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Conclave di Edward Berger. Belligeranze umane nascondono un messaggio etico.

di Pino Moroni

Conclave è un bellissimo film di Edward Berger, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris, con una sceneggiatura perfetta di Peter Straughan che, con le cadenze di un thriller, riesce a mantenere una grande attenzione per due ore (in tempo reale più giorni), in cui si svolge un conclave (forse prossimo venturo).

immagine per Conclave di Edward Berger
Conclave di Edward Berger – Ralph Fiennes

Sui ritmi narrativi, i raffinati dialoghi, le scenografie interni-esterni, la musica sperimentale e soprattutto la bravura dei molteplici interpreti ne parleremo più avanti.

Quello che invece preme mettere a fuoco è l’interpretazione ormai omologata delle tematiche che si sviluppano nel film, ossia la conflittualità di gruppi contrapposti per il potere. E quello che colpisce di più è che, sia la critica sia gli spettatori, ne abbiano detratto tutti i luoghi comuni per giustificare i contrasti, i complotti, le manipolazioni, le guerre psicologiche e fisiche, con il concetto che l’uomo, anche ecclesiastico, di tale pasta è fatto.

Ciò non è assolutamente vero! Sarebbe come vedere la realtà con degli occhiali che la falsificano, occhiali fatti indossare attraverso informazioni sbagliate e preconcetti sulla natura dell’uomo e su tutto il suo sviluppo di essere evoluto e pensante.

Poteri che ormai tengono soggiogata l’opinione pubblica, vogliono si creda che in fondo la vita, la società attuali siano fatte solo di conflittualità, di tematiche belligeranti per arrivare in cima.

La polarizzazione di questo concetto di competizione ed aggressività è stata ormai assimilata anche dagli ultimi, che vi si associano, ma non hanno nulla da far valere nei confronti di quelli che combattono, ossia altri poveri.

Conclave non è la quintessenza di un mondo di menti guaste e corrotte, immerso in angosce, divisioni e conflitti. Questa oscurità è ciò che vogliono far credere a tutti per far continuare guerre fratricide o tra sodali o tra nazioni. L’uomo in se stesso non è solo homini lupus. Non è vero che “C’è sempre una guerra e devi schierarti con una parte“, come dice il Cardinale più liberale al Cardinale Decano.

Non è vero che esistono solo due posizioni, la libertaria e la intransigente, la conservatrice e la progressista. Malgrado l’illustrazione di tutti i vizi umani peggiori (in religione i peccati capitali) il film è, nella sua teorica, un grande messaggio di eticità, raccontato con grande rispetto, rendendo giustizia alla buona fede di un protagonista, il Cardinale decano, reso umanissimo e travagliato nei suoi dubbi da un grande interprete come Ralph Fiennes.

Occorre andare al di là dei rituali secolari ed arcani del Conclave (le vesti color porpora romane, le impreviste situazioni bizantine, il barocchismo delle votazioni) sotto gli occhi dei colossi corrucciati del Giudizio Universale ed anche al di là delle corruzioni, delle simonie, degli intrighi e delle menzogne, che avvengono nel buio delle stanze oscurate, per non far arrivare il mondo ed i suoi messaggi effimeri all’interno di una comunità, che deve scegliere bene, senza condizionamenti.

Dopo il buio ed il silenzio delle coscienze alla fine arriverà la luce. SPOILER: vincerà la voce dell’onestà e dell’innocenza (il nome del nuovo Papa sarà proprio quello), del dovere morale verso tutti i bisognosi, nessuno escluso (inclusività), con un ritorno alla fede per chi la stava perdendo.

Questo dice un film molto positivo come Conclave, nel periodo della Sedis Vacans (Santa Sede Vacante), prima dell’elezione del nuovo Papa: il periodo più difficile per qualsiasi Regno, anche per quello di Dio.

Occorre ricordare tra i più significativi e pregnanti dialoghi quello del Cardinale oltranzista che, alla notizia di un attentato, urla quanto sia necessario combattere contro gli islamici e condanna la debolezza degli aperturisti e pacifisti.

A lui risponde il Cardinale nominato in pectore (in segreto) dal precedente Papa (che fa capire molto sul concetto della continuità della Chiesa Cattolica):

La Chiesa dovrebbe operare sui rapporti di ogni tipo tra gli uomini (che sono fatti di amore e non di distruttività) e concentrarsi sui fatti e non sulle guerre attuali, ma solo sul futuro e non sul ritorno al passato”.

Conclave non parla solo di poteri ed idee fatiscenti (che purtroppo vanno tanto di moda) ma parla attraverso personaggi positivi come il Papa morto, il Cardinale decano, i loro fedeli segretari, il Cardinale ‘in pectore’, il Vescovo investigatore, la suora organizzatrice, parla della devozione totale di molti alla loro missione religiosa e quindi, in generale, di altrettanti nella loro missione civile.

Il film si augura che riescano ancora a prevalere ‘i giusti’, quelli che mantengono alta una dignità morale.

Se ci fosse solo la certezza e nessun dubbio non ci sarebbero misteri e quindi nessuna necessità di fede” – è la conclusiva considerazione del Cardinale decano, molto umile nei confronti delle ambizioni umane di possedere “la verità assoluta”.

Del resto Berger aveva fatto la stessa operazione con il film pluripremiato Niente di nuovo sul fronte occidentale (Premio Oscar 2022 per miglior film internazionale, migliore fotografia, colonna sonora e scenografia). Un film sporco di guerra, odio, sangue, morte, per cercare anche lì di nobilitare, contro il militarismo e l’ottusità dei comandi militari, l’anelito di pace interpersonale ed universale dell’uomo comune’ qualunque divisa vesta (civile, militare o religiosa).

Il regista Edward Berger non si è soffermato su luminose immagini del Vaticano o altre locations romane (anche se alcune girate alla Reggia di Caserta) per fare spettacolo, ma ha costruito magnifiche scenografie (realizzate da Suzie Davis) della Cappella Sistina, luogo delle votazioni e della Casa di Santa Marta dove vivevano i Cardinali, negli Studi di Cinecittà. Perché – ha detto lo stesso regista – “dove girare Conclave se non negli Studi di Roma, dove si sentono ancora risuonare gli altri film di storia romana come Quo Vadis, Ben Hur, Cleopatra, ecc.?”.

Berger è stato anche un ottimo realizzatore delle tempistiche, per nulla scontate, di un thriller dai ritmi narrativi perfetti e colpi di scena, già ben congegnati nella sceneggiatura di Peter Straughan (per ora Premio Golden Globe alla migliore sceneggiatura 2025), autore di film di spionaggio, gialli, noir, come La talpa, Il cardellino, L’uomo di neve, ecc..

Ma il regista Edward Berger è anche un fine conoscitore dei suoi interpreti, di altissimo livello, sia quelli già affermati come Ralph Fiennes (Cardinale Decano), John Lithgon (Cardinale corrotto Tremblay), Stanley Tucci (Cardinale liberale Bellini), Sergio Castellitto (Cardinale conservatore Tedesco), Isabella Rossellini (Suor Agnes, unica voce di donna in un contesto ancora troppo patriarcale), sia quelli bravi anche se sconosciuti come Carlos Diehz (Cardinale in pectore Benitez) Lucian Msamati (Cardinale africano), Brian O’Byrne (Monsignor O’Malley dei Servizi Speciali). Un regista da sfumature, da sussurri, sospiri, pause e silenzi recitativi.

I raffinati dialoghi, di uomini di alta levatura culturale, sono stati resi essenziali, ma comunque traboccano di contenuti filosofici, teologici ed universali. Tradizionalisti o progressisti, gli uomini di Dio parlano comunque della storia della Chiesa, degli insegnamenti del Vangelo e dei Padri della Chiesa, dei dubbi di vocazione o dei peccati, anche in interpretazioni le più ideali.

Inoltre i ritmi del film, in fondo a tratti fermo sulle sedute della Cappella Sistina e nei luoghi necessari alla vita quotidiana, sono stati particolarmente vivacizzati da una musica sperimentale di Volker Bentelmann (Premio Oscar per la migliore colonna sonora nel 2022), sulla base musicale di un pianoforte preparato, nelle cui corde vengono inseriti vari oggetti per creare nuove e creative sonorità.

immagine per Pino Moroni
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Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.

6 risposte

  1. Esprimo il mio parere più che positivo per il film “Conclave”, che mi ha avvinto. Senza alcun momento di pausa dall’entusiasmo e dal piacere che mi ha dato la visione, ho goduto il film. Condivido la recensione, qui, di Pino Moroni. (A parte, besprimo lo sconcerto per aver notato le critiche negative, talora sprezzanti sui quotidiani tra i più diffusi nazionali, italiani. Forse non mi ha stupito, ma scandalizzato, sì).

  2. Sono d’accordo con questa recensione, inclusività, fragilità…che infine vincono. Il nuovo Papa rappresenta il superamento, del patriarcato forte della Chiesa cattolica, delle identità forti e impositive, di una apertura all’umano che si impone come Cristianesimo delle origini.

  3. Non capisco perché non sia ancora uscito in Italia,non si riesce a vedere in televisione in nessun sito apposito per vedere film

  4. Confermo la interpretazione data del film in questo articolo. Fa comodo consegnare ciò che di più semplice impatto per coloro che vivono all’ ombra della superficie, un po’ x ignoranza un po’ x comodità.
    La Xsa come la Vita è un nn riflesso, ma la realtà della verità, limite e infinito di Uomo, peccatore e santo, debole e forte, fedele e traditore. Solo l’ amore e il credo alla propria idea e senso e significato rende giustizia e testimonianza. Oltre ogni dubbio e misura.
    Conclave è la Xsa, Conclave è l’ Uomo, Conclave è futuro nella saggezza del passato in quanto tradizione.
    Bellissima la scelta del Papà Innocenzo.
    Nn credo che si sia pronti a tal progresso.
    Cmq è e sarà nell’ innocenza che troveremo Dio, il suo perdono e la salvezza.

  5. Grazie per i vostri commenti.
    Spesso le polarizzazioni attuali portano a schierarsi da una parte, senza alcun dubbio, con la certezza di aver trovato la verità assoluta, in un’epoca in cui invece tutto è quello che sembra ed anche il suo contrario. Un saluto.

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