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Il premio Strega Ragazze e Ragazzi 2021. Il gusto della lettura nasce da piccoli

di Chiara Palumbo

Quando si parla dell’importanza della lettura fra i ragazzi, spesso lo si fa in maniera molto retorica, distante da quello che veramente li interessa. Non è così per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, nato nel 2016, che questa volta celebra la propria serata conclusiva nel pieno di Più libri più liberi, nel suggestivo auditorium della Nuvola di Fuksas finalmente gremito di ragazzi festanti.

Una collaborazione, che eredita (temporaneamente?) il testimone dalla Bologna Children’s Book Fair, che è insita nel DNA della fiera romana. Lo ricorda – in occasione di questo ventennale, Fabio Del Giudice, che se ne è occupato prima di assumere la carica di Presidente dell’AIE. «Più libri più liberi pensa che sia un dovere aver cura dei ragazzi. Non dobbiamo essere noi grandi a scegliere per voi».

Gli fanno eco Giovanni Solimine, Presidente della Fondazione Bellonci e Angelo Piero Cappello, a nome del Centro per il libro e la lettura, che ricordano come «leggere è un gioco, il piacere della lettura è un incontro che deve essere permesso a tutti i ragazzi». Un’occasione perfetta, quella romana, per salutare la nascita di un nuovo premio. Lo Strega Ragazzi al miglior esordio, assegnato dal comitato scientifico. Una scelta, chiosa Elisa Pasotti, della Bologna Children Book Fair. Se il premio era già internazionale, come la fiera, mancava solo di premiare i nuovi talenti.

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Foto Musacchio Ianniello & Pasqualini

In effetti, una caratteristica peculiare di questo Premio è – come il Premio Europeo, quella di essere aperto anche ad autori stranieri, purchè tradotto in Italia, e di premiarne anche il traduttore. Così è anche per questa nuova targa, assegnata ad Annette Schaap per Lucilla, tradotto da Anna Betti e pubblicato da La Nuova Frontiera Junior: una storia per raccontare anche ai più piccoli, spiega l’autrice, che la vita può essere triste e scura. E anche questo, anche a loro, può essere raccontato.

Diverse e suggestive sono state poi scelte finaliste delle tre categorie premiate.

Per i più piccoli, vale a dire la categoria 6+  si contendevano la palma Giuseppe Ferrario con Thoni e i suoi cugini, un’estate fuor d’acqua (HarperCollins) una storia che ha colpito per la sua efficacia nel raccontare l’infanzia e la comprensione dei nonni, offrendo, dice la motivazione, una luce di pace. I suoi protagonisti, racconta l’autore, sono pesci, ma alcuni non sanno nuotare. Si sentono inadeguati, e per questo fanno delle sciocchezze. È, dice, «Una storia di sciocchezze, come quelle belle».

È invece la traduttrice Samanta K. Milton Knowles a raccontare Il mio cuore ride e saltella di Rose Lagercrantz per Il Castoro. Una storia capace di restituire tanto il senso profondo di un’amicizia quanto la ferita e di generare una fortissima empatia. La storia di due amiche separate ma mai perdute. Anche se Frida vive in un’altra città,  Dani non fa sedere nessuno al suo posto. Perché l’amica magari torna.

A vincere nella categoria destinata ai più piccini però è Murdo di Alex Cosseau – Tradotto da Simone Barillari per l’Ippocampo è il racconto nitido e potente dei sogni impossibili di un giovane yeti che si diverte col mondo. A rendere possibili i suoi sogni si sono impegnati i ragazzi, che per questo hanno vinto il premio di categoria per la più interessante azione di promozione della lettura.

La categoria per i ragazzi sopra gli otto anni se l’è invece aggiudicata Alessandro Barbaglia con Scacco matto tra le stelle (Mondadori), un gioco doppio tra entusiasmi e serietà. «Come gli scacchi, che sono, insieme, guerra e opera d’arte. Sono una suggestiva metafora della vita, dice l’autore: Abbiamo un problema ma troviamo già a disposizione i pezzi per risolverlo, bisogna solo fare le mosse giuste.

A contendergli il premio, Elise e il cane di seconda mano di Biarne Reuter, pubblicato da Iperborea e rappresentato dalla traduttrice Eva Valvo, che ne parla come di una storia di consolazione, col giusto mix di malinconia e comicità. In gran parte una storia reale, di nostalgia e solitudine, capace di far superare momenti difficili. Del resto, ci fa sapere con la sua voce l’autore, «I bambini rompono i confini del razionale, è un pensiero liberatorio».

Il terzo sfidante, con Rinoceronte alla riscossa, per Sinnos, è il lettone Juris Zvirgzdins, tradotto da Margherita Carbonaro. Nelle sue pagine il rinoceronte Mufa aiuta a raccontare la cultura come strumento per affrontare le sfide della vita. Una storia, confida l’autore, che gli è stata ispirata da un amico griot – i raccontatori di storie – senegalese. A lui si ispira questo simpatico rinoceronte bianco africano che nasce nella fredda Norvegia e decide di tornare ma decide di tornare nel suo luogo di origine.

A ricordare che non si naviga senza un grande equipaggi ci pensa il vincitore della categoria 11+, i più grandi, Davide Morosinotto, che con La più grande (Rizzoli) apre le porte su altre epoche e culture, e lascia entrare il soffio della libertà. È stato conquistato per caso, racconta, prim di ricevere il premio dalla storia di una piratessa cinese del 700 che comandava una flotta di cinquecento navi, quando il mitico Barbanera ne aveva soltanto cinque. Un romanzo che è anche al centro delle pagine scritte da Noemi Lussiana, di Rivalta di Torino, vincitrice del premio per la miglior recensione, che ci ricorda personalmente – e quindi fuori da ogni retorica, pur se con commozione, quanto i libri possono salvarci dai momenti più neri.

Un tema che c’è anche in uno dei libri sfidanti, Prima che sia notte (Bompiani) di Silvia Vecchini, che usa una grande inventiva del linguaggio e nella forma anche grafica, per raccontare una storia di fragilità e forza, e levità nell’avvicinarsi al dolore. La storia vera di Carlo, sordo e ipovedente, e della sorellina Emma, per cui Vecchini racconta di aver scelto i in versi per raccontare il loro legame. Ha inserito, mostra, inserti in prosa di altri personaggi che li osservano, li incrociano. E poi Immagini che richiamano la LIS, Calligrammi e pagine nere. C’è il tatto, linguaggio del cane guida. Sono, spiega, tutti segnali che qualcuno può raccogliere Per raccontare ai ragazzi «Come la notte può essere lontana. Ma anche come si attraversa la paura del buio. Volevo che non rimanessero sull’isola. La luce nella notte se attraversata insieme».

Lo stesso buio protagonista delle pagine di Jakub Vengelius, tradotte per Iperborea da Laura Cangemi. I personaggi memorabili della Scimmia dell’assassino lasciano ai ragazzi il gusto dell’avventura e noir che si fondono nel fantastico.

Bisogna dire che, con queste premesse, pare crescere una generazione di ottimi lettori.

immagine per Chiara Palumbo
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Nata (nel 1994) e cresciuta in Lombardia suo malgrado, con un' anima di mare di cui il progetto del giornalismo come professione fa parte da che ha memoria. Lettrice vorace, riempitrice di taccuini compulsiva e inguaribile sognatrice, mossa dall'amore per la parola, soprattutto se è portata sulle tavole di un palcoscenico. "Minoranza di uno", per vocazione dalla parte di tutte le altre. Con una laurea in lettere in tasca e una in comunicazione ed editoria da prendere, scrivo di molte cose cercando di impararne altrettante.

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