Scendere i due gradini che aprono l’ingresso a Teatrosophia è, comunque, una specie di rito. Che tu sia pronto a vedere uno spettacolo comico, una storia d’amore, un immaginario cantato o danzato.
Per Aeterno Dorian Club, però, l’immedesimazione diventa palpabile già nell’attimo in cui, il gentile ragazzo che ti ha accolto alla cassa, con una mossa da teatrante esperto, si trasforma in un anfitrione decadente e di gran stile che, fra una raccomandazione e una spiegazione ti rende non solo spettatore, ma attore dello stesso spettacolo che stai per vedere.

Il ritratto di Dorian Gray è, nella letteratura gotica, il romanzo che rispecchia l’assoluto della filosofia, l’esaltazione dell’arte, il disprezzo dell’ipocrisia sociale; nello spettacolo di Matteo Fasanella il protagonista (il bellissimo, tormentato e allusivo Costantino Seghi) mantiene intatte le sue prerogative e, in più, le rende contemporanee, coinvolgenti.
Rinchiuso nel suo Club da oltre 135 anni, Dorian non ha mai voluto vedere tutto quel mondo che entrava lì dentro solo per poterlo incontrare, per essere certo che davvero esistesse; che esistesse ancora e fosse sempre giovane e bello. Ora, invece, ci accoglie personalmente, mentre attorno le luci psichedeliche e la musica martellante rendono tutto fluorescente, anche il suo fastidio per la noia e l’ansia e forse il dolore della vita. “Cosa possiamo fare per te Dorian?” chiedono le due ballerine di lap dance che serpeggiano in sala. “Uccidetemi!” risponde lui in quella che è la dichiarazione dell’orrore dell’immortalità.
Una richiesta che non potrà mai essere esaudita.
In questa serata al Dorian Club tornano ad incontrarlo i personaggi del suo passato (i protagonisti del romanzo, Basil Hallward, Lord Henry Wotton, Sybil Vane…) ma anche quelli del nostro ieri.
Quelli che, a ben guardare, hanno con lui qualcosa in comune, qualcosa di sfumato, un tentativo di perseguire una strada estetica o forse una liberazione dalla banalità dell’esistenza: Zelda Fitzgerald, Andy Warol, Virginia Woolf, David Bowie, John Lennon.

Lo spettacolo, uscendo fuori dall’imprinting faustiano del conflitto fra edonismo e moralità, è uno scrigno di sensazioni, ricordi, immagini, chiavi che aprono porte. Molti degli aforismi che costellano il romanzo di Oscar Wilde diventano incipit di scene, di incontri, di soluzioni o di stasi.
Questo Dorian non ammicca alla disolutezza, alle iperboli, vorrebbe provare sentimenti che non gli è dato avere. Ciascuno dei personaggi che incontra, in qualche modo appare con una forza più coinvolgente di lui. La loro filosofia brilla mentre quella di Dorian s’inabissa.
Gli attori, tutti molto bravi e ciascuno con un suo segno particolare, hanno il gusto del ritmo e dei tempi nella recitazione che il più delle volte è accentuata, curata, riconoscibile. Appaiono e scompaiono, cambiano d’abito, si confrontano senza concedere più di tanto alla storia che tutti conosciamo e che, qui diventa uno spunto, un motivo per indagare le necessità e i vuoti di un oggi complesso e mai sperimentato prima.
Dorian Gray è vivo e la sua storia ci offre un vero e proprio viatico per affrontare il presente con un’unica certezza, quella che viene ribadita dallo stesso Oscar Wilde, che ha la voce di Gianni De Feo: è solo dell’arte ad essere eterna e immutabile.
AETERNO DORIAN CLUB
una visione da “Il Ritratto di Dorian Gray di OSCAR WILDE.
Dark Side Lab Theatre Company
Drammaturgia e regia: Matteo Fasanella
Con: Costantino Seghi, Diana Forlani, Sabrina Sacchelli, Nicolò Berti, Lorenzo Martinelli
Voce off: Gianni De Feo
Aiuto regia: Virna Zorzan
Allestimento scenico: Alessio Giusto
Costumi: Nicolò Berti
Assistente alla regia: Vivian Guarnieri
Coreografia: Valentina Falanga
dal 26 al 30 novembre 2025
da mecoledì a venerdì – ore 21:00 – Sabato e domenica – ore 18:00
Teatrosophia – Via della Vetrina, 7 – Roma
Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

