Spazio. La sfida del presente (Hoepli). Alla Fiera nazionale della piccola e media editoria, Più Libri Più Liberi, ecco la presentazione del libro di David. W. Brown con Paolo Nespoli (astronauta), Marco Brancati (Direttore tecnico Telespazio) e con la partecipazione di Emilio Cozzi (giornalista e divulgatore). I tre punti analizzati per la grande sfida dello Spazio sono stati: ambiente, esplorazione e sostenibilità.
Si comincia con la storia della ricerca spaziale degli ultimi circa 70 anni, epoca d’oro, con momenti oscuri, grandi vittorie, insuccessi e lunghi silenzi. Perché nel contesto attuale lo Spazio è ridiventato fondamentale? – si è chiesto Brancati -. La Stazione Spaziale Internazionale, i numerosi satelliti sono diventati indispensabili per monitorare gli eventi naturale e migliorare la vita nostra e del nostro pianeta.
Ci sono state ricadute note e non note della tecnologia spaziale (bracci robotici, arti artificiali, telecomunicazioni e progresso arrivato in luoghi impossibili, meccanismi per scoprire le malattie come il cancro, strumentazioni per operazioni, forni a microonde, predittività di eventi straordinari, ecc.). Ma le ricerche più attuali sono quelle di riuscire a trovare, estrarre ed usare i minerali dei corpi celesti quali Luna, Marte ed asteroidi.
Per Brown però è più importante parlare, dopo l’esplorazione, della sostenibilità delle attività dell’uomo nello spazio. Già infatti l’inquinamento di detriti in orbita pone problemi (scontri e vortici di relitti) e occorre regolamentare l’uso responsabile delle orbite.
Nespoli, che è stato per 333 giorni nello spazio ha parlato di una giornata tipo nella Stazione Spaziale, grande come una stanza, piena dappertutto di apparecchiature strane. Occorre una stringente programmazione e soprattutto la capacità di gestire questo laboratorio globale, mettendo sempre tutto in ordine (assenza di gravità) e fare manutenzioni continue (idrauliche meccaniche e di pulizia). Poi ci sono le interazioni tra l’equipaggio, di tanti paesi e con quelli a terra (tanti sincronizzati con ogni passaggio della Stazione).
Brancati ha sottolineato che la Luna torna ad essere centrale nell’esplorazione futura del sistema solare perché alcune sonde hanno rilevato ghiaccio intrappolato nel Polo Sud (dove si presume siano presenti anche terre rare) che con l’estrazione di idrogeno e ossigeno potrebbe dare la possibilità di avere propellente e dopo la creazione di una Stazione Spaziale nell’orbita lunare ed il primo insediamento sulla superficie, si potrebbe pensare di far partire satelliti verso altri pianeti.
Ma servono ancora le comunicazioni tra le varie parti della Luna e tutte quelle attrezzature per gli spostamenti e le suddette trasformazioni di minerali. La Luna diventerebbe una enorme base di febbrile lavoro umano per andare oltre.
Quindi la ricerca spaziale è rivolta verso la terra per monitorare il pianeta, per applicare le sue tecnologie anche a noi, le nostre case ed industrie (New Space Economy). Ma senza dimenticare che lo Spazio è severo, cominciare a prevedere quello che può accadere sia sulla terra che nello spazio stesso. Una predizione necessaria per evitare in anticipo tutti gli impatti negativi che non si vedono (sostenibilità).
Ancora solo quattro paesi hanno già raggiunto il nostro satellite (USA, Russia, Cina e India), ma altri ci stanno provando. Come già si vede nella Stazione Spaziale Internazionale siamo tutti dipendenti l’uno dall’altro – ha detto Brancati – che ha anche parlato del progetto ESA per cercare di usare la migliore energia, che è quella del sole. Ma come storare e poi spostare e far arrivare l’energia sulla terra (Space Power)?
Nespoli in chiusura ha detto che la cosa più bella dello Spazio, oltre sentirsi liberi dal peso della gravità, è quella di guardare la terra, girandoci intorno tante volte, e non dover passare mai nessun confine.
Il confine vero è l’atmosfera.
Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.










