Milano da bere o forse da sorseggiare e riscoprire nella pittura fotografica di Laura Giardino

Milano è sempre Milano, ma talvolta pare alto da sè, una città che si rivela solo guardandola con altra sensibilità e da altre prospettive, minime, trasversali…
Così Laura Giardino non ci mostra il volto più noto e riconoscibile della metropoli lombarda, ma ce ne svela scorci privati, l’orizzonte delle sue passeggiate notturne, con un’architettura, un’urbanistica e un’anima intime, solitarie, silenziose, sospese

Il buio non attutisce i colori, che emergono con la luce in modo alquanto squillante, carichi di un inconsueto tono sintetico,  Pittorica, sembra quasi Fotografia. La raffigurazione resta misteriosa, mai troppo fluorescente.

 

Fino a pochi mesi fa poteva sembrare inusuale, questo taglio su Milano, ora però, anche per via del confinamento imposto dalla pandemia, appare più familiare ai nostri occhi, pur se, per la visione lucidamente attonita del reale che la Giardino restituisce, con una narrazione che talvolta sembra uscita da una pellicola cinematografica, resta straniante.

Anche l’assenza della presenza umana carica di questa temperatura anomala le immagini, che ritagliano palazzine, androni di case, strade, dettagli di insegne…

“La figura umana scompare o, meglio, viene totalmente presa in carico da chi osserva l’opera.
La nuova figura è chi guarda che è messo davanti alla scelta di entrare o di rimanere fuori”.

Elena Pontiggia, che cura e scrive della mostra, lo evidenzia a dovere; è vero:

“i soggetti raffigurati contribuiscono a creare la tensione verso un oltre indefinito. Si tratta infatti, quasi sempre, di ingressi, porte, finestre. Soglie, reali e metaforiche, che rappresentano il limite tra pubblico e privato, tra ciò che è conosciuto a tutti e ciò che lo è solo a pochi.
Ogni tela rimane aperta a una dimensione che all’osservatore non è concesso di vedere, ma solo di immaginare.
L’artista non descrive storie e accadimenti precisi, ma li evoca attraverso il non detto. Ad essere centrale, non è la scena a cui assistiamo, ma ciò che crediamo possa accadere dietro, dentro, oltre.”

Completa la mostra una pubblicazione monografica edita da VanillaEdizione, che inaugura così la nuova collana dedicata alla pittura The Painter’s Room, con testo critico della curatrice.

Info mostra

  • LAURA GIARDINO. LA LUCE OLTRE
  • a cura di Elena Pontiggia
  • Milano, galleria Area\B
  • 19 settembre – 31 ottobre 2020 – Opening day sabato 19 settembre, dalle 11 alle 20
  • Orari lun – sab, ore 10 – 18, su appuntamento – Ingresso libero
  • Info al pubblico info@areab.orggalleria@areab.org | +39 02.58316316 | www.areab.org
  • Ufficio stampa – NORA comunicazione Via Cesare Battisti 21, Milano Tel. +39 339 89 59 372 – info@noracomunicazione.it
Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello, laureata in Storia dell’Arte all’Università di Roma La Sapienza, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha avuto Cattedre in Storia della Fotografia e Storia delle Arti Visive, ha ideato e curato alcuni Master in Managment Culturale, Corsi di Storia dell’Arte e Conversazioni sull’Arte a teatro.
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, occupandosi, già negli anni Novanta, di contaminazione linguistica, di Arte e artisti protagonisti della sperimentazione anni Sessanta a Roma, di Street Art, di Fotografia, di artisti emergenti e di produzione meno mainstream.
Ha redatto e scritto centinaia di cataloghi d’arte e saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha scritto saggi e firmato alcuni libri tra i quali tra i quali "Osservatorio: Sistema dell'Arte in Italia e situazione a Roma" (artapartofculture ediz., Roma, 2009), che ha fatto un interessante punto sulla situazione del mercato dell’arte nella Capitale e nel sistema fieristico, e l’originale "Arte & successo" (Maretti Publ., Cesena, 2002), che ha aperto la strada a trattazioni sull’argomento. Suoi saggi sono contenuti in molti libri tra i quali: A.A.V.V., “Renato Mambor. Studi intorno alle opere, la performance, il teatro" (ed. la Sapienza, Universitary Press, Roma, 2018 - dalla Giornata di Studi all'Università La Sapienza, Roma, novembre 2015); "Confine 1 - Storia di luci e ombre" (Lithos, Roma, 2018), volume fotografico presentato al MAXXI di Roma in occasione del 40° Anniversario della Legge 18/1978 detta Basaglia; altri saggi aprono: "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile” (di Bruno Iovannitti, Keidos, Roma, 2018); "Guerra e Architettura" (di Lebbeus Wood, Deleyva edit., Roma/Milano); "Ricostruire la moda italiana" (di Nicola White, Deleyva edit., Roma/Milano); un suo saggio apre e sostiene il libro fotografico "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong" (Electa-Mondadori ediz., 2014) e altri testi aprono cataloghi e altri volumi tra i quali il libro fotografico “Finding Homer” (PostCart 2015).
Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici; ha contribuito alla redazione della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") negli anni Novanta e scrive regolarmente di arti visive e cultura, collaborando con vari webmagazine e piattaforme culturali.
Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014), connettendo arti visive, eccellenze produttive e territorio; ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana.
E' stato membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano (attualmente in rimodulazione) e Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici (2017 e 2018). Nel 2019 ha inaugurato la sala espositiva della stazione RFI Napoli Afragola firmata dall’archistar Zaha Hadid curandovi una prima mostra che ha ufficialmente aperto la sala all’arte contemporanea. Art Curator e Consulente presso lo spazio polifunzionale, eventi e gallery Howtan Space, Roma.
Ha curato una serie di Conversazioni ad Arte in Teatro, sotto l’egida di “artapartofcilt(ure)” e un video su Arte e Cibo per la Fiesa edit.; ha organizzato e partecipato a Convegni, giornate di Studio, Festival etc. come curatrice e come relatrice: la più recente partecipazione è al Festival delle Emozioni di Terracina, LT (estate 2020).

Durante l’emergenza Coronavirus ha cofondazione di AntiVirus Gallery, un archivio fotografico e laboratorio di idee e di progetti afferente al rapporto tra Territorio e Fotografia dal respiro internazionale e in continuo aggiornamento.

Cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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