ultimi articoli dell'autore

Luna Lesa. Flavia Ermetes racconta come è possibile essere felici in questa vita

di Isabella Moroni

In Luna Lesa. Il gioco dei doni (La Lepre Edizioni), Flavia Ermetes disegna una strada che affascina e il lettore e lo fa suo complice. Non è possibile smettere di seguire il sentiero, tornare indietro, tagliare per il bosco; non resta che passare attraverso le porte aperte da Olimpia Luna, la protagonista.

immagine per copertina libro Luna Lesa - Il gioco dei doni, Flavia Ermetes -
Luna Lesa – Il gioco dei doni, Flavia Ermetes

 

Accompagnano il viaggio Emily Dickinson, i doni, una serra scrigno di segreti e risposte, un giardiniere, la pianta dello stramonio, erba rituale detta del diavolo, la stanza del te dove giocare a Go, il complesso e strategico gioco della vita, della morte e della via spirituale.

E poi Joe, l’uomo, il guerriero dell’infinito, il magico catalizzatore di avventura, rabbia, stupore e mitologie; il principe azzurro dallo scellerato passato, forse ormai redento.
Il portatore sano di un amore tanto idealizzato quanto instabile, capace di dare o prendersi colpe inesistenti nella realtà, eppure vivide nella narrazione di ogni devozione eroica.

Olimpia Luna, giovane donna strappata al suo mondo irreale, ci porta dentro un amore grande e difficile, dentro la sua vita sperduta, dentro le sfaccettature degli esseri reali o immaginari che la circondano. Ci porta dentro noi stessi che con lei condividiamo ricerche interiori e pregressi familiari.

Olimpia e Joe sperimentano insieme come crescere e provare a fiorire, anche se il laccio che li lega impedirà loro di diventare grandi insieme. Dovranno farlo separatamente, dovranno separarsi e morire. Realmente o spiritualmente.
Dipende dal destino. Dipende, come direbbero le grandi teologie, dalle tue azioni, da quello che hai fatto e pensato e detto.

Poi c’è l’incontro, con quel giardiniere che le offre, senza che lei riesca nell’immediatezza a comprenderlo, gli strumenti luminosi della rivoluzione personale: un mantra, un libricino da preghiera e un mandala.

“La persona che si preoccupa per te mi ha chiesto di aiutarti a sfidare il tuo karma per cambiarlo, se tu lo vorrai. Se conserverai curiosità e stupore per la vita, allora sarà questa la tua nuova bruciante passione”.

Olimpia lo farà e, inciampo dopo inciampo, trasformazione dopo trasformazione, troverà la chiave per andare oltre quella luna lesa, quella ferita astrale che disegna  il luogo simbolico della straordinarietà e l’accomuna all’uomo amato.

Troverà anche il coraggio di mostrare i suoi pensieri, di intraprendere azioni e decisioni e di comprendere la pace che il Buddhismo insegna:

“Quando si comincia a sentire nel profondo della nostra vita la realtà dell’origine dipendente e a capire che siamo parte di un tutto dinamico, svanisce l’impulso a intraprendere conflitti e guerre e anche quel senso di isolamento che causa tanta sofferenza”

Flavia Ermetes scrive con la lievità della conoscenza, dell’equilibrio e della ritrovata semplicità. Scrive costruendo mondi e avvolgendo i lettori con il suo stile tanto sognante quanto letterariamente forte, con parole lavorate nella loro fragile materia e accadimenti intricati come in un giallo psicologico.

immagine per Flavia Ermetes
Flavia Ermetes

Come è possibile non ritrovarsi nei misteri dell’anima che forgiano Olimpia e che, a volte la rendono prigioniera, altre sono pietre miliari di una liberazione che dobbiamo  guadagnarci mettendo in gioco tutti noi stessi?

Che sia un mantra buddhista, il gioco del go, o un’illuminazione mistica, si può arrivare a raccontare il dolore e l’angoscia come strade e il proprio percorso come una fiaba dove gli “aiutanti magici” non sono altro che quegli strumenti, differenti per ciascuno di noi, ma che a tutti sono dati per accettare e, quasi sempre, superare l’ineluttabilità dell’esistenza.

+ ARTICOLI

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *