Il professore Franco Cardini, illustre medievalista ha presentato a Più Libri Più Liberi il libro L’assedio di Gerusalemme. 1099. I crociati conquistano la Città Santa di Antonio Musarra (Carocci editore).
Cardini è stato maestro di Musarra ed hanno collaborato insieme per il libro Il grande racconto delle crociate, in cui hanno sviluppato il fervore religioso e tutti gli altri fattori decisivi che hanno motivato le campagne militari in Terrasanta.

Ad esempio per le repubbliche marinare ed i paesi più commerciali ottenere il controllo strategico delle rotte e dei porti mediterranei dalle scorribande saracene e per il Papato aumentare il proprio prestigio e potere. Quindi fede sì, ma accompagnata da interessi economici e politici. Difesa contro le eresie e contro la minaccia arrivata poi più tardi (vedi Eugenio di Savoia a Vienna) delle avanzate balcaniche orientali, od invasioni ottomane.
L’eminente studioso Cardini infatti ha iniziato dicendo che si è scoperto da fonti sempre più attendibili (al di là di quelle coeve e quelle successive) che le Crociate non sono state guerre di religione ma l’innesco di una grande riforma della Chiesa. Una dinamica che ha portato dal 12 al 16 secolo ad un ribaltamento dei rapporti tra i poteri degli imperi e quelli del papato.
La prima crociata non è quindi frutto del solo sentimento religioso, che ha raccolto crociati in tutto l’occidente per recuperare i luoghi sacri in mano ai persecutori delle comunità e delle chiese cristiane. E’ stato frutto di un cambiamento storico per cui la Chiesa gerosolimitana si trasformava in Chiesa romana, con le prerogative di creare tutte le gerarchie da parte del Papa e non degli Imperatori od altri poteri.
Nei notiziari di fonti latine ed arabe quell’assedio, attacco ed espugnazione erano considerati impossibili da realizzarsi. Non solo perché i Fatimidi avevano rafforzato le difese, ma anche perché l’esercito crociato era travagliato da divisioni incolmabili (due eserciti). Da una parte l’esercito del nord (i cosiddetti allemanni) rappresentanti di quella chiesa imperiale lontana dal papato riformatore (Urbano II) e dall’altra l’esercito del sud (francesi e provenzali) che tenevano per il Papa.
La città di Gerusalemme, ha detto il professor Musarra, estensore del libro, ha avuto 118 assedi. Perché sia stata così importante occorre comprendere il suo ruolo nel corso della storia. Gerusalemme è stata sempre un pezzetto di occidente in oriente. Per questo occorrerebbe leggere il libro Il colonialismo medioevale del 1970 del Professor Cardini. O capire le espansioni economiche delle città marinare e delle nazioni colonialiste.
Ma quello che è contato di più è stato il rinnovamento della Chiesa (riforma), uscito dal sermone ad populum di Urbano II a Clermont, ossia l’espressione di un moto di emancipazione del clero dal controllo laicale.
Nella seconda metà del 12 secolo Urbano II non poteva andare a Roma perché c’era l’antipapa Clemente III, protetto dall’Imperatore (cominciano già ad essere in atto le lotte per le investiture). Il rinnovamento puo’ essere solo quello di riconquistare le diocesi e di creare il primato istituzionale o giurisdizionale della Chiesa di Roma. Il Papa in quel momento era solo un patriarca onorifico al pari di altri.
Con la conquista di Gerusalemme il papa riprende il suo ruolo di nomina di tutti i rappresentanti della Chiesa, togliendoli all’Imperatore. In quanto cristiani si rinnova il popolo di Dio israeliano.
Con la presa di Gerusalemme (confluenza delle tre religioni monoteiste) inizia anche la riforma della Chiesa cattolica romana. Ma iniziano anche i movimenti di secessione e creazione di altre parti della chiesa, concomitanti ad eresie (i poveri fanatici che seguono i crociati fanno parte degli apocalittici) dei Catari, Valdesi, Patarini, ecc.
L’assedio e la presa di Gerusalemme ha fatto migliaia di morti (circa 7000). Importante è che l’autore non abbia insistito sui dettagli delle battaglie e delle stragi dei nemici vinti, come poi avveniva in tutte le guerre e conquiste.
Il professor Musarra ha attraversato la diversità e la interpretazione delle fonti, cercando di trovare un punto di vista molto più ampio di quello di una semplice guerra di religione, o di espansione coloniale od economica tout court. La propaganda sulla libertas ecclesiae di Clermont, suggellata dalla volontà divina aveva assunto un significato così profondamente simbolico, che la Chiese doveva approfittarne.
Musarra con quest’opera, dopo la sua introduzione geografica e storica della città e del territorio, simbolo di spiritualità molteplici, ha fatto un excursus sulle origini della crociata, sui viaggi dei vari gruppi di crociati, sul difficile avvicinamento con problemi di acqua, cibo ed attacchi, per arrivare ai dettagli di un assedio difficile, con le costruzioni delle torri e degli arieti, con le divergenze tra gruppi ideologiche e pratiche (in fondo ci sono allo stesso tempo due assedi distinti).
Fino ad arrivare alle battaglie ed alle stragi. Ed infine la laboriosa costituzione del Regno di Gerusalemme, viste le divergenze tra crociati, che verrà spazzato via dal Saladino nel 1187.
Di tutto questo un grande autore Torquato Tasso ne ha scritto nel 1598 un romanzo pieno di fantasia “La Gerusalemme Liberata” letto in casa da tutte le famiglie per secoli. Un romanzo che insieme a tanti altri scritti, cronache, testi liturgici, poesie, drammi, traduzioni e citazioni è sempre rimasto nell’immaginario collettivo. Un’altra crociata cartacea perenne.
Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.









