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Non è una mostra-Blockbuster. Henri Cartier-Bresson all’Ara Pacis a Roma: l’inaugurazione

di Barbara Martusciello

Si pensava ad un’ennesima mostra-Blockbuster; invece, quella di Henri Cartier-Bresson all’Ara Pacis di Roma è una retrospettiva con tutti i crismi, pienissima di materiale, di qualche chicca – come i disegni e i taccuini del grande fotografo francese – e di foto storiche. Ci arriva dal Centre Pompidou-Musée national d’art moderne ed è firmata dall’ottimo Clément Chéroux, storico della fotografia e curatore presso quell’istiutuzione francese.

Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali la promuove, Contrasto e Zètema Progetto Cultura la produce. La Francia l’ha pensata, l’ha esposta e l’Italia ha preso il pacchetto come un non solo ideale passaggio di testimone. Dopo. Sempre dopo. Accogliamo, ma proponiamo poco, e male, esportando sempre meno…

Sia come sia, l’esposizione si colloca a dieci anni esatti dalla morte dell’uomo-occhio Henri Cartier-Bresson e ne svela, o ne conferma, la sua poliedrica visione, pur nella coerenza del suo linguaggio e del pensiero dietro la macchina fotografica, ma possiamo dire anche dentro la pelle bianco-e-nero delle sue immagini.

“Le sue fotografie, prima di essere la cattura della luce tramite grani d’argento, sono una metafora ottica, la dimostrazione che l’obiettivo fotografico in mano a un poeta può elevarsi sulle oscurità più profonde del reale.” 

(Jean Claire, Introduzione a Henri Cartier-Bresson, Paris, Photopoche Nathan, 2002)

Qui restituiamo qualche foto dell’inaugurazione romana e della produzione dell’autore, in attesa di una lettura ampia del lavoro di questo straordinario protagonista della Storia della Fotografia,  che sostene:

“La fotografia è per me l’impulso spontaneo di un’attenzione visiva perenne, che afferra l’attimo e la sua eternità. Il disegno, invece, per la sua grafologia, elabora ciò che la nostra coscienza ha afferrato di quell’attimo. La foto è un’azione immediata; il disegno una meditazione.”  

(Henri Cartier-Bresson in “L’instant décisif”, Prefazione a Images à la sauvette, Paris, Verve, 1952)

“(…) per me la fotografia è riconoscere in una frazione di secondo il significato d’un evento e simultaneamente individuare l’organizzazione precisa della forma che conferisce a quell’evento la sua espressione appropriata.
Vivendo in modo reattivo, la scoperta di se stessi avviene parallelamente alla scoperta del mondo circostante, che ci plasma, ma che allo stesso tempo subisce la nostra influenza. Occorre trovare un equilibrio tra questi due mondi dentro e fuori di noi e questo processo, costante e reciproco, crea infine un unico mondo. E questo è il mondo che dobbiamo comunicare.
Tutto ciò, comunque, interessa solo i contenuti d’un’immagine. Non penso però si possa separare il contenuto dalla forma. Per forma intendo una rigorosa organizzazione geometrica dell’interazione tra superfici e linee, e i loro rapporti. Le idee e le emozioni si concretizzano e diventano comunicabili solo all’interno di questa organizzazione visiva e in fotografia può emergere esclusivamente grazie a un istinto ben sviluppato.
In ogni caso desidero precisare che si tratta d’una mia regola, d’un ordine che ho stabilito per me. Non è una scuola, né… È assolutamente personale.”

 (dall’intervista radio a Cartier-Bresson del 1958, Candid Recordings Audio – Maurizio Nicosia, trascrizione del testo in inglese di Erica Mcdonald, traduzione italiana di Claudia Marino,  20 gennaio 2012)

http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/henri_cartier_bresson

Info

  • Henri Cartier-Bresson
  • dal 26 settembre 2014 al 25 gennaio 2015
  • Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis
  • Orari: martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Il venerdì e sabato, per l’intera durata della mostra,prolungamento dell’orario di apertura, del solo spazio espositivo (Via di Ripetta), fino alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00)
  • Chiuso il lunedì
immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

Una risposta

  1. Un autore molto grande e un bello articolo che lo riassunto in modi elegante e critico bene. Grazie
    Paco del Rio

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