È un libro commovente, emozionante Il fazzoletto di stoffa (Kinetes Edizioni) di Antonella Rizzo. Uno scrigno di racconti. Una silloge di gioielli, ciascuno sbalzato su figure di donna sempre sul limite dell’immaginario (anche se, a onor del vero uno dei racconti è modulato su un uomo, l’uomo della quarantena…).
Ognuna di queste donne sembra non essere altro che un frammento di noi stesse. Oppure un’amica fidata (o infida, se si vuole), ma conosciuta nelle pieghe più profonde della sua anima.
Olivia, con i ricordi di quasi trent’anni di stagioni che sanno di mare. Ripete i gesti scolpiti nell’anima di tutte quelle noi che hanno cominciato nel suo stesso decennio, o forse dieci o venti anni prima, quando i piccoli Pietro potevano chiamarsi Stefano o Corrado; le amiche delle spiagge nudiste Elena o Loredana, o Carla e così via fra esperienze replicate, marine differenti e ultime onde che portano i racconti necessari a diventare grandi.
La Venere dell’Ufficio Cessioni del Quinto, che all’ennesimo scoglio burocratico, s’immerge nei fasti della Roma sotterranea e acquatica. Anche lei sul limitare di quegli arcaici graffiti dell’anima che possono far smarrire la via del ritorno.
Anastasia. Sì, perché il mistero della sorte della giovane graduchessa Romanov, non ci ha mai abbandonate. E non ha mai abbandonato questa Anastasia, nonostante i suoi amuleti di Tavor, Litio e Serenase; nonostante le pareti spoglie e scrostate delle stanze del sogno. Della cella in Psichiatria.
E poi c’è Venere quella vera, Afrodite insomma, che conosce un Sigmund Freud allegro, disponibile, migliore di tutti gli uomini della Storia e della Mitologia capaci solo di meschini abbandoni; che riesce a renderla libera di accettare che la vita sia un insieme di “stranezze, ombre e armonie“.
E man mano che ci addentriamo nella lettura, ci accorgiamo che stiamo percorrendo un’unica storia quella della nostra interiorità, quella della parità ideale che ci permette di essere in linea con le nostre vite, anche con quelle più straordinarie.
Antonella Rizzo è una poeta capace, con i suoi versi, di sbalzare le parole e cambiare forma agli attimi, ma quando scrive in prosa compone quotidianità asciutte e teatrali. Mette gli uni accanto agli altri riflessi e riflessioni, invenzioni e quotidianità, invisibilità e interiorità attingendo ad una borsa di strumenti sacri e a un fiato letterario e musicale sempre reale, chiaro, accecante. Anche quando parla di oscurità.
È un libro breve (putroppo). E denso. Riempie anche i vuoti più antichi.
E, alla fine, ci resta la certezza che, pur se i sentimenti ci rendono unici, le vite dei più sono simili, come le esperienze fatte perché viviamo in una collettività che giorno dopo giorno si scambia la pelle.
E questo non lo dobbiamo mai dimenticare.
Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni
- Isabella Moroni









