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Ettore Sottsass. Mise en scène. In Triennale Milano il genio creativo più intimo e privato.

Alla Triennale Milano è in corso, fino al 15 febbraio 2026, la mostra Ettore Sottsass. Mise en scène, titolo riferito all’idea dello stesso Sottsass che la vita, un po’ come per la Commedia dell’Arte, assomigli, appunto, alla “messa in scena”  di un vago canovaccio pieno di possibili improvvisazioni, coincidenze, inciampi, bellezza e umorismo, dote che Sottsass aveva e apprezzava negli altri.

Creativo e professionista forever young  –  Sottsass è stato un architetto, designer e fotografo (Innsbruck, 14 settembre 1917 – Milano, 31 dicembre 2007) – ha saputo guardare lontano, con una visione di futuro non solo inerente al suo ambito lavorativo ma della stessa vita, cercando continue connessioni nell’esistente e attraverso l’inventiva; non a caso ha affermato (in: Ritratti di coppia, intervista, “Domus” n° 888, gennaio 2006):

“Non si tratta di rimanere giovani, ma di restare in tensione con il mondo”.

 La frase riflette la filosofia progettuale di Sottsass basata sulla necessità di connettersi con il presente ma con una prospettiva immaginifica, come dimostrano la sua biognafia e il suo curriculum.

Ma c’è anche una dimensione più privata di Sottsass, meno nota ed esplorata, che merita di essere conosciuta e che questa esposizione vuole mettere in luce. Lo fa attraverso un’ampia selezione di fotografie che ritraggono alcuni suoi momenti pubblici e anche più personali.

Sono quindi riunite in questo allestimento circa 1.200 fotografie in bianco e nero e a colori scattate tra il 1976 e il 2007, periodo che intercorre tra l’anno dell’incontro tra Barbara Radice ed Ettore Sottsass e l’anno della scomparsa di quest’ultimo.

Si tratta di un variegato spaccato del loro quotidiano a casa e in giro per il mondo, per lavoro e per visite: “con poche distinzioni e differenze tra il pubblico e il privato”, spiegano i curatori. Gli scatti sono concentrati da Milano a Filicudi, dagli Stati Uniti alla Polinesia francese, dall’India all’Iran e alla Siria.

immagine per Ettore Sottsass. Mise en scène, Milano, 1977
Milano, 1977

Così dichiara Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano:

“Sempre, quasi ogni giorno, dal 1976 al 2007, Ettore e Barbara facevano del loro incontro una storia. Una sequenza di immagini, intime, private – eppure destinate prima o poi a diventare il racconto pubblico di un amore esposto, vivo, totale.

La trama di vita che queste centinaia di foto raccontano è stata per anni a riposare nei faldoni (con le annualità come etichetta) che Barbara Radice conserva nel suo appartamento, nel cuore di Milano.

Oggi che Triennale le ha liberate ed esposte, queste fotografie tornano ad essere l’almanacco di un amore intenso, che forse quotidianamente stupiva i suoi stessi protagonisti, fino al punto di spingerli a stupire del proprio amore il mondo.”

Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano, afferma:

“La mostra nasce come un caleidoscopio dove emozioni, vita pubblica, vita privata e fotografia si fondono dando vita a un racconto che impasta emozioni, paesaggi e monumenti.

Luoghi, persone, architetture e attimi di vita diventano, contemporaneamente, protagonisti e sfondo di una narrazione che attraversa l’esistenza di un grande maestro dell’architettura e del design come Ettore Sottsass.”

Informazioni Ettore Sottsass. Mise en scène

  • a cura di Barbara Radice, Micaela Sessa e Studio Sottsass, e con l’art direction di Christoph Radl
  • Triennale Milano, Viale Alemagna 6, Milano
  • Orari: da martedì a domenica, h 10:30 – 20:00 – chiuso lunedì
  • Ticket e altro: triennale.org

In occasione della mostra Ettore Sottsass. Mise en scène Dario Cimorelli ha pubblicato in un libro con testi italiano/inglese di Stefano Boeri, Barbara Radice, Christoph Radl, Micaela Sessa.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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