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Magia per La Tempesta. La materia dei sogni e il perdono

di Isabella Moroni

Come abbiamo sempre immaginato (e come sempre lo abbiamo visto rappresentare) il Prospero, Duca di Milano, tradito dal suo stesso fratello e bandito del suo regno, raccontato da William Shakespeare ne La Tempesta, una delle opere più magiche della letteratura e del teatro?

Lo conosciamo mago che può scatenare tempeste e legare gli spiriti dell’aria, nonché sottomettere la prole delle streghe e operare bellezza. Lo conosciamo sul crinale fra la saggezza e la punizione, liquefatto dall’amore per sua figlia Miranda, che con lui o per lui si è salvata dal naufragio dell’esilio; lo conosciamo immerso nei suoi libri che -il più delle volte- abbiamo pensato colmi di simboli, di cabale, di glifi d’altri mondi, di pianeti in rivoluzione, di formule potenti.
E sempre presente e possente sulla scena, con il suo corpo o con i suoi sortilegi.

In Magia per la tempesta lo spettacolo firmato da Viviana Di Bert, in scena al teatro Tordinona di Roma, Prospero ci appare, improvvisamente, maga, donna sapiente e gentile, anche nella sua potenza. Madre stupefatta e dedita ad assolvere il suo compito: riconciliare.

immagine per Anita Pititto e Wolfango Tedeschi. foto Laura Corona
Magia per La Tempesta – Anita Pititto e Wolfango Tedeschi. foto Laura Corona

Mentre la nave affonda fra le grida, le bestemmie e la paura, Prospero – la maga dell’isola – siede fuoriscena, a lato del palco. La sua sagoma si proietta su graffiti di ali.
Nel silenzio che segue il naufragio la sua litania sottile si diffonde sulle cose e sugli spettatori che accompagna ad una lettura tanto simbolica, quanto in parte contemporanea dell’opera shakespeariana.

Questa Prospero dai lunghi capelli è forse stata esiliata perché così accadeva alle donne di sapere, che chiamavano streghe, oppure è il doppio femminile del Prospero pensoso stregone che gioca alla vendetta?

Nell’allestimento simbolico di Di Bert, il mistero del doppio è ancora più evidente che nell’opera originale. Prospero è sottile, eterea, lieve anche nella rabbia, Ariel non vola leggero, ma ha una fisicità terrena, una forza muscolare, una voce piena. Sembrano l’una il ribaltamento dell’altro anche se vivono molto più separatamente e autonomamente di quanto non ci avesse fatto intendere Shakespeare.

immagine per Viviana Di Bert e Silviya Stanoeva foto di Laura Corona
Magia per La Tempesta – Viviana Di Bert e Silviya Stanoeva foto di Laura Corona

I caratteri comici, sono velati di malinconia, come se ci arrivassero attraverso gli occhi di questo nuovo Prospero, e del suo disegno inimmaginabile di riportare la giustizia nel mondo e non nella banalità della loro esistenza; Calibano (reso vivo dall’interpretazione di Rita Gianini), invece, resta a metà fra il mostro e il joker: colonizzato, sì, ma sembra aver perso la poesia di quel suo profondo desiderio di libertà.

Sorprendente il personaggio di Miranda, interpretato dall’attrice bulgara Silviya Stanoeva, che incarna lo stupore. Non tanto quello della giovinetta cresciuta lontano dagli esseri umani della sua specie, quanto quello dello straniero che si trova improvvisamente a vivere in un mondo altro.

Il suo italiano incerto che si trasforma in una cascata di parole in lingua madre, quando un sentimento prende il sopravvento, è come una finestra spalancata sulla contemporaneità, sulla nostra diffidenza nei confronti dello straniero che molte volte si trasforma in ostilità e disprezzo

Miranda, però, si fa voler bene, forse per la magia di Prospero o forse per la sua spontaneità e la sua lingua diventa un inserto musicale, non diverso dai brani classici che punteggiano lo spettacolo.

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Magia per La Tempesta – in piedi Sharon Nannini a terra Stefano Pompili Rossini. foto di Laura Corona

La regia di Viviana di Bert ha voluto esplorare significati contemporanei provando a guardare il mondo attraverso la possibile lente della magia, degli archetipi classici e di come questi non perdono mai potere e presenza nel dialogo fra umani e fra civiltà.

Ogni epoca riporta le stesse domande ed è sempre più avara di risposte. Lo spettacolo, alla fine si arrotola e si dipana come un fuso sul significato profondo del per-dono che porta al risveglio delle coscienze.

E anche se, in questo momento di distruzione, ci riesce difficile credere ad una residua speranza, il solo raccontare diventa necessario e, probabilmente, l’unica possibilità che abbiamo di opporci al potere, all’avidità, all’ignoranza e alla manipolazione.

Magia per la Tempesta appare come un racconto corale che segue, usa e, a volte, ribalta il testo di Shakespeare; alcuni personaggi si modificano e, forse, non si evolvono, ma comunque testimoniano.

Il significato è racchiuso nel soffio magico di Prospero (forse troppo prudente nel dimostrare con consapevolezza la sua impronta femminile) che cerca senza sosta di comunicare la speranza di un cambiamento del mondo.

È vero: “Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata dal sonno”, ma possiamo reagire non abbandonarci al caso o all’oblio perché abbiamo da millenni bisogno di vivere liberi e, possibilmente felici prima che “Il grande globo stesso, sì, e tutto quello che contiene, si dissolverà, e, come questa parata insostanziale svanita, non lascerà dietro di sé nemmeno uno strascico di nube“.

 

MAGIA per la LA TEMPESTA
Lo spettacolo del Naufragio e della Rinascita

  • Regia riduzione da Shakespeare e idea scenica di Viviana Di Bert
  • Interpreti
    Anita Pititto: Stefano & Alonso
    Anthony Rosa: Trinculo
    Rita Gianini: Calibano
    Sharon Nannini: Ariel in presenza
    Silviya Stanoeva: Miranda
    Stefano Pompili Rossini: Ferdinando
    Teresa Vanessa Topazio: Ariel in video
    Viviana Di Bert: Prospero
    Wolfango Tedeschi: Antonio
  • Costumi: Alessandra Milani
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Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

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