Cosa chiede il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea al Ministro Dario Franceschini – MiBACT

Riceviamo e qui condividiamo l’Appello presentato dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, aggiungendo, però, che nessun cambiamento sarà davvero possibile se non ci sarà una profonda riorganizzazione del sistema artistico italiano  che renda l’Italia e la sua produzione artistica e culturale protagonista di un futuro migliore e più ricco nel tentativo concreto di riconquistare una leadership mondiale. Questo potrà avvenire solo impegnandosi per una modifica del Sistema dell’Arte, angloamericanocentrico.

Ad ogni modo, ecco l’Appello:

 

Gentile Signor Ministro,

l’arte contemporanea è una delle espressioni della vitalità e della capacità prospettica della nostra società. È uno strumento in grado di immaginare e mettere a disposizione della collettività contenuti che rafforzano la dialettica culturale, la coesione sociale, la consapevolezza civica, una risorsa comune che genera anche valore economico. Intorno all’artista contemporaneo e alla sua creatività si espande una rete dinamica di competenze scientifiche, professionali, pedagogiche, un sistema virtuoso d’istituzioni pubbliche e private, musei, fondazioni, gallerie, spazi non profit che ogni giorno dedicano il massimo impegno all’arte come cultura e linfa vitale del nostro Paese.

Il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, attivo dal 2014, riflettendo sulle criticità che il sistema italiano dell’arte contemporanea sta affrontando e dovrà affrontare a seguito dell’emergenza sanitaria COVID-19, chiede di aprire un confronto sulle difficoltà che coinvolgono il settore. Ci permettiamo di evidenziare alle Autorità nazionali e locali che le nostre istituzioni da anni svolgono un decisivo ruolo di sussidiarietà nella produzione e diffusione dell’arte contemporanea, a fianco di enti pubblici nazionali e territoriali. Questo appello intende richiamare l’attenzione sulle linee principali del nostro impegno professionale, che desideriamo non interrompere:

1) la programmazione espositiva d’arte contemporanea aperta e accessibile a tutti i pubblici, il lavoro e la collaborazione con il mondo della scuola, dell’università, della scienza, della ricerca, dell’imprenditoria;

2) la valorizzazione di giovani talenti artistici e il sostegno alla produzione delle loro opere, con ricadute positive di natura culturale ed economica sul sistema paese; il contrasto del fenomeno di abbandono del nostro Paese da parte di giovani artisti, che cercano destinazioni più adeguate per perseguire le loro aspirazioni professionali;

3) la programmazione di corsi di formazione sull’arte contemporanea destinati a studenti, personale docente, specialisti, volti a diffondere la conoscenza di questa disciplina, incrementando e valorizzando nuove professionalità;

4) l’individuazione e l’implementazione di nuovi strumenti digitali idonei a favorire la conoscenza e l’accessibilità delle opere d’arte da parte di un pubblico più vasto rispetto a quello dei visitatori tradizionali. L’attuale emergenza ci spinge infatti a immaginare nuove modalità di comunicazione dell’arte contemporanea, delle collezioni, delle attività educative e formative, anche e soprattutto attraverso i media digitali e l’e-learning.

Se fino a questo momento storico le istituzioni private sono riuscite ad affrontare queste sfide quotidiane non soltanto con grande impegno, ma anche con proprie risorse, oggi il rischio è quello di interrompere in modo repentino e traumatico il nostro lavoro. Non poter più sostenere gli artisti contemporanei significa smettere di sostenere la crescita socioculturale, critica, estetica, economica del nostro Paese.

Auspichiamo con questo appello che l’arte contemporanea sia considerata un settore strategico all’interno della governance culturale italiana e sia pertanto inserita tra i destinatari delle agevolazioni, dei sostegni e dei contributi oggetto della legislazione speciale in via di emanazione. In particolare, concordiamo con le proposte che sollecitano l’attivazione di specifiche misure di sostegno alla liquidità per le Imprese Culturali, indipendentemente dalla loro forma giuridica, l’estensione dell’Art Bonus e di misure di detraibilità quali forme di sostegno ai consumi culturali.

La crisi sta mettendo a rischio il futuro delle nostre istituzioni con gravissime implicazioni a discapito degli artisti, dei professionisti, dei pubblici e di tutti coloro che considerano la cultura uno degli elementi vitali per la ripresa del nostro Paese.

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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