Giornata Mondiale del Teatro. A Roma la cultura alza la voce sui versi di Dante

Il 27 marzo è, dal 1961, la Giornata Mondiale del Teatro. Da sessanta anni, dunque, il Teatro viene riconosciuto non solo come bene comune, come elemento culturale trainante, modificante e accogliente, ma questo riconoscimento è istituzionalizzato e celebrato in tutto il mondo.

In tutto il mondo, come la situazione di sospensione, incertezza e confusione che stiamo vivendo.
Un momento difficile – ricorda Helen Mirren, la straordinaria attrice alla quale è stato affidato il messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro di quest’anno – nel quale la quotidiana lotta per sopravvivere in una professione strutturalmente già piena di incertezze, diventa una ricerca della sopravvivenza attraverso l’intelligenza e il coraggio.

Eppure, anche se in tutto il mondo è il giorno del Teatro, non dappertutto l’immaginazione degli artisti sta riuscendo a vincere sulle circostanze. Almeno qui in Italia, dove questo lungo momento ha minato profondamente proprio la voglia di creare, di raccontare, di avere l’energia per vedere il futuro.

Un futuro anche diverso, anche portatore di nuovi linguaggi, anche dimentico di quello che finora è stato (e non è davvero quello che auspichiamo), ma un futuro immaginabile già da oggi.

Invece, quello che sarà dopo gli artisti italiani e, soprattutto gli artisti italiani indipendenti che hanno avuto pochi sostegni e non certo per le loro creazioni, ancora non possono immaginarlo. Sarà ad aprile che torneremo a rappresentare? In estate, forse? A settembre quando, magari, tutti avranno fatto il vaccino? Non è dato di saperlo e questo non aiuta a trovare l’energia e la gioia per lavorare sulle idee.

immagine per Giornata Mondiale del Teatro. A Roma la cultura alza la voce sui versi di DanteBen vengano, certo, tutte le formule alternative, in particolare quelle che si irradiano attraverso il web, ma ora serve una meta che consenta di vedere il nuovo mondo, di cercare gli strumenti per sperimentarlo, di misurarsi con quello che sarà.

Intanto La cultura alza la voce, un progetto che unisce la Giornata Mondiale del Teatro alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante e che sabato 27 marzo attiverà, alle 17,30 sulle diverse piattaforme Facebook (@biblioteche.roma, @argillateatri, @ArtSharing.Roma, @teatrodeicontrari, @Monteverde Attiva,  @teatroportaportese, @BibliotecaVillinoCorsini, @Lorenzo Marinone, etc.) una staffetta dantesca tra le realtà culturali e le associazioni del Municipio XII in diretta streaming dal Teatro dei Contrari.

Ci saranno terzine e narrazioni, musica e ospiti speciali.

Ne parliamo con Isabella Cognatti, donna di teatro, insegnante e ideatrice di questa manifestazione necessaria.

Come è nato questo progetto che unisce Dante al Teatro “dimenticato” e qual è il suo obiettivo?

Il progetto nasce da un’idea mia e di Lorenzo Marinone, di cogliere una doppia opportunità, ossia: la giornata mondiale del teatro, il 27 marzo, e la celebrazione per i 700 anni dalla morte di Dante.
L’obiettivo è farlo attraverso il teatro, le associazioni culturali, e le realtà artistiche e culturali, che gravitano nel Municipo XII, ossia il luogo dove vivo, e lavoro.
Per dare voce ad un settore, ahimè, così colpito e dimenticato.

Tu sei un’insegnante, ma sei anche molto attiva sul territorio. Raccontaci il tuo lavoro nel Municipio e su Roma, la tua visione, i sogni, la poetica che ti guida.

Insegno in una scuola superiore, il Federico Caffé, e mi occupo di teatro all’interno della scuola e sul territorio. Faccio teatro da quando sono bambina.
Le mamme, delle mie compagnette, andavano al parco, mentre la mia, mi portava a teatro.
Ho iniziato ad amare il teatro fin dall’infanzia.
Mi sono laureata in letteratura teatrale, ed ovunque ho insegnato, a Varese, a Lecco, ad Albano, a Roma, ho sempre ritenuto importante, attivare un laboratorio teatrale, oltretutto integrato e ho sempre ritenuto importante, a scuola, parlare di teatro, parlare di cultura.

Vorrei continuare ad operare sul territorio, cercando di creare, anche all’interno delle scuole, dei luoghi di cultura.
La scuola come un centro di aggregazione giovanile e non, aperta sempre.
Aperta al territorio, che possa dialogare con essa e per essa.
Questo sarebbe un meraviglioso sogno.
Una scuola aperta ai cittadini, dove associazioni territoriali, possono appoggiarsi per fare laboratori di musica, di teatro, di arte, di lettura, cineforum etc.

Quante Associazioni, gente di teatro, operatori culturali hanno aderito a questo progetto e qual è l’urgenza più evidente che le accomuna?

Moltissime sono le associazioni e le realtà culturali che hanno aderito a questa iniziativa, più di 30, sia piccole che grandi.Due nomi in particolare, mi hanno lusingato, sono infatti, Nicola Piovani e Piera Degli Esposti.
Tutta questa forte risposta, credo derivi dalla voglia di farsi sentire. Dalla voglia di dire che la cultura, non sia un bene secondario, ma necessario.
Un nutrimento dell’anima, di cui il nostro paese ha bisogno.

Qual è, a tuo avviso, la cosa più importante che occorre fare affinché la cultura possa riprendere la creatività persa in questo lungo anno di sospensione?

Credo sia importante, continuate a fare queste iniziative.
La forza è nella condivisone della bellezza e della ricchezza artistica, nella sinergia positiva tra operatori della cultura.
In una parola: continuare ad Alzare la Voce.
Insieme per costruire, e non per distruggere.
Insieme, per continuare a sognare un mondo poetico.
Sempre e comunque.

Isabella Moroni

Isabella Moroni

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

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