
Non ho sentito la facile retorica calare sulla celebrazione di In ricordo di Khaled al-Asaad, l’archeologo ottantaduenne, responsabile per 40 anni del sito archeologico di Palmira e giustiziato dall’Isis il 18 agosto per aver tentato di salvare dal mercimonio di banditi e mercanti centinaia di reperti archeologici romani nascosti.
Come ha detto l’Assessora alla cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera, tutti i musei del Lazio ricordano il martire di Palmira, eroe dei nostri tempi. Nonostante lo avessero consigliato di lasciare la sua città ed il suo luogo di lavoro (ormai era in pensione) è rimasto, ha subito le torture è stato ucciso, le sue spoglie appese ad un palo e le immagini diffuse. Aveva studiato e scritto su Palmira quando nel I e II secolo d.C. era una delle città chiave carovaniere della via della seta e per merito anche suo era diventata sito Unesco.
Monica Di Gregorio, Direttore scientifico del Polo Museale dei Castelli Romani, ha parlato dell’azione congiunta dei Musei del Lazio per la intitolazione degli stessi alla figura di questo grande uomo nella giornata dell’18 settembre ed oltre, allo scopo di ricordare un eroe della cultura e spingere l’opinione pubblica alla difesa concreta delle ricchezze che abbiamo e che dobbiamo passare alle future generazioni.
La professoressa di scienze archeologiche della Sapienza Emanuela Borgia, che è stata più volte in Siria ed Asia Minore ed ha conosciuto il grande archeologo ha poi descritto con l’aiuto di slides il sito archeologico di Palmira. Sito unico al mondo, nato su un’oasi con una sorgente perenne, abitata da tribù nomadi e seminomadi nel II millennio a.C. con il nome di Tadmor (Palma) in aramaico. Punto strategico carovaniero per scambi commerciali di beni preziosi tra l’occidente e l’Eufrate e poi l’India e la Cina. Abitata da diverse tribù con diversi santuari. Il tempio di Baal che i Palmireni chiamavano di tutti gli Dei (sincretismo religioso), oggi distrutto.
Primo romano ad arrivarci per prendere le sue ricchezze fu Marco Antonio, ma la trovò deserta. Sotto il regno di Traiano la città fu annessa all’Impero, ma nel 129 Adriano visitò Palmira e la proclamò città libera con un tempio con forme greco romane, anch’esso distrutto. Cinta di mura è divisa in due parti. Con la parte a nord più monumentalizzata, con teatro, decumano, strade porticate fornite di mensole su cui erano collocate le statue di mercanti spesso rientrati fino dall’India con scritte in greco e palmireno.
La regina Zenobia nel 270 d.C. ebbe la capacità di creare un impero conquistando le provincie di Arabia, Palestina, Egitto, Cappadocia e Bitinia. Ma in due anni fu sconfitta dal nuovo imperatore Aureliano. Palmira fu saccheggiata e le sue mura abbattute. “Khaled al-Asaad – ha terminato Emanuela Borgia – è stato un eroe due volte. Preso e torturato, rilasciato poi ripreso e ucciso, finché finalmente il mondo ha aperto gli occhi ed ha capito il suo grande gesto per la cultura”.
Francesca Caferri, giornalista di Repubblica, non lo ha conosciuto, ha solo parlato con alcuni suoi collaboratori. Era un funzionario governativo – ha detto – come ce ne sono tanti, e come ci sono tanti esperti culturali nelle carceri di Assad. Il grande archeologo che nei 40 anni a Palmira ha effettuato tante scoperte, studiato sculture, scritto libri, interpretato scritti tadmurici, ha trasmesso la sua passione ai sui figli. Uno è ora a Damasco come funzionario a catalogare tutto quello che è arrivato da tutte le parti della Siria ed è accatastato dietro il Museo Nazionale.
Perché abbia un futuro e non vada perduto! In memoria di Khaled al-Asaad.
Pino Moroni ha studiato e vissuto a Roma dove ha partecipato ai fermenti culturali del secolo scorso. Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista dal 1976, negli anni ’70/80 è stato collaboratore dei giornali: “Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport”, “Momento Sera”, “Tuscia”, “Corriere di Viterbo”. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Dal 1990 è stato collaboratore di varie Agenzie Stampa, tra cui “Dire”, “Vespina Edizioni”,e “Mediapress2001”. E’ collaboratore dei siti Web: “Cinebazar”, “Forumcinema” e“Centro Sperimentale di Cinematografia”.
- Pino Moroni
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