Letteratura inaspettata #47. Pane e saline di Rita Caramma

Quanto è ancora attuale il senso di appartenenza alla propria terra, alle radici, anche nel vortice del cambiamento? E quanto la vita non smette mai di avere quel retrogusto amaro che ne vena anche i momenti migliori. E cosa può curare l’amaro e la nostalgia se non il ricordo? Il ricordo che cura, più potente di ogni altro rimedio.
Pane e Saline di Rita Caramma, edito da Casta Editore è tutti questi pensieri che si fanno storia, che si fanno esseri umani, che diventano famiglia e, dalla Sicilia culla, madre e matrigna, si palesano come vita collettiva nel momento della rinascita di una Nazione.

Con una scrittura benedetta dalla memoria delle piccole cose, con una voce alta e ritmata come quella dei cuntastorie isolani, Pane e Saline apre il sipario sulla magica opera della quotidianità, dell’identità, della necessità delle piccole cose, della forza del saper scegliere i sentimenti puri.

immagine per rita caramma pane e saline
Rita Caramma, Pane e saline

Natalino, il protagonista, dopo aver tanto riflettuto, dopo aver ascoltato tutti i fratelli già emigrati, dopo aver avuto la benedizione della moglie e il silenzioso viatico dei figli, decide di raggiungere l’Argentina.

La Terra Promessa, quella Merica che aveva già accolto buona parte della gioventù del sud d’Italia.

E mentre Natalino lavora assieme a suo fratello risuolando scarpe con una nostalgia e una tristezza più forti di chiodi e colla, i suoi arnesi di lavoro; mentre l’assenza della sua terra lo fa ammalare e mentre decide di tornare, l’Italia sta vivendo il suo periodo di splendore. Tutto rinasce, ci sono denari, c’è lavoro, c’è la prima forma di emancipazione, c’è la trasformazione.

L’Italia cambia, forse migliora, ma questo non aiuterà Natalino a reinserirsi.

Il suo cuore resterà imbrigliato nel ricordo di un passato, nel rimpianto della sua giovinezza che era colma di stupore e di semplicità. Dal dubbio perenne e dall’isolamento, lo salverà l’amore della sua famiglia, di sua moglie e la dignità infinita che lo distingue.

Rita Caramma si pone come cronista di un’epoca, la sua narrazione è tessuta di ricordi, di sensazioni provate, di infanzia libera lì dove il sale brilla nel sole e il mare risciacqua le sponde. Di giovinezza sorretta dall’amicizia, dal lavoro e dal diventare uomini.

Di tutto questo, Caramma è testimone, creatrice e evocatrice, come un’antica sapiente che tragga dalla terra e dalle orme che il tempo vi imprime, un vaticinio: il passato ha il peso specifico dell’umanità stessa, il presente la levità di una piuma.

Isabella Moroni

Isabella Moroni

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

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