Più Libri Più Liberi #1. Libri, un patrimonio necessario, un vascello che salva.

Più Libri Più LiberiPiu Libri Piu Liberi anno diciassette.

I libri, al tempo del governo che poco ama l’intelletto e la cultura, sono una barriera che ci divide dal fondo più oscuro; sono il vascello che ci guida al sapere e non perde la rotta. Sono un patrimonio che non potrà mai essere messo in mora, sono un rifugio, un bene, la bellezza.

Questo pensavo ieri entrando alla Nuvola dove i visitatori erano ancora pochi ed i libri ancora molti. Ogni stand mi sembrava più utile e remunerativo di una banca, più sicuro di un riparo nel fitto di un bosco, più bello di un paesaggio sotto le nuvole gonfie di tramonto.

Mai come quest’anno, mi sembra che Più Libri sia un evento necessario, mai come quest’anno i libri e gli editori non mi sembra troppi, le infinite declinazioni del sapere non mi sembrano eccessive, la cura degli editori non mi sembra un gesto trendy. Mai come quest’anno benedico le scoperte e il lavoro dei piccoli editori, trovo utile e visionaria la capacità di aver organizzato 650 appuntamenti ed ospitato 545 espositori (anche se sembrano molti di più nel colpo d’occhio che accoglie all’ingresso della sala grande al piano terra).

E se il tema di quest’anno è: Per un nuovo umanesimo. Una risposta agli egoismi del nostro tempo, significa che è proprio così, ogni libro ci porta via dallo specchio e aggiunge un po’ di “tu” all’ “io” che ci avvolge ed ogni incontro con l’altro serve a costruire una nuova era.

Basta fermarsi a parlare con gli editori, piccoli e medi; chiedere del loro lavoro, dei loro sforzi, delle difficoltà economiche, dei successi inaspettati, dei grandi libri, degli autori scoperti, della letteratura straniera affidata a fior di traduttori italiani. O, meglio, tradAutori perché  nel tradurre si diventa – come ha detto Simone Barillari – “il segreto scrittore di uno scrittore”, e contemporaneamente si è “al servizio del testo che si traduce, non della propria ispirazione”, come racconta, da sempre,  la scrittrice e traduttrice Gaja Cenciarelli.

Basta fermarsi, soffermarsi, non lasciarsi sfuggire l’incontro, il gancio, lo stupore. Domandare.

Domandare cosa spinge una casa editrice come  – ad esempio – La Lepre Edizioni a credere fermamente nel lavoro di Marcantonio Lucidi, uno straordinario critico teatrale, rispettoso dell’attore e del suo lavoro, pronto a combattere per i diritti e il futuro del Teatro, capace di cogliere scintille luminose nel lavoro di giovani artisti, e di pubblicare un libro che racconta di un viaggio negli ultimi 50 anni di teatro. Un viaggio alla ricerca del meraviglioso sospeso fra teatro e dalla spiritualità.

Chiedere cosa spinge i giovani editori di Tlon Edizioni a raccontarci di meraviglia, spiritualità e a dare spazio ad immaginari in via di costruzione, alle prove tecniche di vita delle nuove generazioni o Edizioni Atlantide a pubblicare libri straordinari, inusuali, ugualmente cari ai cercatori e ai sognatori.

Saranno loro a dare le risposte che traghettano verso una nuova era, verso il nuovo umanesimo vagheggiato dagli organizzatori di Più Libri éPiù Liberi anno 2018.

E, a pensarci bene, anche le statistiche raccontano questo: raccontano la crescita della vendita di libri di fiction italiana (dal 15,9% del 2017 al 16,1%); rimane stabile al 23,9% quella dei libri per bambini e ragazzi e cresce quella della non fiction generale (saggistica, è al 15% delle copie vendute).

Su tutti i libri venduti, una copia su tre è edita da un piccolo o medio editore e tutto contribuisce a trasformare l’editoria dove i primi 100 marchi della piccola e media editoria rappresentano il 69,3% del mercato su oltre 6mila editori complessivi.

E questo accade quando fra autore, editore e lettore si crea un intreccio profondo. Quando il lettore sa che l’autore ha una storia da narrare e non soltanto un prodotto da vendere; quando l’editore ha offerto il meglio delle sue passioni oltre al meglio del suo talento imprenditoriale; quando l’autore ha donato le sue parole, lasciando che queste invadano gli spazi del cuore.

E, dopo, viene tutto il resto.

Isabella Moroni

Isabella Moroni

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

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