Si presentano una alla volta, precedute dal loro solo nome le sette donne di Sulle ginocchia di Ananke canto il tuo nome (Kromato Edizioni), opera piena di dolore e di luce di Evelina Barone.
Ananke, la madre delle Moire, Ananke la dea del destino, del fato, della necessità, sulle cui ginocchia è deposto il fuso della vita.
Attorno a lei le tre figlie Lachesi, Cloto e Atropo, filatrici e tessitrici di esistenze. La prima canta il passato e lo custodisce; Cloto racconta il presente: tesse la via e il disegno di ogni giorno. Atropo gira il fuso con la sinistra conducendo il filo del futuro. Finché ne rimane.
Sorrette dalle soccorrevoli e fragili mani delle Moire, gli occhi puntati sulla inarrestabile forza di Ananke, le donne di Evelina Barone escono da un oggi che appare disperato, vestite del loro nome che, come tutti i popoli antichi sapevano, è il segno distintivo di coloro che vivono.
Il nome conosce, vibra, ritrova. Il nome è soffio vitale. In principio era il nome ed era pensato come l’augurio del destino. L’augurio di Ananke.
Esce dal buio Elena sul limitare del morire, marchiata dal morire altrui che pesa come una colpa inesistente, ma che scolpisce il sentire. Una ragazza interrotta, si proclama lei stessa, che ha perso ogni parte di sé. La cullano le Moire e balena, nel suo esistere, un perché. Il perché di tanta sofferenza.
Un perché diverso da quello di Maria, ostaggio di una famiglia sperduta e divorante, fino a rimanere vittima della malattia. Le Moire celebrano la sua luce, la speranza, il suo essere bontà. Anche questa è una delle facce del dolore.
E così donna dopo donna, si presenteranno alla ribalta Ana bambina venuta da lontano e separata dalla sua matrice per questioni che non capiremo mai. Burocratiche si chiamano.
Nunzia, inquieta e affamata d’amore, Sara arresa alla violenza e alla negazione di sé, Marta nel suo raccapricciante canto di lotta contro la vita che le cresceva dentro, dilaniandola poi per prendersi lo spazio dell’esistenza e infine, Francesca separata da sé stessa dall’incredulità della violenza.
Per ognuna di loro, per ciascun nome, le Moire, pregano Ananke affinché il fato sia giusto nella sua fin troppo evidente ingiustizia.
Sono donne reali quelle cantate da Evelina Barone con la sua prosa appassionata, con la sua scrittura ispirata dalla necessità di cui Ananke è personificazione. Sono donne che ha conosciuto nel suo cammino, nel suo lavoro, nella sua terra di Sicilia. Quella terra magica dove tutto è possibile e dove ha imparato che anche il male serve a definirci, a dare senso e valore alla vita. A intravedere la felicità e a farla brillare.
Non è facile ascoltare questo quando si ha la vita immersa nel dolore e nel degrado, quando si crede di aver perso tutto, quando si sta per essere strappati dagli affetti o quando non rimane altro che la rabbia. Eppure, se si riesce a credere che non siamo quello a cui ci chiedono di assomigliare, bensì quello che la vita ci riserva; che siamo desiderio e speranza e disillusione e respiro profondo allora scopriamo che la nostra storia ci dà tutti li strumenti per la comprensione, la compassione e la cura.
È questo il modo in cui ogni vita si trasforma nel canto stesso della propria esistenza. Quel canto che riscalda e protegge.
Il dolore delle donne sorrette dalle Moire è quasi un coro di guarigione per tutti noi.
Sulle ginocchia di Ananke canto il tuo nome è un libro colmo di poesia anche se il suo contenuto, così forte, si trasforma in pugni sull’anima. La scrittura però infonde luce al lettore e al mondo che lo circonda. La scrittura di Evelina Barone è magia. È una chiave per scoprire l’interiorità più profonda, antica, oscura e invaderla di possibilità, di significato e, guardando in alto, anche di splendore.
In copertina la Pandora, dell’illustratrice sciclitana Mistinguett.

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.










Una risposta
Una interpretazione molto profonda di sentimenti mi complimento con l’autrice