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Cosa chiede il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea al Ministro Dario Franceschini – MiBACT

di Barbara Martusciello

Riceviamo e qui condividiamo l’Appello presentato dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, aggiungendo, però, che nessun cambiamento sarà davvero possibile se non ci sarà una profonda riorganizzazione del sistema artistico italiano  che renda l’Italia e la sua produzione artistica e culturale protagonista di un futuro migliore e più ricco nel tentativo concreto di riconquistare una leadership mondiale. Questo potrà avvenire solo impegnandosi per una modifica del Sistema dell’Arte, angloamericanocentrico.

Ad ogni modo, ecco l’Appello:

 

Gentile Signor Ministro,

l’arte contemporanea è una delle espressioni della vitalità e della capacità prospettica della nostra società. È uno strumento in grado di immaginare e mettere a disposizione della collettività contenuti che rafforzano la dialettica culturale, la coesione sociale, la consapevolezza civica, una risorsa comune che genera anche valore economico. Intorno all’artista contemporaneo e alla sua creatività si espande una rete dinamica di competenze scientifiche, professionali, pedagogiche, un sistema virtuoso d’istituzioni pubbliche e private, musei, fondazioni, gallerie, spazi non profit che ogni giorno dedicano il massimo impegno all’arte come cultura e linfa vitale del nostro Paese.

Il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, attivo dal 2014, riflettendo sulle criticità che il sistema italiano dell’arte contemporanea sta affrontando e dovrà affrontare a seguito dell’emergenza sanitaria COVID-19, chiede di aprire un confronto sulle difficoltà che coinvolgono il settore. Ci permettiamo di evidenziare alle Autorità nazionali e locali che le nostre istituzioni da anni svolgono un decisivo ruolo di sussidiarietà nella produzione e diffusione dell’arte contemporanea, a fianco di enti pubblici nazionali e territoriali. Questo appello intende richiamare l’attenzione sulle linee principali del nostro impegno professionale, che desideriamo non interrompere:

1) la programmazione espositiva d’arte contemporanea aperta e accessibile a tutti i pubblici, il lavoro e la collaborazione con il mondo della scuola, dell’università, della scienza, della ricerca, dell’imprenditoria;

2) la valorizzazione di giovani talenti artistici e il sostegno alla produzione delle loro opere, con ricadute positive di natura culturale ed economica sul sistema paese; il contrasto del fenomeno di abbandono del nostro Paese da parte di giovani artisti, che cercano destinazioni più adeguate per perseguire le loro aspirazioni professionali;

3) la programmazione di corsi di formazione sull’arte contemporanea destinati a studenti, personale docente, specialisti, volti a diffondere la conoscenza di questa disciplina, incrementando e valorizzando nuove professionalità;

4) l’individuazione e l’implementazione di nuovi strumenti digitali idonei a favorire la conoscenza e l’accessibilità delle opere d’arte da parte di un pubblico più vasto rispetto a quello dei visitatori tradizionali. L’attuale emergenza ci spinge infatti a immaginare nuove modalità di comunicazione dell’arte contemporanea, delle collezioni, delle attività educative e formative, anche e soprattutto attraverso i media digitali e l’e-learning.

Se fino a questo momento storico le istituzioni private sono riuscite ad affrontare queste sfide quotidiane non soltanto con grande impegno, ma anche con proprie risorse, oggi il rischio è quello di interrompere in modo repentino e traumatico il nostro lavoro. Non poter più sostenere gli artisti contemporanei significa smettere di sostenere la crescita socioculturale, critica, estetica, economica del nostro Paese.

Auspichiamo con questo appello che l’arte contemporanea sia considerata un settore strategico all’interno della governance culturale italiana e sia pertanto inserita tra i destinatari delle agevolazioni, dei sostegni e dei contributi oggetto della legislazione speciale in via di emanazione. In particolare, concordiamo con le proposte che sollecitano l’attivazione di specifiche misure di sostegno alla liquidità per le Imprese Culturali, indipendentemente dalla loro forma giuridica, l’estensione dell’Art Bonus e di misure di detraibilità quali forme di sostegno ai consumi culturali.

La crisi sta mettendo a rischio il futuro delle nostre istituzioni con gravissime implicazioni a discapito degli artisti, dei professionisti, dei pubblici e di tutti coloro che considerano la cultura uno degli elementi vitali per la ripresa del nostro Paese.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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