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Stefano Disegni, L’ammazzafilm, la Critica Cinematografica, la Satira e altri racconti

di Barbara Martusciello

E’ da poco stato editato un severo, sagace libro di Critica Cinematografica con le maiuscole. E’ divertentissimo. Come si sposano le due cose, ovvero: la severità e l’ironia? Attraverso la penna satirica di Stefano Disegni (Roma, 1953) e le sue strips.

Di questo caustico, simpatico, eterno ragazzone apparentemente senza età, che ha messo su anche una nuova rock band, dall’auto-scherzoso nome La Ruggine (per via dell’età non giovanissima, seppure splendidamente portata – o giù di lì… –  dei suoi componenti), abbiamo già dato conto in tempi passati (http://www.artapartofculture.net/2012/04/22/stefano-disegni-e-greg-due-artisti-tra-musica-e-fumetto-le-interviste-di-gianni-cela/; http://www.artapartofculture.net/2009/07/31/archivio-approfondimenti-luglio-2009-insights-archive-july-2009/). Torniamo a raccontarne, per via di una sua nuova fatica, fresca di stampa, titolata eloquentemente L’Ammazzafilm (per il raffinato, coraggioso editore Gallucci  www.gallucciultra.com/625.htm, 2014).

In questo volume Disegni ha selezionato ben 56 film che hanno fatto la storia del Cinema recente, che egli, ovviamente, ha visto – è meglio dire: si è sorbito – individuandone pochezze, errori, insopportabili stereotipi, eccesso di melassa, banalità, omologazione… Insomma: tutto quello che un preparato Critico Cinematografico rileva e rivela dall’alto – talvolta un po’ pedantemente –  che in nostro, al contrario, ci indica senza spocchia, da persona comune (seppure molto smagata e preparata). Lo sa fare bene, come già rivoltò come un calzino il mondo della Tv (Telescherno, Einaudi, 2005; e nel più recente Una risata li spegnerà, Castelvecchi, 2013). Con ingannevole leggerezza, con quel tocco ludico ma anche lucido tipico del fumetto, si possono dire cose tostissime. Disegni lo sa fare molto bene: per la verità da sempre, sin dagli esordi come duo Disegni&Caviglia, su “Il Fatto quotidiano” e sul bell’allegato Il Misfatto Quotidiano, purtroppo sacrificato sull’altare della crisi dell’editoria giornalistica cartacea… Ma è su “Ciak” che la sua vis analitica di settore si affina: ci collabora da più di vent’anni e questo suo libro raccoglie una selezione delle strips da questo mensile cinematografico pubblicate nel corso di qualche anno. Ogni mese Disegni ne produce una e quando ci sono i Festival il suo lavoro diventa frenetico; mi dice:

“Sì, durante queste manifestazioni corro da una sala all’altra e soffro. Soffro perché se un film mi piace son costretto a lasciarlo a metà e ad andare a cercare un film che reputo brutto e, quindi da usare per realizzarci su le mie vignette”.

Gli chiedo: ma come scegli i film da trattare?

“Un po’ come tutti i comuni mortali. Ne sento parlare , o amo o non amo il regista che lo ha firmato; mi incuriosisce un cast, un titolo, una nuova uscita, una produzione… cose così…”

Ma quando un film ti piace come fai?

“Come ti dicevo prima, non faccio, nel senso che me lo godo, se posso. Ma non ne scrivo né lo disegno. La mia scure si abbatte sui film che non mi convincono…!”

E’ mai capitato un pentimento, ovvero un film che hai stroncato e che poi, rivedendolo, hai rivalutato?

“Mi è capitato, ma tanto, tanto tempo fa: con Balla coi lupi, 1990 (n.d.R.: Dances with Wolves, prodotto, diretto e interpretato da Kevin Costner). Insistetti troppo nel trovarne il lato negativo, forse per colpire l’editore… chissà… insomma, poi rivedendolo, senza lo scopo della pubblicazione satirica, l’ho, invece, apprezzato”

Raccontaci di quando ti è dispiaciuto stroncare un film che, imprevedibilmente ti ha deluso…

“Mi è capitato con il film di Clint Eastwood…”

Ah, Invictus / L’invincibile, con Morgan Freeman e Matt Damon…

“Sì: c’è nel mio libro, con una vignetta-premessa che gioca su questo fatto, perché io amo il suo Cinema, ho apprezzato lo stile scarno, l’intensità dei suoi precedenti film… Ma gli ho chiesto perdono, prima di colpire…”

In linea generale, il Cinema ti piace? E questo Cinema, ovvero le produzioni che si sommano in questi ultimi anni?

“Certo che mi piace!

Questo Cinema? Dipende…”

Non ti sembra che sia scaduto un po’ anche questo settore? Pochi film di qualità…: spesso banali, impostati troppo su commerciale, prevedibili, con attori mediocri che, molto cine-genici o peggio telegenici, sono privi di quel quid che rese grandissimi i nostri Sordi, Mastroianni, Vitti, Gasmann, Magnani, Loren…? Specie in Italia?

“Guarda… è che dietro questi grandi che giustamente citi, c’era una grande scrittura, c’erano Zavattini, Flaiano, e c’erano grandi registi… Oggi ce ne sono pochissimi, ecco perché il Cinema non è più così grande… Oggi si tende a costruire il film intorno a un attore, e non sempre questi, gli attori, hanno reali capacità…”

Cioè: sono più da Talent che di talento?

“Già… E’ che il talento, ma soprattutto la scrittura in Italia – ma forse non solo in Italia – sono penalizzati…”

La sottostima della scrittura non è, invece, il caso di Stefano Disegni che alla composizione grafica, fatta con segno volutamente sgarbato, affianca testi affilati, di rara qualità narrativa e precisione.

Questo è emerso chiaramente anche una domenica di dicembre (il 7 2014 al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma, nell’ambito di Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, nel salone del Caffè Letterario, dove campeggia il magnifico affresco di Gino Severini) dove, con il nostro autore ha partecipato alla presentazione la brava attrice comica Gabriella Germani che ha dato l’impressione di essere un’altra professionista molto attenta alla narrazione, al teso, oltre che alla battuta; i due insieme hanno ingegnato gustosi siparietti leggendo brani di alcuni disegni sui film (per esempio, di Woody Allen, la cui ultima pellicola, ci assicura Disegni, è insopportabile… più o meno come Interstellar, che noi abbiamo restituito qui  http://www.artapartofculture.net/2014/12/03/interstellar-e-oltre-il-tempo/ ma che il buon fumettista ha liquidato senza troppa cortesia): dimostrazione che se la scrittura è buona, pur facendo parte di un unicum con il disegno, essa regge anche in assenza di immagini. Mica poco, per essere Coomix!

L’Ammazzafilm, tra parentesi, sarebbe un ottimo regalo da fare ai cinefili di ogni età.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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