E così la bambina è caduta di Claudia Quintieri. Ragnetto, un po’ Alice Liddell e altre narrazioni

copertina libro Claudia Quintieri

“Senza luce c’è il fallimento dell’umanità” .

Così scrive in un passaggio del suo libro E così la bambina è caduta (ed. Habanero, 2014) Claudia Quintieri. E’ verissimo: al buio l’oscurità più negativa, simbolicamente terrorizzante ha la meglio, ma è possibile una redenzione, tanto da farci apprezzare ancora di più la bella frase della nota canzone di Leonard Cohen, Anthem, che ci sembra pertinente con questa recensione:

“C’è una crepa in ogni cosa ma è da lì che entra la luce”.

Le Arti Visive – settore che l’autrice pratica come redattrice e artista essenzialmente video – hanno fatto proprio questo monito con opere ed artisti straordinariamente sensibili al tema. Uno tra tutti: Hieronymus Bosch. Che affollava i suoi quadri di esserini tra il mostruoso e il sarcasticamente fantasioso. A questo mi è venuto da pensare, leggendo del ragnetto protagonista – con altri rilevanti personaggi – di questo volumetto; a questo, sì, e al Charles Lutwidge Dodgson, ovvero Lewis Carrol, fotografo pittorialista un tantino monotematico, noto ai più come scrittore di Alice’s Adventures in Wonderland e di Through the Looking-Glass, and What Alice Found There. Il registro ludico di quei romanzi dell’ottocento (che si ispirano all’intrattenimento delle carte, l’uno, e degli scacchi l’altro), che, attraverso sopraffini giochi del non-sense ma allo stesso tempo di logica e persino matematici, ci accompagna, con Alice, dentro al suo mondo incantato ma alquanto accidentato, è richiamato, seppur sommessamente e forse inconsapevolmente, in questo libello della Quintieri. Esso sembra, inoltre, fatto per essere teatralizzato, letto a mò di happening, come un reading, perché ogni capoverso, ma che dico, ogni frase, pare concepita come un pensiero semi-parolibero adatto ad essere declamato.

“L’armonia si tace perché è già tutto dentro.”

“Il ragnetto si eleva alla massima potenza perché ha un calzino per ogni zampa. Quando fuori piove si mette le scarpe impermeabili sopra ogni calzino.”.

“Ogni zampa serve poi per il rimmel alla vecchia signora. Solo per lei, che si deve truccare, il ragnetto si toglie i calzini.”

“Parla più di un picchio che batte quando beve troppo alcool negli aperitivi fra ragni, al freddo dei lampioni fuori della camerata dei soldati.”

Surreale, con qualche pennellata che evoca visioni pittoriche:

“Sono immerse nel blu Klein (la bambina e la fatina, n.d.R.) che le porta su piani di percezioni superiori.

Anelano l’immensità.”

Come non appassionarsi alle avventure della Vecchia, della Fata, della Bambina, e della Famiglia, ma soprattutto del piccolo insetto, lontanissimo da qualsiasi caduta nell’aracnofobia, perché troppo simpatico e simile a noi? Simile ma ammantato di luccicanza visionaria, che si porta appresso come fa con il suo bagaglio imperscrutabile…:

“Si bagna solo la scatola magica, ma non importa perché tanto non si può aprire.”

Immagine (sì, perché richiama proprio una visione) misteriosa molto, molto lynchiana (Mulholland Drive, di David Lynch, 2001) ma con più gioia dentro… Fantasmagorica è l’esistenza di questo artropode e la sua storia, come le altre; minime, certo, letterarie, ma importanti, fatte di percorsi: verso la consapevolezza di sé, l’apertura all’altro, l’amicizia a poi l’amore…

“Dispensava AMORE tutto maiuscolo”.

“(…) c’è bisogno della magia del cuore per sopportare (la realtà, n.d.R.)”

“Si puliscono gli animi con pensieri delicati”

“Amato, amaro destino che si infrange sugli scogli dei desideri e circuisce animi nobili e innocenti ancor prima che siano cresciuti.”

Nel libro, via via la coscienza di quel che la vita è e ci riserva si palesa:

“La partitura più dolce e musicale può diventare ispida e controversa.”

E la speranza alla fine prevale, esaltata da pillole di ottimismo e buon senso:

 “Il segreto è non lasciarsi morire mentre si è ancora vivi.”

Come non appassionarsi, dicevamo, e non scorgere tra le righe e nelle pagine quel poco o tanto di Claudia che essa ci svela e ci consegna? Fatalmente -come in ogni letteratura – c’è anche un po’ di tutti noi…

“È molto oculato (il ragnetto, n.d.R.), sta mettendo la fortuna da parte per regalarla a chi veramente se la merita e che non gli chiederà mai niente. Sa che un giorno incontrerà quella persona, ne è convinto, ma ancora manca tempo…”

Quel tempo, arriverà, statene certi… e lo troverà in buona salute:

Non si ammala mai perché ha gli anticorpi, sua madre gli ha fatto mangiare tutto, anche le cose prese da terra, fin da piccolo. Non puliva il ciuccio se cadeva. Non gli ha mai messo i calzini d’estate e neanche la maglietta a pelle.”

Chissà se anche la Quintieri ha sviluppato simili anticorpi? Conoscendola, siamo certi di sì.   Il libro sta seguendo un piano di presentazioni. La prima a Roma: alla Libreria Koob, Via L. Poletti 2 (vicino al MAXXI) alle 18.30 di giovedì 13 novembre; relatori: Barbara Martusciello, art a part of cult(ure), e il giornalista e scrittore Maurizio Zuccari.

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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