città e negli esercizi commerciali, hanno fatto di Roma (come era una volta) la città del cinema internazionale.

Solo per ricordare alcune manifestazioni collaterali alle proiezioni ufficiali ed agli incontri ravvicinati: Eventi speciali (cinema, moda, musica, cartoons, ambiente, spazio, televisione), Sfide (confronti tra due esponenti della cultura), Fedeltà e tradimenti (discussioni di letterati sulle trasposizioni filmiche di celebri opere letterarie), Omaggi (il costumista Piero Tosi), Retrospettive (i registi Max Ophuls e Kore-Eda Hirokazu), I film della nostra vita (film della screwball americana o commedia sofisticata) selezionati da esperti e commentati da ospiti illustri. E poi Riflessi (film originali ed inediti), Omaggio a Massimo Troisi, Incontro con Lucia Bosé, Centenario della nascita del regista Gillo Pontecorvo (direttore per anni del Festival di Venezia) con il film Kapò.

Per quanto riguarda il vincitore del Premio del pubblico BNL, che per esprimere il voto ha utilizzato l’App ufficiale della Festa, è risultato Santa subito di Alessandro Piva (regista pluripremiato con il David di Donatello e con I Nastri d’argento), documentario attualissimo che racconta la storia di Santa Scorese, giovane attivista cattolica pugliese, barbaramente uccisa da uno stalker il 15 marzo 1991, quando era alle origini la tematica della violenza sulle donne.

Nella sezione autonoma della Festa, Alice nella Città, con due sale di 500 posti per i più giovani, il Premio al miglior film è andato a The Dazzled di Sarah Suco, che ha raccontato in filigrana la sua giovinezza, con i genitori imprigionati nella rete di una setta.

Miglior regia a Lorenzo Mattotti per La famosa invasione degli orsi in Sicilia, favola raccontata con il suo talento espositivo illustrato sulla magica Sicilia del grande Dino Buzzati (Il deserto dei Tartari). A dimostrazione dello stretto rapporto tra letteratura e cinema.

Pino Moroni

Pino Moroni

Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.

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