Il film Left handed girl conferma, per interposta persona, la regista taiwanese naturalizzata americana Shih Ching Tsou e la grande bravura ed autorialità di Sean Baker, cosceneggiatore, montatore e produttore. I due autori-registi si sono conosciuti alla New School di New York ed hanno sempre collaborato, sia nel creare sia nel realizzare e produrre i loro film (premiati da sempre dalle associazioni di categoria e dai Festival, compreso gli Oscar ad Anora).

Un film comune ad entrambi è il codiretto Take out (2004), ma anche gli altri Starlet (2012), Florida Project (2013), Red Rocket (2020) sono nati dalla loro complicità e collaborazione. Anche se Sean Baker ha fatto più il regista, hanno sempre lavorato insieme in tutte le fasi ed i mestieri del fare un film (soggetto, sceneggiatura, regia, montaggio, costumi, arredi e soprattutto direzione attori, con una scuola che fa nascere grandi nuove attrici ed attori (Mickey Madison per Anora).

Questi due maestri, memori della scuola di Ken Loach, Mike Leight, Hal Asby, Spike Lee ed il grande Cassavetes, raccontano una cultura marginalizzata (gente straniera ed illegale in un luogo dove si inventa lavori di sopravvivenza, come venditori di cose inutili o droga fatta in casa o piatti tradizionali con ingredienti congelati o come vendere solo il proprio corpo).

Anche quì ci sono persone invisibili come nei mercati notturni o le case alveari di Taipei, una città monstre che copre parte di un’isola cinese che un giorno ritornerà alla Cina.

Il film narra la vita di tre donne che tornano a Taipei. Una madre depressa ed indebitata, Sun-Fen, una figlia di 21 anni J-Amm, intelligente, libera e ribelle, vissuta senza il padre, un fallito in fin di vita che ha rovinato la famiglia. Ed una bimba di 5 anni, che in questo giocattolo caleidoscopico (idea originale dei titoli di testa e del finale), cifra di una città immensa e variopinta, ci si immerge gioiosamente per avere la sua iniziazione alla vita ed al mondo.

Come in un parco dei divertimenti in cui vedere, fare, investigare e rubacchiare con la mano sinistra (è infatti mancina) che la tradizione vuole sia la mano del diavolo. In queste infinite strade colorate dai tanti neon pubblicitari, corse e rincorse in motorino e mercati pieni di cibi e prodotti inutili c’è una società senza più cuore né testa, spietata, indifferente, apatica, in cui la vita è estremamente difficile, precaria, dove la depressione, il sesso, i pasti sono necessità istintive pressanti e distruttive; dove i prestatori di soldi sono in agguato come gli odiosi recuperatori.

Film girato con iPhone, grandangolo, steadycam, soprattutto sorprendente nel seguire alla sua altezza la bimba sola che si sfila in mezzo al caotico carnaio, coperto di paccottiglia di beni, con l’accompagnamento di una musica tradizional-poprock.

Una piccola attrice (Nina Ye) è meritevole di un premio speciale per la sua mimica e per le introspezioni profonde e complesse che la mostra come bambina e come imitatrice di grandi; con la sorella (Shi Yuan Ma) sempre rabbiosa per i continui imprevisti, ma materna e protettiva con la sorellina. Vera come non lo sono più le teen-ager oggi plastificate dai cellulari. Ma anche gli altri interpreti sono eccellenti, a cominciare dalla madre (Janel Tsai) e tutti i secondari usciti dalla scuola di recitazione di Baker/Tsou.

Il clou del film è nella festa al Motel per festeggiare i 60 anni della nonna (contrabbandiera), in un colpo di teatro che spariglia tutte le tradizioni ed ipocrisie di una famiglia per bene (dove si capisce bene che quella società non è maschilista all’occidentale, ma di più, vorrebbe veder nascere solo maschi, li coccola e spera che vadano per il mondo, almeno negli Stati Uniti, per raggiungere il Successo.

Candidato all’Oscar per Taiwan, la regista produttrice è anche la selezionatrice e membro giuria dei film indipendenti per il Sundance Film Festival, che nel panorama del cinema americano ha creato e crea il suo futuro.

immagine per Pino Moroni
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Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.

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