Roma è una città dove i teatri indipendenti sono in continua evoluzione: cambiano, si evolvono, chiudono, ne aprono di nuovi. Si sperimentano vie, ricerche, semplici mise en espace, grandi progetti.
In questa visione dinamica, pochi sono i teatri che restano nel cuore o, semplicemente, che rappresentano un punto fermo se si vuole trovare qualità, idee, accoglienza, possibilità.
Teatrosophia è esattamente questo. Un luogo privilegiato, dove si possono trovare sguardi artistici mai banali. Spesso esordienti, a volte difficili, ma anche comici o poetici o carichi di significato e coinvolgimento.
Grazie a Guido Lomoro che lo ha immaginato, voluto e fatto nascere appena prima della pandemia e poi fatto risorgere e curato assieme al suo staff al femminile (Marta Iacopini, Maria Concetta Borgese, Ilenia Costanza, Lorena Vetro, Alessandra Di Tommaso e, per il settore tecnico, Gloria Mancuso) oggi a Roma è possibile trovare a Teatrosophia, il luogo dello scambio e dell’attenzione e – come augura lo stesso Guido Lomoro – partire assieme per un viaggio che vuole innovare non solo nei contenuti, ma anche nel servizio al pubblico (le novità di quest’anno saranno la maggior durata delle repliche e la prenotazione e il tesseramento on line) che, comunque, non mancherà di poter socializzare e conoscere i protagonisti nel dopo spettacolo.
Ma cosa ci proporrà la nuova stagione che vedremo nel cuore del teatro che sorge nel cuore di Roma?
Si parte con Storygram, in scena il 3, 4, 5 e 6 ottobre. Uno spettacolo-concerto con i testi di Collettivo Socrates. Ideazione scenica: Alberto Bellandi, Giulia Bornacin, Emanuele Di Giacomo. In scena vedremo Giulia Bornacin (Voci e percussioni) e
Simone Martino e Amedeo Monda (Voci e strumenti).
In un mondo in cui tutti giocano e condividono immagini in modo frenetico, si è cercato di fermare la centrifuga del tempo e di analizzare alcune immagini che sono riuscite ad attraversare indenni la storia fino a diventare delle icone. Storie, a volte vere, a volte inventate da poter veramente condividere: viso a viso, corpo a corpo. Un insieme di esercizi di stile, musica, luci, giochi di parole e di corpi che vogliono fermare il tempo per un viaggio leggero e coinvolgente tra racconti e cantautorato italiano e d’oltre oceano che possa restare anche po’ nella memoria…
Dal 10 al 13 ottobre gli artisti della Dark Side Theatre Company tornano con uno spettacolo inedito: Cento Lire, scritto e interpretato da Matteo Fasanella e Lorenzo
Martinelli, per la regia è di Matteo Fasanella.
Due fratelli, diversi tra loro, si ritrovano in un momento tragico. In un clima a tratti dissacrante, tra scontri e momenti di ilarità, riusciranno a portare a galla le verità nascoste sotto l’incomunicabilità di tutta una vita. Come rami di un albero, due fratelli condividono le radici, ma esplorano cieli diversi. Il lutto, esperienza anch’essa doppia, intima e sociale insieme, li costringe alla scomodità dell’incontro, apre una possibilità di dialogo, anche se ognuno rischia di rimanere l’unico interlocutore di sé stesso.
Gianni De Feo torna a Teatrosophia ma questa volta in veste attoriale oltre che registica. Dal 17 al 20 ottobre sarà in scena insieme ad Alessandra Ferro, con Metus Noctis (la paura della notte) di Roberto Russo. La regia è dello stesso De Feo.
La separazione tra Realtà e Sogno/Incubo è intuitiva e assolutamente palpabile. Ma cosa accadrebbe se il diaframma tra le due dimensioni si assottigliasse fino a scomparire? È quanto accade una notte a Nino Ceccarelli, una vita vissuta ai margini in una squallida periferia di Roma Nord tra povertà, disagio e degrado morale, che vede materializzarsi in capo al suo letto un’inquietante figura femminile dalle molteplici forme e personalità. Tra preghiere, confronti e sconcertanti svelamenti, apparirà palpabile la vera dimensione di un Incubo molto più reale di quanto ci si potesse attendere. Tra i due un braccio di ferro che ribalterà di volta in volta i rispettivi ruoli. Un noir dalle forti tinte surreali sulla vera ed insopprimibile sostanza del Male.
Dal 24 al 27 ottobre l’atteso ritorno di una produzione Teatrosophia dopo l’eccezionale riscontro di pubblico e critica ottenuto nella scorsa stagione. Liberamente tratto da Shakespeare family di Giuseppe Manfridi, Giada Arigoni, Lorenzo Mangano, Alessio Corso, Manuel Gentile, Alessandro Cazzaniga porteranno in scena I figli del poeta. Adattamento e regia: Guido Lomoro. Coreografie e movimenti scenici: Maria Concetta Borgese
I 5 giovani e talentuosi attori si confrontano con più cifre drammaturgiche (classica, contemporanea e poetica) e con l’espressività corporea in un connubio di parola e movimento.
Giulietta, Romeo, Mercuzio, Frate Lorenzo, Baldassarre. Si ritrovano in un non luogo senza tempo. Ognuno di loro rifletterà sul proprio agire uniti da un comune senso di colpa provocato da una domanda: poteva essere evitato quel tragico finale? E poi. Perché ora si ritrovano in questo non luogo? Che senso ha? La risposta è nel titolo: figli del poeta. Ed è nel pubblico, eterno spettatore e lettore dell’intramontabile storia “di Giulietta e del suo Romeo”.
Due giovani artisti di indubbio talento fanno il loro ingresso sul palcoscenico di Teatrosophia: Nicola Lorusso e Giulio Macrì che hanno scritto, diretto e interpretato Memori, che andrà in scena dal 7 al 10 novembre.
Il racconto di due anime disperse nel silenzio, alla disperata ricerca della propria identità. Frugano nel passato inseguendo la reminiscenza di quell’istante che ha stravolto il loro esistere. Catapultati in un possibile giorno del giudizio, immaginano di avere di fronte a sé un dio da cui poter finalmente esigere risposta a tutti gli interrogativi irrisolti delle loro vite. Lo spettatore è immerso in una bolla in cui l’istante può diventare eterno e allo stesso tempo effimero. L’idea è quella di uno spazio che sia “in movimento”. L’apporto del sonoro è parte integrante del disegno drammaturgico. Gli estratti danzati creano vere e proprie epifanie, in cui ritrovare piccole briciole di verità.
Dal 14 al 17 novembre torna, con un testo totalmente inedito, Antonio Mocciola che propone Adelaide, Marchesa Leopardi con Giorgia Filanti, Francesco Giannotti e Lorenzo Mereu per la regia di Giorgia Filanti.
Austera, severa, avara, bigotta. È l’immagine che la storia ha divulgato di Adelaide Antici, madre di Giacomo Leopardi. Ma cosa si nasconde dietro le ossessioni e le nevrosi di una donna che tanto ha influito sullo sguardo del celebre figlio? E che rapporto c’era con Monaldo, uomo coltissimo, spendaccione, stralunato, certamente più empatico col poeta? Sopravvissuta a quasi tutti i suoi figli, Adelaide occupa, suo malgrado e di riflesso, un posto fondamentale nella letteratura italiana. La sua lunga e tormentata vita è al centro dello spettacolo, un testo che toglie i veli agli inquietanti, opachi interni di un nobile palazzo di Recanati, il “natio borgo selvaggio” che Giacomo Leopardi tanto detestava…
Attrice, autrice e drammaturga poliglotta, Caroline Pagani presenterà per la prima volta a Teatrosophia Luxurias del quale ha scritto il testo ed ha curato la regia assieme a Filippo Bruschi. In scena dal 21 al 24 novembre.
Una donna, perseguitata dalle immagini di un uomo e di un pugnale, va da uno sciamano per capire l’origine delle proprie visioni. Attraverso un viaggio di regressione ipnotica, scopre che la sua anima ha abitato il corpo di Francesca da Rimini che ancora continua a vivere in lei. Siamo nel girone dantesco dei lussuriosi, in cui i personaggi di Dante dialogano con donne della Storia e donne contemporanee. Francesca rivive la propria vicenda, in bilico fra passione reale e finzione letteraria e, trascinata nel vortice di un incessante flusso di coscienza, dialoga con Dante, col pubblico, col futuro, invoca e assume le forme di grandi donne moderne e contemporanee: Eleonora Duse, Franca Valeri e la Monnalisa del porno: Moana.
Sulla scia delle produzioni di Teatrosophia che l’anno scorso hanno avuto grande successo, torna la co-produzione I Vetri blu/Teatrosophia/La Parabola È semplice in scena dal 27 novembre al 1 dicembre. Commedia scritta da Ilenia Costanza che è anche grande protagonista in scena insieme alla bravissima Marta Iacopini e alla sorprendente Lorena Vetro. Quest’ultima è anche autrice delle musiche suonate dal vivo ed interprete di grande spessore.
Emma ha lasciato la sua vita londinese per rimettere in piedi lo storico night club romano dei suoi genitori per prendersi cura di Andrea, sua sorella, quarantenne, autistica, quasi estranea, e probabilmente delusa da quella sorella maggiore e a cinquant’anni suonati si ritrova in un mondo che non le appartiene più. Alice invece i cinquanta li ha anche superati; attrice talentuosa, donna più o meno risolta, sagace e briosa, ha bisogno di “cambiare aria” e cerca lavoro nella capitale. Ma un acquazzone autunnale scompiglia le loro labili certezze e ne incasina le priorità.
Sarà Andrea, seppur nel suo – a tratti assordante – silenzio, a guidare la storia attraverso le sue emozioni, i suoi occhi e la sua musica; sarà lei a riscoprire (o scoprire) l’amore per la sorella e perfino a conquistarne l’affetto. E sarà lei a scandire il tic tac del cuore del pubblico.
Torna anche il Teatro Multilingue, l’unica compagnia che crea spettacoli recitati in più lingue contemporaneamente e che continua a mietere successi in tutta Europa. La prima delle due produzioni con cui sarà presente nel nuovo cartellone è A lucky siesta, dal 12 al 15 dicembre. Autore del testo è Francesco Baj. La regia è di Flavio Marigliani. Le protagoniste sono: Martina Angelucci, Felipe Jaroba, Duné Medros, Tracy Walsh Caputo.
Una ragazza romana appena rientrata in città, il suo ragazzo cileno che l’ha seguita, un’americana più grande di loro in cerca di una nuova vita e, da qualche settimana, una ragazza dalla Francia di origini iraniane… una barzelletta? No, i quattro improbabili coinquilini in un appartamento del centro di Roma. Per scherzo giocano al lotto, e vincono, ma lo scherzo finisce quando, al risveglio dopo una notte di baldorie, il biglietto vincente è scomparso. Chi ce l’ha? inizia così un viaggio, multilingue, attraverso la penisola, dalla Città Eterna verso nord, per attraversare le Alpi…
Chiude la prima parte della nuova stagione La Compagnia Australe, un gruppo di giovani e talentuosi artisti in scena con lo spettacolo Nevischio dal 19 al 22 dicembre. Autori della drammaturgia sono: Daniele Veroli e Elena Cifola. La regia è di Matteo Fasanella. In scena: Antonio Buonocunto, Carmelita Luciani, Nunzia Ambrosio, Marianna Petronzi, Lorenzo Martinelli.
Tre sorelle costrette a passare insieme 24 ore ogni anno. Questo incontro è l’unica condizione per poter usufruire dell’eredità materna. Nelle ultime 24 ore prima di poter finalmente ricevere l’eredità, le sorelle si riuniscono nella casa di una delle tre, Anna. Ma una violenta tempesta di neve le costringe a trascorrere più tempo del previsto insieme, e così sono obbligate a confrontarsi, facendo emergere segreti e verità nascoste da tempo. Scopriranno lati sconosciuti l’una dell’altra e saranno costrette a fare i conti con il loro passato e il legame familiare che le unisce.
Sarà Mauro Toscanelli, artista di calibro della scena teatrale romana ad aprire la seconda parte della nuova stagione. Lo farà con un impegnativo ed intenso monologo, Il Natale di Harry di Steven Berkoff dal 16 al 19 gennaio. La regia è di Antonio Foti.
Harryè fortemente attratto da una parodia di vita, priva di sentimenti e ricca di egoismo. Ma quando la solitudine si rivela una realtà perché i suoi rapporti si sono svuotati di significato e si sono ridotti a grottesca e comica ripetitività, allora, e solo allora, si rende conto della sua totale chiusura verso il mondo intero. Mancano quattro giorni al Natale e la paura di restare in completa solitudine, lo porterà ad analizzare tutta la sua esistenza.
Dal 23 al 26 gennaio e dal 30 gennaio al 2 febbraio va il scena la nuovissima produzione firmata Teatrosophia: Bianco (il volto di Jackson Pollock e Lee Krasner), un testo inedito scritto da Marco Buzzi Maresca per due attori potenti: Serena Borelli e Gianni De Feo, quest’ultimo anche regista dello spettacolo con i preziosi interventi musicali di Theo Allegretti e la cura coreografica di Maria Concetta Borgese che avrà anche il ruolo di aiuto regia.
Sullo sfondo l’America degli anni ’40/’50, delle infinite pianure, degli infiniti oceani, del jazz e della bomba di Hiroshima. Del New Deal ma anche dell’incipiente caccia alle streghe del maccartismo. È l’America delle vicende eroiche dell’avanguardia artistica che migrava dall’Europa al nuovo mondo. Questo è il palcoscenico silente del tormento di Jackson Pollock, il gigante dell’espressionismo astratto e dell’action painting. Sul bianco delle tele, sul bianco del silenzio, sul bianco di una solitudine infinita, Jackson Pollock e Lee Krasner urlano, danzano, sussurrano la loro simbiosi, il loro amore, il loro disperato lento allontanarsi. E mentre la nave si inabissa, Lee Krasner – compagna e artista non meno importante – parte per la propria tristezza. Nasce. Rinasce a se stessa.
Indiscusso protagonista della scena teatrale romana, Antonello Avallone fa il suo ingresso a Teatrosophia portando una storia d’amore, deliziosa e comicissima. Si tratta di Misdirected (Maleindirizzata) di Joe Borini. È lo stesso Avallone a dirigerla. In scena con lui Francesca Cati.
Storia d’amore ambientata nel Far West. Alla fine dell’Ottocento in una vecchia baracca nel deserto del Nevada, una zitella di buona famiglia, arrivata nell’ovest per prendere marito, sbaglia indirizzo e viene a sconvolgere la vita di un rude cow-boy che vive isolato dal mondo da più di cinque anni, in compagnia del suo cane da caccia e del suo cavallo.
Gli artisti della Dark Side Theatre Company tornano nella seconda parte della stagione con uno spettacolo “storico” che sarà in scena per ben 10 repliche. Si tratta di Giovanna Dark tratto da: A. Birkin, L. Besson, G. B. Shaw che occuperà (e sconvolgerà) il palcoscenico dal 19 al 23 febbraio e dal 26 febbraio al 2 marzo. Con: Virna Zorzan, Alessio Giusto, Pietro Bovi, Lorenzo Martinelli, Diana Forlani, Matteo Fasanella e Guido Lomoro. A dirigere la lunga schiera degli attori Matteo Fasanella.
Visionaria? Eretica? Medium? Condottiera? Strega? Santa, 478 anni dopo. Giovanna D’arco, la Pulzella d’Orlèans, nel periodo più infuocato della “Guerra dei Cent’anni”, riuscì a farsi accreditare presso la corte francese grazie a un carisma straordinario. Condusse varie offensive contro gli inglesi e ottenne due storiche vittorie ad Orlèans e a Patay, permettendo all’esercito francese di conquistare il territorio fino a Reims e al Delfino di Francia di diventare re Carlo VII. Ma chi era davvero Giovanna D’arco? Cosa muoveva la sua passione? Uno dei personaggi più sofisticati e misteriosi della storia dell’umanità, sempre in bilico tra oscuro e divino.
Torna, per il terzo anno consecutivo, la Compagnia Ars 29 che vedremo dal 6 al 9 marzo in una nuova produzione con un lunghissimo titolo: Storia di un singolo che diventa improvvisamente duo e poi trio (Manuale per la sopravvivenza). Scritto e diretto da Massimiliano Auci. Con Giorgia Serrao e Massimiliano Auci.
Cosa succede quando due attori decidono di mettere su famiglia in un paese come l’Italia? La linea che divide l’amore per il proprio lavoro e l’amore per la propria famiglia potrebbe allargarsi fino a diventare un confine invalicabile, o potrebbe diventare un ponte per la nostra felicità? Le vicende personali e professionali di Max e Giorgia si scontrano e si intrecciano nella commedia della vita, mettendoli davanti alla grande differenza tra realtà e Teatro; la vita non fa prova generale.
Dal 12 al 16 marzo la compagnia Piano Zero Teatro sarà in scena con Come un salmone, piècescritta e diretta da Valerio Palozza. In scena: Tiziano Di Sora e Gabriele Cantando Pascali.
Un uomo solo, al centro della scena è in attesa che la sua storia inizi ad essere raccontata. L’animo in tormento è in lotta con la carne stanca. Il Boia (Alfio), considerato il sicario per eccellenza di Roma, si trova in uno spazio non ben definito, una chiesa sconsacrata. Proprio quando sembra aver deciso il da farsi viene interrotto dall’ingresso di uno sconosciuto. Un ragazzo armato, che sta scappando e che, senza saperlo, cadrà nella tela del ragno. Alfio non gli darà modo di andarsene. Iniziando un susseguirsi di domande, racconti, confronti fisici e mentali, incentrati su temi intimi e personali. Come un salmone è il racconto di due anime che per un frangente di vita si intrecciano finendo per contaminare ognuno la vita dell’altro.
Secondo felice appuntamento della stagione con il Teatro Multilingue che dal 20 al 23 marzo presenta He perdido a Marseilla (2 APRILE 1939). Il testo scritto da Francesco Baj per la regia di Flavio Marigliani. Protagoniste in scena: Mayil Georgi Nieto, Anita Tenerelli, Francesca Maurino.
È mattina presto al Vieux Port di Marsiglia il 2 aprile del 1939. María Luisa, rifugiata spagnola da poco giunta in Francia, cerca il suo gatto Marseille al porto. All’improvviso, in momenti diversi, le si avvicinano due ragazze con una richiesta molto importante. Le ascolterà? Le aiuterà? E riuscirà a trovare il suo gatto Marseille?
Tre donne al vecchio porto di un vecchio continente in preda a guerre continue, in una storia multilingue di lotta per la libertà e sopravvivenza personale.
Immancabile amico di teatrosphia, ecco Giuseppe Manfridi che dal 27 al 30 marzo sarà in scena con Le favolette di Wittgenstein. Di e con Giuseppe Manfridi. Regia di Claudio Boccaccini. Installazione scenica a cura di Antonella Rebecchini.
Seduto su una sdraio nel suo studiolo a Cambridge, Wittgenstein tutte le domeniche mattina tiene delle lezioni per una ristretta cerchia di allievi prediletti e da cui è a sua volta prediletto. In realtà, le sue sono favolette. A volte astruse, a vuole banalissime. Ma poi, son davvero sue? E lui è davvero lui, o un suo magico doppio a cui viene qui concesso quanto l’altro Wittgenstein ha sempre sognato di fare, ovvero: formulare un sistema filosofico composto di sole battute spiritose?
Margot Theatre Company tornanella nuova stagione con un nuovo progetto. Si tratta di DNA di Dennis Kelly, in scena dal 3 al 6 aprile. Il cast, composto dai bravissimi attori della Margot, sarà diretto da Valentina Cognatti.
Adam è scomparso, caduto in un pozzo in disuso, mentre i suoi amici si divertivano a lanciargli pietre. Ognuno si sente colpevole, ma nessuno vuole essere scoperto. Per questo i ragazzi mettono in atto un piano per allontanare i sospetti e inscenare il crimine perfetto. Le tensioni nel gruppo sembrano allentarsi, quando un imprevisto rimescola le carte, rompendo i nuovi equilibri di questa micro-società senza regole, modificando gerarchie e lotte di potere all’interno del branco.
Ad aprile torna anche un’altra produzione di Teatrosophia (questa volta con Gruppo E-Motion). Uno spettacolo “figlio” di Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro: la perfetta fusione tra parola e corpo. Dal 10 al 13 aprile sarà in scena Piedi nudi e parole crude di Antonio Veneziani. Adattato, diretto e interpretato da Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro. Coreografie: Maria Concetta Borgese. Con Gea Lucetti. Musiche originali eseguite dal vivo: Theo Allegretti.
Empatia e simbiosi. Quelli tra il poeta con le sue parole crude e la ballerina con i suoi piedi nudi. Un vortice di parole poetiche e movimento uniti in un’unica armonia che va a fondersi con la musica. Si toccano le corde più profonde ed estreme di due anime, bisognose l’una dell’altra, complici nell’esplorare tutte le sfumature del pensiero e dell’esistenza, nell’affondare se stesse in tutti i colori, dai più tetri ai più sorridenti, del percorso umano. La consapevolezza di sé, dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. L’accettazione dell’altro guardando a sé stessi con severa magnanimità. L’esplorazione di spiragli di vita. Il tentativo di camminare insieme per sempre. Una storia vera che, proprio perché così profondamente mescolata al sangue e alla carne di ognuno, non poteva che essere raccontata con le parole della poesia.
Secondo appuntamento della stagione con Mauro Toscanelli che presenta a Teatrosophia un omaggio a Mia Martini. Dall’8 all’1 1maggio in scena Questi miei pensieri (Tributo a Mimì), Scritto e diretto da Mauro Toscanelli Con Mauro Toscanelli (voce), Andrea Causapruna (Chitarre e Percussioni), Adriano D’Amico (Tastiere).
Il personale omaggio a Mia Martini di Mauro Toscanelli ha l’obiettivo di offrire al pubblico un tassello ulteriore per conoscere un’artista che nell’infinito ha costruito la sua dimora. Il recital si propone di portare alla luce alcuni brani che sono quasi o del tutto sconosciuti al grande pubblico, come una sorta di antico scrigno prezioso trovato per caso in una soffitta e dal quale emergono perle musicali forse ancor più intrise di valore artistico rispetto ai brani universalmente noti. Queste perle preziose e rare si alterneranno ad aneddoti di vita umana e professionale. Un tributo che intende entrare in punta di piedi negli interstizi degli attimi amarezza emarginazione e solitudine che hanno caratterizzato la vira della grande cantante.
Torna nel nuovo cartellone, dopo il successo clamoroso dello scorso anno, Karibuni (Il sangue è rosso per tutti) che sarà in scena dal 14 al 18 maggio, tratto dall’omonimo libro di Giancarlo Di Giacinto che vede in scena lo stesso Giancarlo Di Giacinto con Bruno Petrosino che ne ha curato adattamento e regia. Le musiche originalie seguite dal vivo sono di Andrea Causapruna.
Karibuni (in swahili, “benvenuti”) raccoglie il bagaglio sensoriale, immaginifico ed emotivo di Giancarlo Di Giacinto, accumulato e vissuto nei suoi viaggi in Africa tra gli anni ‘60 e 2000. Con l’ausilio della musicalità dello swahili e una sperimentazione sonora si vuole entrare in un mondo di altri tempi (o forse non tanto) per raccontarne la poesia, le tracce di una cultura e un pensiero diversi, ma che ancestralmente appartiene a tutti. L’intento è di donare al racconto una dimensionalità ulteriore, di portarlo a noi per creare un connubio con quello che noi già siamo, senza mai tradirlo del tutto, ma rinnovandolo.
Dopo i risultati ottenuti nella scorsa stagione in termini di pubblico, critica e crescita personale arrivano in scena nel nuovo cartellone alcuni dei nuovi diplomati (anno 2024) dell’Accademia Beatrice Bracco.
Rimane dunque lo scopo di offrire un’opportunità ad attori neo-diplomati che sono all’inizio del loro percorso lavorativo: per loro un’esperienza reale di quello che sarà il loro mestiere unita alla possibilità di accrescere il loro bagaglio di conoscenze.
Un’ottica che da sempre appartiene a Teatrosophia e al suo direttore. Il progetto teatrale è in fase di elaborazione e sarà in scena dal 22 al 25 maggio con la partecipazione di Stefania Cancelliere, Serena Ferraro e Gennaro Russo Regia di Guido Lomoro Movimenti scenici e coreografie di Maria Concetta Borgese.
Tutti questi spettacoli saranno una vera esperienza, una scoperta, una conferma di cui sarà facile tenere traccia grazie anche ai comunicatori del Teatro: Andrea Cavazzini (Ufficio Stampa) I Vetri Blu (social media manager). Marta Viola – MV Comunicazione (sito e grafica istituzionale).
Non resta che permetterci nove emozioni.
Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile "Carcere e Comunità" e co-fondatrice di "SOS Razzismo Italia", nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale "The Way to the Indies Argillateatri". Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.
- Isabella Moroni
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