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Gian Paolo Barbieri. Fotografia di Moda, complessità femminile e la vita come film

di Barbara Martusciello

Gian Paolo Barbieri è stato uno dei fotografi internazionali più influenti nell’ambito della Moda, con collaborazioni per grandi campagne pubblicitarie di brand come Valentino, Chanel, Yves Saint Laurent,  Vivienne Westwood, Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Giorgio Armani, Bulgari, Dolce & Gabbana e tanti altri.

Audrey Hepburn per Vogue Italia, Valentino, Roma – collezione privata

Già nel 1968 eletto – dall’accreditata rivista “Stern” – tra i quattordici migliori fotografi di moda al mondo, lui, autodidatta ma con una famiglia di grossisti di tessuti, quindi con una sensibilità per quel mondo in qualche misura tramandata per ramo… genealogico, ha contribuito a definire e comunicare, soprattutto negli anni ‘80 e ’90, quel Fashion che in Italia era baluardo vincente del Made in Italy e del prêt-à-porter.

Pur necessariamente legati al rispetto delle necessità della committenza, gli scatti di Barbieri sono sempre riconoscibili per una caratterizzazione personale, puntata sulla teatralità – non a caso dal Teatro ha iniziato: fu operatore e costumista e persino attore –, su una spettacolarizzazione ironica e irriverente che rimanda direttamente alla metafora della vita come l’ha intesa (o sperata) lui; e animata specialmente da figure femminili.

Alle donne l’autore ha sempre riconosciuto forza, allure, un’articolazione psicologica, caratteriale, individuale manifestate a livello esteriore dall’attitudine a giocare coraggiosamente con la propria immagine, con l’apparenza, usando outfit, trucco e parrucco e, per così dire, indossando atteggiamenti sempre differenti, in maniera, quindi, volutamente metamorfica.

Si veda una delle celebri foto che hanno eternato Jerry Hall; o anche quelle che hanno restituito Isa Stoppi, diventata iconica anche grazie proprio al fotografo.

Le sue celebrity – tra queste Audrey Hepburn, Veruschka, la Loren, la Gianfelici, Eva Herzigova, la Bellucci – diventano tutte eroine di narrazioni favolose, quasi pittoriche (e l’arte era una delle sue passioni) e protagoniste di quelli che sembrano dei veri, pur se temporanei, set cinematografici immaginifici, dato che il Cinema Barbieri lo conosceva bene e lo apprezzava profondamente, tanto da citarne le atmosfere, certe messe in scena…

Barbieri ha amato ciò che fotografava: non tanto il lusso, il marchio e la bellezza ma la Donna, la sua identità, interiorità e complessità che ha tentato da par suo di mettere in risalto, cercandone e illuminandone il suo vitalismo, le sfaccettature, la mutevolezza.

In tutto questo, c’è ovviamente il suo altro amore, oltre alla Moda: Milano. Qui, venne alla luce nel 1935, qui aprì il suo primo studio fotografico e in questa città ne è andato, il 17 dicembre 2024,  a quasi novant’anni di età.

Fondazione Gian Paolo Barbieri

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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