Cosimo Veneziano. Biomega. Multiverso. Riflessione su biotecnologie, cibo e persuasione occulta

Cosimo Veneziano (Moncalieri, Torino, 1983) analizza molte aree disciplinari per cercare di comprendere e di restituire, con le sue opere, molto di quel che non si vede ma che c’è e influisce nella quotidianità individuale e della collettiità. Una di queste aree di studio invisibili è quella relativa alle biotecnologie in ambito agroalimentare e ai meccanismi  di acquisto dei consumatori, indotti e studiati dal neuromarketing.

C’è da provare inquietudine. Che Veneziano pone come spettro che aleggia nelle e dalle sue opere, che in qualche misura parrebbero riecheggiare, attualizzate,  alcune delle molteplici conclusioni – pur se del lontano 1959 –  di John Kenneth Galbraith nel suo The Affluent Society, 1959.

E c’è anche da meravigliarsi di tanta cura e bellezza sulle quali fanno affidamento questi che una volta si chiamavano “persuasori occulti”, secondo un illuminante, datato, in parte superato dalla realtà e ancora oggi valido in moltissime sue parti, libro omonimo, di  Vance Packard The Hidden Persuaders, 1957.

Anche la bellezza attiene alla produzione di Veneziano, che ci rivela molto della nostra reattività psicologica anche alle immagini.

Con BIOMEGA. Multiverso  progetto in tre fasi, la cui terza tappa espositiva è in corso alla Project Room di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino dal 19 febbraio al 29 marzo 2020, l’artista, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano, ha realizzato un’installazione composta da ricami su tessuti e serigrafie in dialogo con una coppia inedita di vasi in ceramica realizzati con la tecnica dell’ingobbio a partire dall’osservazione di una fotografia di un oggetto legato alla tradizione agricola, di cui si è perso l’uso, archiviata presso la Fondazione Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro Collecchio (PR).

L’intero lavoro, che tratta di natura, antropologia e neuroscienze di cui porta una tesi riassuntiva tradotta nel linguaggio specifico dell’arte aprendo molteplici interrogativi,  orienta la sua parte più insistita sull’investigazione della percezione visiva, con l’obiettivo di indurre nel visitatore una consapevolezza su quanto essa possa influire sulle sue scelte quotidiane di fruitore e consumatore, e della sua attuale applicazione nel campo, appunto, delle neuroscienze.

Un punto di osservazione non omologato e problematico sulla realtà, questo di Cosimo Veneziano, che pur certamente palesato secondo il proprio linguaggio e una elaborazione concettualistica personale, ci pone di fronte alla necessità di maggiore consapevolezza come individui e come Società.

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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