Arte Compressa #80. L’inevitabilità sociale dell’arte. Giulio Delvè e Pastocaldo

Nell’attuale situazione sociale, etica e politica che stiamo vivendo, non solo in Italia – ovviamente, guardando lontano – ma a livello mondiale, in un contesto oscuro, di fragilità e precarietà, la Cultura assume un ruolo importantissimo, pur se non ababstanza inteso collegialmente, e l’arte visiva un  peso e un significato enormi grazie alla sua potenza liberatoria e sovversiva; è l’arte che ci può indicare punti di osservazione non omologati sulla realtà, altre vie da percorrere, nuove attitudini.

“La pratica artistica si converte così in un filtro, uno strumento essenziale attraverso il quale analizzare la realtà circostante, che diviene materia e argomento di un’indagine oggettiva sulle pratiche sociali.”

In quest’ottica si muove Giulio Delvè (Napoli, 1984) nei cui lavori – dove mescola scultura, installazione, fotografia e anche la performance – la realtà circostante assume un ruolo etico ed estetico concretizzandosi nella forma di oggetti cercati, rielaborati, reinterpretati, riposizionati all’interno di uno spazio – e di un concetto – e quindi rifunzionalizzati e in cui della realtà di partenza restano le qualità evocative: fortissime e ambigue.

Il suo linguaggio è dunque poetico e politico che si fa strada tramite una modalità evidentemente manipolatoria capace di “accompagnare” il fruitore “oltre il livello di superficiale osservazione” dell’esistente, “stimolando la comprensione di nuovi significati associati all’oggetto e indicando un sistema di pensiero alternativo”.

Così, l’artista mette fondo al suo vasto mondo simbolico in cui precipita l’oggetto-opera da cui esso riemerge nuovo, potente, altra cosa rispetto al suo stato iniziale, “aperto” – Umberto Eco docet – e si fa catalizzatore di nuovi significati, quindi innesco di sovversione.

Dopo l’esperienza espositiva al MADRE di Napoli, che personalmente ho visto e apprezzato, la sua ricerca artistica sembra svilupparsi ulteriormente; si è, cioè, focalizzata – come ci confermano da ADA, dove è in corso la nuova personale dell’artista, dal titolo Pastocaldo – sullo studio e la resa di “pratiche di autorganizzazione e di autogestione collettiva: strategie di sopravvivenza ed economie alternative sviluppatesi dal basso, in risposta alle dinamiche sociali e ai fenomeni di marginalità, che governano i contesti gentrificati e che si manifestano all’interno dei nuclei sociali maggiormente segnati da difficoltà.”

Dunque, in Pastocaldo gli aiuti FEAD, messi a disposizione dalla Comunità Europea per le famiglie indigenti, sono riorganizzati, dopo attenta analisi, assumono nuovi significati, funzioni e possibilità: “i diversi formati di pasta sono cotti e assemblati, fino a convertirsi in gioielli, successivamente riprodotti con microfusioni in ottone e indossati da modelli in jesmonite. Così come il packaging e la grafica utilizzati per identificare i FEAD, sono trasformati in elementi testuali, sviluppati su paramenti in PVC.”

Info mostra

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

Commenta

clicca qui per inviare un commento