I Tappeti di Loredana Longo e la Moda di Missoni

La ricerca di Loredana Longo (Catania, 1967) è volta a indagare il rapporto tra distruzione e rinascita di cui interpreta il confine come demarcazione molto aleatoria, fragile, e portandovi dentro una sua analisi sull’estetica della violenza.

Riflette, quindi, “sulle macerie, sui resti, su ciò che la violenza lascia nelle vite di tutti noi in una rappresentazione che è sempre opulenta (dagli interni dei ricchi salotti borghesi delle explosion ai preziosi tappeti persiani dei carpets) senza tuttavia essere mai barocca, con una rara pulizia formale pur trattando di lacerti e dimensione drammatica dell’esistente” (in: www.artapartofculture.net/2017/11/24/loredana-piedediporco-a-milano)

“Riuscendo ad evitare il didascalico e il fin troppo altrove abusato disturbante, analizza la tematica in totale libertà” (cit.) tramite performance, video, installazione, scultura, e arazzi e tappeti. Un dialogo linguistico, quando non una contaminazione, quello attivato dall’artista catanese, che poggia su  una matrice concettualistica che nulla ha che fare con tanta produzione  seducente ma facile facile, che Loredana rifugge pur riuscendo a creare opere comunque belle, accattivanti. Se la profondità è (anche) rintracciabile nella superficie, dove può nascondersi (cit. Hugo von Hofmannsthal), ma può essere trovata, Loredana Longo la mostra attraverso i suoi tappeti. Essi hanno una forte capacità di restituzione affettiva.

Ci dice:

“I tappeti sono calpestabili, diventano un luogo d’incontro ma anche un non spazio. Il tappeto è uno spazio intimo della nostra abitazione, ma è anche altro; ne sono state scritte molteplici cose e molti sono anche gli artisti che si sono confrontati con questo oggetto.”

Oggetto e soggetto, anche; e simbolico e reale; ambito del privato – come una casa, ad esempio – e di più pubblica rappresentanza; superficie e spazio; e, appunto, anche non spazio…

Ebbene: Angela Missoni, donna raffinata, colta e generosa, di tappeti della Longo ne acquistò alcuni alla mostra del 2013 Place/ No place (curata da Agata Polizzi) nel neonato spazio milanese del gallerista Franesco Pantaleone.

La mostra era costituita da diversi tappeti orientali modificati ad arte dalla Longo, che ricorda di averli marchiati con il fuoco, incidendovi delle parole in lingua inglese.

“Frasi di politici occidentali, discorsi ufficiali rivolti a sistemi politici del bacino orientale.  In pratica rappresentavano i titoli d’importanti testate internazionali. Ho immaginato una superficie di tappeti come fogli di pagine di giornali. I tappeti sono calpestabili, diventano un luogo d’incontro ma anche un non spazio…”

Evidentemente, quei lavori sono rimasti nel cuore alla Missoni, hanno continuato a raccontare qualcosa, nel tempo devono avere innescato pensieri profondi… e poi un’idea; così, ha chiesto a Pantaleone di poter fare l’allestimento per la presentazione della nuova Collezione Uomo Missoni Men’s Winter 2018 nel suo showroom a Milano proprio con i tappeti dell’artista.

Ha installato sia quelli suoi personali, collezionati da quella mostra, sia altri che la Longo ha realizzato nel corso di alcuni anni. E la collaborazione/contaminazione ha funzionato perfettamente.

L’installazione di Loredana Longo sarà visibile per circa un mese in via Solferino 9. Per visitarla contattare Barbara allo 028545821

 

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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